Il piacere di finire le cose

C’è un’immagine di me stesso che in questo periodo mi rappresenta più di tutte le altre. E no, non è una di quelle che mi ritrae di spalle, bensì il fotogramma in cui la mia faccia beata sorride quando, la notte, mi butto sul letto per godermi qualche ora di meritato riposo. Se non fosse per il caldo di giugno che trasforma le lenzuola in carta adesiva, per il pianto del neonato degli inquilini del piano di sotto, puntuale come un orologio svizzero fermo alle cinque del mattino, per i cani del vicinato, enormi e nani, che si mettono a discutere proprio quando sto per chiudere gli occhi o quando non ho la minima intenzione di aprirli.

Resta il fatto che non sono più un animale notturno e che quell’istante lì, mentre la giornata si spegne e io con lei, ora come ora è causa di grande soddisfazione. La associo alla stessa sensazione che si prova quando, mattoncino dopo mattoncino, si arriva a mettere l’ultimo per completare un Lego portentoso oppure quando si incastra il pezzo mancante di un puzzle ostico: è un secondo, una frazione di tempo, spesso inconscia, in cui si acquisisce e diventa propria la pienezza di ciò che si è finito. E’ un concetto che non vale se la giornata è stata infruttuosa: andarsene a letto con le pive nel sacco equivale a mandare a fanculo tutto quanto fino al giorno dopo, che è pure una bella soddisfazione ma ben diversa.

Io mi riferisco al piacere di portare a termine le cose, qualsiasi esse siano, specialmente se hanno richiesto un certo impegno. Parlo veramente di tutto: una scadenza rispettata in ufficio, una gara con un tempo che giustifica gli allenamenti, una bolletta pagata quando non sai dove prendere i soldi, un rubinetto riparato senza sapere nemmeno da dove arriva l’acqua, un articolo completato per dimostrare che hai ancora voglia di scrivere per te stesso e non perché sei obbligato. Non sono esempi casuali, mi riguardano e rappresentano solo una parte di una lista che sembra non finire mai.

Mi viene in mente l’esatto momento in cui, qualche anno fa, ho deciso di percorrere tutto il Cammino di Santiago senza una motivazione precisa. Sentivo che era una cosa da fare. E l’ho fatta. Mi sono adoperato per organizzare il viaggio e arrivare al punto di partenza, mi sono preparato, ho aspettato. Poi il via. Ho camminato per giorni e chilometri, soffrendo a causa delle vesciche e del ginocchio malconcio ma con la testa ben piantata ed esperienze incredibili a darmi la forza per continuare. L’ultima tappa, quella che mi ha portato di fronte alla cattedrale di Santiago de Compostela, avrebbe dovuto regalarmi il sorriso da soddisfazione da materasso di cui sopra e invece mi ha fatto piangere: ero tanto contento, felice e orgoglioso di me stesso quanto triste e nervoso perché quella magnifica avventura era giunta al traguardo. 

Oggi mi trovo a metà strada in praticamente tutte le cose che faccio. Alcune voglio e devo assolutamente finirle, altre ho paura che finiscano, altre non finiranno. Più che su una strada mi sento sospeso nel vuoto, agganciato ad una corda che mi dà la direzione ma sulla quale non scorro, perché la differenza di peso tra responsabilità e serenità impedisce alla carrucola di scivolare.

Non cadrò di sotto, questa è l’unica certezza. Lì davanti mi aspettano ma anche dietro c’è chi preme per partire e mi chiede di fargli largo, chi vorrebbe ritrovarmi o chi godrebbe nel vedermi fallire. Intanto resto appeso, sospendo io tutto e me ne vado in vacanza.

Cazzo, almeno un post sono riuscito a scriverlo!

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66 thoughts on “Il piacere di finire le cose

  1. Io, invece, sono ben pochi i progetti che riesco a portare a termine.
    Tralasciando i “doveri” (come pagare le bollette), inizio tante cose e non ne finisco (quasi…) nemmeno una: sono molto impaziente e poco costante.

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  2. Mi è sempre piaciuto molto il tuo modo di scrivere, per non parlare delle foto, le adoro!, ma questo post, questo qui, mi lascia molto, dà un senso anche al mio oscillare, che è diverso dal tuo e da quello di chiunque altro, ma porta serenità in un momento di penombra. Grazie.
    Buone vacanze e mi raccomando, le foto!!! 🙂

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    1. Sono stato in Sicilia, ho girato tutta l’isola in auto a tappe. Bel viaggio.
      Quella “cosa” è sicuramente da provare! Attraversi un burrone attaccato ad una carrucola, fighissimo!

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  3. Un post mio caro che è un piacere leggere. E che dopo tanti impegni uno possa godersi un pò di vacanza mi pare più che giusto. Il cammino di Santiago resta un mio sogno , chissà se mai riuscirò a realizzarlo.Fortunato tu che l’hai sperimentato, penso lasci un segno indelebile. Goditi la vacanza ora. Ti abbraccio forte. Isabella

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    1. Sì, direi che la vacanza me la sono goduta totalmente. Ci voleva, ora sono anche più sereno.
      Il Cammino devi farlo, basta volerlo. Non devi avere alcuna preparazione né devi spendere tanto. Scegli tu quando andare e il tempo che vuoi dedicargli. Se lo vorrai, lo farai e sì, è un’esperienza che ti porterai dentro a vita.
      Grazie, un abbraccio.

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        1. Diciamo che questo, più che un viaggio, è un’occasione unica di riunire la famiglia, cosa che non capita da molto tempo e che vale più di tutte le destinazioni.
          Un abbraccio a te.

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  4. BALLERINA (1997, settembre-)
    Ballerina
    sulla corda tesa
    tra fuoco e acqua
    a oscillare nel vento.
    Senza rete,
    senza sbarra,
    senza ombrellino,
    in un gioco sottile
    di forze opposte,
    trascini
    oceani di sguardi
    e spiagge di domande,
    impigliati i mondi
    nei tuoi capelli di luna.
    Mentre vai
    (avanti o indietro?)
    soltanto farfalle
    ti stanno intorno
    verso la nube
    radiosa
    che sai
    è la tua meta.

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    1. La vacanza è andata benissimo! Vediamo se ora riesco ad amministrare meglio il mio tempo anche qui. La foto non l’ho scattata io (io sono l’omino appeso…) ma è stata proprio la sensazione di attraversare quel fiume che meritava di essere ricordata in qualche modo.
      Grazie Laura!

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  5. … UUUuu… quella sensazione di essere sospesi nel vuoto… la conosco abbastanza bene e mette i brividibadabidibi.. ma quel disequilibrio perenne fa muovere i pensieri verso mete inaspettate… o no?
    buona giornata 😀

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  6. ciao carissimo,
    la DETERMINAZIONE è paragonabile alla batteria del cell, in apparenza cosa semplice ma spesso non troviamo più il caricabatteria, lo cerchiamo ma al solito posto non c’è, poi, come per incanto, appare lì, sul tavolo, eppure prima non c’era…!!!

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  7. Bello riuscire a terminare ciò che che iniziamo…bello cercare di terminare la giornata come viene, bello cercare di continuare a vivere questo meraviglioso viaggio che è la vita, contro ogni ostacolo. Ed è bello piangere davanti al traguardo raggiunto dopo tanta tenacia perchè vuol dire che c’è ancora anima, c’è cuore, c’è la forza per ripartire. Perchè la vita è emozione anche quella più buia.
    Intanto buone vacanze, un post l’hai scritto, spero di leggerne un’altro al tuo ritorno.
    Vedi io molte cose le finisco nella mia vita, altre le lascio aperte, le prolungo…..e le emozioni entrano ed escono, come quando ti leggo.

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    1. Credo sia importante finire le cose che meritano di essere finite, che vogliamo noi portare a termine. Possiamo scegliere, il problema infatti è decidere, amministrare il tempo, dare le priorità e sapere scartare. Non possiamo fare tutto, lo vorremmo, ci proviamo ma, anche quando non riusciamo, dovremmo essere soddisfatti se una, due o tre piccole cose le abbiamo completate.
      Un mese fa forse non avrei usato queste parole! Ora va meglio. Ho cominciato a tagliare qualcosa per dedicarmi a ciò che ritengo più importante. Vediamo come va…
      Le vacanze sono andate bene, sto riprendendo a scrivere come vorrei, con costanza, qui e altrove. La forza non è mai mancata.
      Le tue parole mi danno sempre tanto, la forza viene anche da questo, grazie.

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      1. Bentornato!!!!
        Sono sempre passata da te per vedere se eri tornato ed eccoti!
        E’ veo non sempre possiamo fare tutto, ma lasciamoci spazi per fare almeno qualcosa che ci piace. E io aspetto con pazienza le tue di partole che non sono mai banali, superficiali, ma hanno molto da dare.
        Buona notte.

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        1. Come al solito, mi metti a disagio! Ma una delle cose che mi piace tanto fare è stare qui per scrivere, leggere, condividere, scambiare opinioni con gli amici.
          Contento di essere qui, insieme.

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  8. ciao! che bello il cammino di santiago… mi sa che ti ha donato tante di quelle emozioni!
    e il friccichio che arriva quando sei sospeso e non sai se riuscirai a fare una cosa…. anche quello è bello, ma l’impagabile è poi riuscire anche a quello che non credevi!
    le costruzioni con il lego le fai tutte complete, ve? non finisci solo se il nipotino te li ruba!

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    1. Ciao Alessia! Il Cammino è stata una delle esperienze più forti della mia vita, mi ha donato emozioni ma anche tanto altro, come degli amici veri per esempio. Alcuni dei miei migliori amici li ho conosciuti proprio durante quel viaggio, se viaggio si può chiamare.
      Sul fare le cose, ecco… già risponderti dopo due settimane spiega perché ho scritto quel post. Non riesco a fare tutto quello che vorrei, almeno non nei tempi giusti, per cui forse apprezzo di più quando ce la faccio.
      I Lego completi sono quelli di mio nipote e ormai li costruisce da solo, senza aiuto. Completi. Io lo aiutavo prima, quando era piccolo. Adesso mi limito a piccole cose, mi piacciono soprattutto gli omini a cui ogni tanto cambio fattezze usandoli come antistress!

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      1. mi sa che neanche serve che ti risponda, perchè hai detto tu la cosa da dire… non esistono tempi giusti per fare le cose che vogliamo, perchè altrimenti acquistano le sembianze di doveri con le scadenze! quindi ecco, quando poi portiamo a termine questi nostri piaceri, o obiettivi prefissati c’è più soddisfazione! belli gli omini componibili come antistress!

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  9. mi sa che neanche serve che ti risponda, perchè hai detto tu la cosa da dire… non esistono tempi giusti per fare le cose che vogliamo, perchè altrimenti acquistano le sembianze di doveri con le scadenze! quindi ecco, quando poi portiamo a termine questi nostri piaceri, o obiettivi prefissati c’è più soddisfazione! belli gli omini componibili come antistress!

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