E adesso?

E adesso ti dico cosa. Prima però fammi pensare. Devo ricordarmi dell’ultima volta che sono riuscito a farlo. Pensare a me stesso, intendo, senza il tic tac del tempo, senza pressioni, senza l’interesse per chi amo o verso ciò che faccio. Lasciami un attimo di puro egoismo. Devo venire fuori. Permettimi di tornare al centro del mondo e vediamo se sono capace di tracciare una linea e tirare le somme o di mettere un punto. Quand’è stata l’ultima volta che ho potuto farlo? Non lo so. Vado indietro di un mesetto con la memoria e mi ritrovo, sotto il sole cocente, lontano da tutte le mie cose, tranne una.

Sto in piedi, sul tetto di una casetta di fango, pietra, gesso e merda. Sì, merda, impastata con tutto il resto. In questo posto la usano, insieme all’argilla rossa, per decorare con simboli e disegni le abitazioni, che non sono solo case ma opere d’arte, anche se loro non lo sanno. Mi trovo a Tiebelè, un villaggio africano che, guardando il planisfero, sta davvero al centro del mondo. Per di più, io sono dentro la corte reale, un piccolo agglomerato di fascino e tradizione che resiste al tempo, al meglio e al progresso. E’ circondato da mura alte un paio di metri che una volta servivano per difenderlo dagli invasori in caccia di schiavi. Le case hanno forme diverse: rotonde per i giovani scapoli, rettangolari per le coppie, a forma di otto per le donne con bambini. Le pareti sono spesse per proteggere dal caldo e ogni struttura ha un solo un ingresso, basso, che obbliga chi vuole entrare a mettersi carponi e infilare prima la testa: così, fosse stata di un nemico, sarebbe stata troncata di netto. Anche l’accesso alla corte è unico e il percorso da seguire per muoversi al suo interno ha una sola direzione: i cattivi che riuscivano ad infiltrarsi, in questo modo venivano attaccati dagli abitanti appostati e nascosti sui tetti delle case.

Proprio su uno di quei tetti, ascolto la storia e osservo il silenzio, in silenzio. Da lì vedo un pezzo di Africa, un villaggio povero, gente che prova a darsi da fare e gente che non ci riesce affatto. Vedo alberi che dominano il paesaggio incuranti del clima, verdi nonostante l’arido, presuntuosi e potenti perché si sono fatti da soli, imparando nei secoli a crescere dal nulla. Vedo tanta vita sotto i miei piedi e, per qualche istante grande quanto la fame, riesco a pensare. A pensarmi.

Va tutto bene, mi dico. Sento oggettivamente di avere delle qualità e so di poter lavorare sui difetti, provando a smussarli, quando proprio non riesco ad eliminarli. Uso piccoli trucchi per ricordarmi dove intervenire e come dare il massimo, soprattutto a me stesso. In ufficio, ad esempio, incastro tra le lettere della tastiera un cartoncino con la Matrice del Tempo, per avere sempre sott’occhio le mie priorità, non solo lavorative. Al polso ho preso l’abitudine di portare una fascetta di tessuto bianco con su stampato il messaggio Peace One Day, che mi aiuta a mantenere e trasmettere buone sensazioni a chi ho intorno, senza alterarmi oltre il necessario. Ché a volte è necessario. In generale mi piaccio, lo posso dire. Ma ho senza dubbio tanto da imparare e, pur non essendo più un ragazzino, credo di averne il tempo. Anche fisicamente sto bene. Il nuoto ed una certa alimentazione, comunque non priva di schifezze, mi tengono in salute. Il sangue scorre. Il cuore è stabile e pregno d’amore, il cervello è attivo, si tiene in allenamento e funziona. Insomma, ci sono.

E quindi? Adesso cosa? Adesso temo che Topper Harley dovrà farmi posto, perché è arrivato Alessandro.

Annunci

179 thoughts on “E adesso?

        1. Hai centrato in pieno. Topper Harley ha un trascorso lungo dieci anni tra queste pagine. Non so ancora quanto e come resterà ma qualcos’altro sta venendo fuori. Penso poi che, in questo mondo – il blog – il confrontarsi con noi stessi sia ad un certo punto una tappa obbligata.

          Liked by 1 persona

        2. Sempre aperto al confronto, anche questo significa crescere. Spulciare il mio blog mi mette un po’ di ansia, ci sono dei ricordi che eliminerei volentieri. Ma del resto è anche per quelli che oggi sono qui.

          Mi piace

    1. Verissimo, l’Africa è anche questa, con tempi e paesaggi infiniti. I pensieri hanno vita facile, il problema semmai è lasciarli andare.
      Il villaggio poi è effettivamente unico. Al confine tra Burkina Faso e Ghana, un luogo incredibile.

      Mi piace

  1. che periodo interessante che stai passando… così a sensazione… passare dal nero al bianco come colore di sfondo… passare da Topper ad Alessandro (piacere tra l’altro!!)… magari son io che mi soffermo molto sui dettagli… che pondero decisioni di questo tipo… quindi diciamo dal mio punto di vista scelte come queste non possono avvenire per caso… senza grosse motivazioni che le accompagnano…
    poi a dirla tutta io adoro i cambiamenti, amo le persone che per i loro motivi si reinventano, reinterpretano o semplicemente concedono al tempo il potere di farle evolvere, senza nascondersi e senza forzarsi ad essere per attese del prossimo ciò che erano o ciò sentono di non esser più….

    Liked by 1 persona

    1. Grazie Erik. Anche a me piacciono i cambiamenti. Sinceramente sta accadendo tutto in maniera spontanea e forse è la cosa migliore. Sono un tipo che pensa, è vero, ma non ho riflettuto poi così tanto sul colore del blog o sull’arrivo di Alessandro. Quest’ultima cosa l’ho decisa pochi minuti fa: stavo scrivendo il post e nemmeno immaginavo dove sarebbe andato a finire. Si può dire che Alessandro (piacere mio!) è arrivato per conto suo. E al momento non so cosa farà. Il bello sarà scoprirlo, oltretutto insieme agli amici come te.

      Liked by 1 persona

        1. esatto, io ci sto lavorando da un pò.. riuscire ad essere se stessi, spontanei, anche quando la situazione o la location richiede un architettura particolare non è sempre semplice…però lo vedo come un bel traguardo.. nel rispetto della vita appunto!!! 🙂

          Liked by 1 persona

        2. E’ esattamente quello che scrivevo alla fine dell’articolo, quando parlavo di quei piccoli escamotage che uso per ricordarmi quali sono le mie lacune e dove devo intervenire. Sulla spontaneità ho fatto passi da gigante, pagandone a volte anche le spese, ma i risultati sono stati positivi. Proprio per questo è venuto fuori Alessandro…

          Liked by 1 persona

        3. in più credo che battersi contro lo scorrere del destino e del nostro io più profondo porti solo a negatività espressa in mille modi diversi e tutti soggettivi…

          Mi piace

  2. Per quanto ti “conosca” da pochissimo tempo, sono pressoché convinta (e credo sia un principio universale) che tu, Topper e Alessandro siate un esempio antropomorfo del principio dei vasi comunicanti, originando un’unica superficie equipotenziale 😊

    Mi piace

        1. Lo so, è grave, ma ho come il sospetto di non averlo letto. Però se mi garantisci che cambia la vita, provvedo subiterrimamente a colmare la lacuna gigante.

          Mi piace

        2. Ti posso solo garantire che è un capolavoro ma non perché lo dico io. E’ anche vero poi che a me altri capolavori riconosciuti in tutto il mondo non sono piaciuti così tanto, per cui non posso prendermi questa responsabilità…

          Mi piace

        3. Al prossimo compleanno ti recapito un sacco di cenere – glam, ma cenere – per cospargerti il capo. Ché se non la finisci con ‘sta storia delle colpe rimarrai a secco a breve ☺

          Mi piace

  3. Ogni volta che ti leggo è come se fossi gambe incrociate, seduta per terra, che ti ascolto assorta. Benvenuto Ale, anche se in realtà tu e Topper non esistereste senza l’altro, vi siete solo guardati negli occhi e vi siete scambiati un sorriso.

    Mi piace

  4. E adesso che m’hai portato in Africa sotto quel sole cocente tra quelle casette opere d’arte, dove un cuore generoso e una forza fisica fanno la differenza, se pur minima in un grande mondo di dolore che tenta di sollevarsi, vorrei conoscere Alessandro. Me lo presenti?…
    Forse non ce n’è bisogno più di tanto….credo di sapere bene chi è.
    Topper Harley , anche se farà posto ad Alessandro, rimarrà sempre nel mio cuore.

    Liked by 1 persona

    1. Topper Harley è ed è sempre stato Alessandro in tutto. Anche nei post più assurdi, Topper racconta di Alessandro e credo che continuerà a farlo.
      Se conosci uno, conosci l’altro. Sono una persona sola. E quella persona soprattutto conosce te e ti è amica sincera.

      Mi piace

        1. E infatti sei uno degli amici che mi conosce meglio, a prescindere dal nome con cui mi presento.
          Alla fine il nome qui può essere considerato solo un’etichetta, conta di più quello che c’è attaccato. E non parlo di me.

          Mi piace

  5. Piacere Alessandro 🙂

    ciao, bentornato e grazie di aver portato dell’aria semplice e pura da questo villaggio africano.
    Sai che ti ho pensato? Si…con invidia…sana invidia.
    Questo che hai scritto è ciò che in quei luoghi si è portati a fare: ascoltarsi.

    Ti auguro un buon proseguo e rinnovo la mia richiesta di portare un sorriso ai bimbi che incontri.

    un abbraccio
    .marta

    Liked by 1 persona

    1. Ciao Marta e bentrovata! Hai ragione, in Africa il tempo è così diverso dal nostro che l’ascoltarsi trova molto più spazio di quanto siamo abituati a fare.
      I tuoi sorrisi, stanne certa, li porterò alla prossima occasione. Intanto li mando da qui.
      A te, un abbraccio.

      Liked by 1 persona

  6. Tiebelè…un posto particolare dove riflettere e ri-scoprirsi. E piacersi! Che bello piacersi!! Non capita sempre, ma quando succede la sensazione è stupenda.
    Ciao , Alessandro. Un salutone a Topper, che è persona tanto garbata e interessante.

    Liked by 1 persona

    1. Prima di piacersi, spesso è necessario ritrovarsi ed è un po’ quello che mi è successo. Non che ci siano stati grandi cambiamenti ma alcune cose, specialmente sul web dove, blog a parte, lavoro parecchio, e tra l’altro molto legate all’Africa, avevano bisogno di trovare spazio. Tra queste c’era Alessandro.
      Grazie come sempre per le belle parole.
      Un abbraccio.

      Mi piace

    1. Già, dottoressa! Congratulazioni anche qua.
      Alessandro lo conosco bene da sempre ma chissà se imparerò a conoscerlo mai del tutto. A volte una vita non basta.
      Mi fa piacere che tu lo abbia trovato, è lo stesso per lui.

      Liked by 1 persona

        1. A tratti camminiamo persino con tanti noi stessi ed è difficile capire chi di loro sta facendo strada. Un accordo però, prima o poi, si trova.

          Mi piace

  7. Piacere! mi presento a topper o ad alessandro??? non so se sia importante ma fino ad ora hai scritto delle belle cose! grazie per essere passato da me! ho scovato questo tuo post e mi hai colpito! ovviamente non mi hai letto, ma l’africa… che sogno per me! non ci sono mai stata, ma il solo leggerla o viverla attraverso gli occhi degli altri mi emoziona! ma che bellina la mucca li in mezzo alla foto!

    Liked by 1 persona

    1. Topper o Alessandro, proprio da quando ho scritto quel post non fa più differenza. Grazie per le tue parole.
      Non è vero che non ti ho letto, ho dato un’occhiata dal cellulare ma non ho avuto il tempo di approfondire. Mi sembra anche che tu sia una mamma (non vorrei dire una stupidaggine, vado a controllare!).
      Sì, l’Africa è una terra meravigliosa che riserva sempre sorpresa. Posso dire di averla scoperta veramente tramite il volontariato e non facendo il turista. Sono felice che tu abbia apprezzato, grazie. Piacere mio!

      Mi piace

      1. Ok! Si, ho una nanetta pestiferà che compirâ 3 anni a novembre! Tra pochi giorni inizierà la scuola materna, il primo vero suo cambiamento…!
        Scusami il mio non era un incitamento a passare da me, ma era xchè ho fatto un post sulla voglia di conoscere l’africa… Non è da turista che si conosce e si apprezza una terra e della gente speciale…!

        Liked by 1 persona

        1. Ma dai! che meraviglia…! questi bambini sono fortunati ad avere dietro un’associazione come la vostra… Ma anche voi lo siete a contorniarvi da quei piccoletti con gli occhioni grandi! pian piano conosco il tuo blog, te e le tue attività!

          Liked by 1 persona

        2. Siamo sicuramente più fortunati noi a poter condividere qualcosa con loro. Quello che facciamo non basta mai ma almeno cerchiamo di costruire un futuro migliore per loro.

          Mi piace

Commenti?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...