La 23ª ora

GreenwichPoi c’è quella fantomatica 25ª ora, dopo le 24 s’intende, che viene fuori ogni tanto in qualche articolo di giornale, che è stata al cinema, in televisione, alla radio e nei libri, di cui si parla al tavolino del bar come alla macchinetta del caffè in ufficio e che pare sia desiderata – ma anche odiata se non arriva – quanto una possibile vincita alla lotteria. Per me rappresenta bene il concetto di un tempo inesistente, labile e abile, vano e vuoto o, al contrario, così forte, presente e ben arredato da fregarsene altamente di come viene giudicato. Perché il tempo, nella 25ª ora, va oltre le consuetudini, sfora, buca le giornate e ci aggiunge un pezzo di sé per mandare a fanculo le convenzioni. E’ un tempo che non arriva se prima non ha dato tutto, che si allunga e che vuole regalare, dopo la fine, un’altra fine affinché si possa svoltare e guadagnare un nuovo inizio. Migliore, si spera. Ma breve. Non si è mai sentito parlare infatti della 26ª ora, ci si ferma alla precedente che è già oltre il limite. Tutto ciò ammettendo, in generale, che il tempo esista. Da ateo e da impiegato ci credo poco ma sarebbe fantastico ricevere in dono dal dio greco del tempo, Kronos o dal suo pari grado svizzero Rolex, la magia di una 25ª ora. Chissà quante cose potremmo fare ogni giorno, mentre gli altri si fermano. Ecco, questo è ciò che avrei voluto ricevere per Natale, un 25 dicembre con una 25ª ora ogni giorno.
Non è andata così, anche se uno splendido regalo l’ho avuto: una macchina fotografica, di quelle con il rullino, senza display né batterie né tecnologia. Le foto il tempo sì che lo fermano. Ma, fuori dall’obiettivo, il mio tempo è rimasto uguale, sempre troppo limitato. Ed è per questo che torno qui solo ora, a quasi un mese di distanza dall’ultimo post, scritto tra l’altro l’anno scorso. Tempo. All’atto pratico il tempo è ciò che noi vogliamo che sia e il mio è un casino.
Il tempo del 2015 è iniziato con due grandi traguardi che ho potuto depennare dalla mia to do list: ho finito di leggere “Delitto e castigo” dopo circa dieci anni di tentativi andati a vuoto e, con una delle mie due associazioni, abbiamo finalmente messo online il nuovo sito di KitchenParty. Sono felice, da questo e da tutti gli altri punti di vista. Ho imparato tantissimo da queste due maratone, anche se possono apparire banali. Terminare di leggere un libro che ormai stavo quasi pensando di abbandonare mi ha dimostrato che c’è un tempo per tutto, evidentemente prima non ero pronto. Lavorare giorno e notte, in gruppo, ad un progetto in cui si crede fortemente nonostante miriadi di difficoltà, riunirsi la sera fino a tardi, coordinarsi, studiare, imparare, fallire e ricominciare, perdere pezzi e trovarne altri mi ha insegnato che quel tempo per tutto può persino essere impiegato e sfruttato nel modo migliore. Se ciò che fai è ciò che ti piace, il tempo giusto non manca.
La 25ª ora non esiste, è forse un’utopia. La 24ª è l’ultima, quella in cui puoi dare qualche ritocco alla tua giornata senza stravolgerla, guardarti indietro e riprendere fiato o anche solo continuare a dormire perché l’arrivo ormai è lì e ti puoi rilassare, contento di esserti guadagnato un altro giorno, di averlo vissuto. Ma è la 23ª ora che, prima di sorridere, richiede l’ultimo scatto, l’ultimo piccolo sforzo se necessario, magari con passione e non con sacrificio, affinché possa pensare di aver speso bene il tempo, di non averlo ingannato, semmai di essertelo fatto amico per costruirci insieme qualcosa di buono. E’ nella 23ª ora che si tirano le somme e, se i conti non tornano, puoi permetterti di dare ancora una sterzata e raddrizzare il tuo tempo. E’ lì che realmente finisci di fare qualcosa e infatti è proprio nella 23ª ora che ho finito di scrivere.

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75 thoughts on “La 23ª ora

      1. Quando giochi a tombola a Natale e esce il 23 non c’è sempre qualcuno che urla “bucio de c….”? Perché quello è! Infatti, in modo elegante si dice “hai proprio un bel ventitrè”, sempre per indicare quella parte anatomica dove non batte il sole!

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  1. Concordo sul tempo, caro topper. Sono felice di rileggerti e anche dei tuoi traguardi: la fine di delitto e castigo e la messa online del nuovo sito (che dopo mi guardo). Da fotografa sono curiosa: che macchina fotografica hai ricevuto? 🙂

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    1. Il piacere è trovarti qui. Ho ricevuto una piccola Lomography: io non sono fotografo e questi “giocattoli” mi piacciono parecchio. Non riesco a credere che quella scatoletta di plastica, senza batterie, tasti e componenti elettrici possa fare le foto!

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  2. Avrei voluto ricevere anche io la 25° ora. Parlavo proprio ieri con un altro amico blogger del fatto che dormo sempre di meno perchè il tempo non mi basta per fare tutto ciò che vorrei, e le cose che rimangono fuori sono tante. Curiosa anche di sapere che macchina fotografica hai ricevuto.
    Ho visto il sito del Kitchen Party, è una gran bella idea. A Roma ci vengo spesso, magari una volta ne approfitto 🙂

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    1. Questo desiderio ci accomuna un po’ tutti, credo. Dimostra comunque che il tempo è una convenzione e che, se anche se avessimo una 25ª ora, sicuramente non ci basterebbe. Viviamo in funzione di questa dimensione del tempo e cerchiamo di farci rientrare ogni cosa, spesso sforando. Se avessimo un contenitore più grande, sforeremmo ugualmente…
      Grazie per la visita a KitchenParty. Siamo online ma non siamo ancora realmente partiti. Sarebbe un piacere incontrarti ad uno di questi eventi…
      La macchina fotografica è una Lomography. Come scrivevo in un altro commento, non riesco a credere che un giocattolo di plastica, senza display, tasti, batterie né componenti elettrici possa fare fotografie! E invece.

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  3. Il Tempo … può essere amico o nemico ma lui non ne è responsabile, dipende dall’intensità con cui lo viviamo. Direi che farci bastare le 24 h e dedicarci anche a noi stessi per dare agli altri il meglio di noi è per me il top.
    Nella mia to do list ho il progetto di finire la lettura di “Alla Ricerca del Tempo Perduto” di Proust, giusto per stare in tema. Prima o poi ce la farò. 😉
    Buon Tempo Topper! è sempre bello leggerti. 🙂
    Primula
    p.s. darò un’ochiata sicuramente al nuovo sito. A presto!

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    1. E’ proprio quello che penso anche io. Il tempo tra l’altro non può essere responsabile perché, di fatto, non esiste. Se anche avessimo 25 ore al giorno non ci basterebbero. Per questo è meglio concentrarci su quello che abbiamo, in qualsiasi maniera vogliamo misurarlo.
      Anche tu quindi hai un libro nero? Il mio l’ho affrontato e ne sono felice. Era diventata un po’ una sfida ma non si legge per sfida. Volevo essere capace di saperne parlare. Ora ne ho un altro che mi spaventa (Il nome della rosa) ma so che posso farcela…
      In bocca al lupo allora! E fammi sapere…

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      1. Il nome della rosa, molto bello e inoltre l’unico libro di Umberto Eco che sono riuscita a finire. Per cui ce la puoi fare, sicurissima … In quanto a me, tra qualche anno, ti farò sapere. Un paio di volumi li ho letti (tieni presente che sono sette 😉 ) quindi qui il tempo deve per forza essermi amico! 😀
        Buona lettura a te! 🙂
        Primula

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        1. Ti ringrazio per questa iniezione di fiducia. “Il nome della rosa” è già a casa mia da un annetto. Se finissi oggi quello che sto leggendo, sicuramente inizierei a leggerlo. Ci proverò.
          Vorrei darti la stessa fiducia ma non ho mai letto niente che superasse i due volumi! Sette sono un’enciclopedia! Hai tutta la mia stima.

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  4. secondo me non esiste la 24^^, la 25^ e la 23^ ora se non per regolare l’uomo nello svolgimento delle sue attività. Vedo il tempo come una retta infinita che passa fra due punti: l’esistenza e la non esistenza di ciascun essere vivente. Nell’alternanza giorno/notte il susseguirsi delle ore serve solo per regolarci nelle azioni.
    Beh, dopo anni ho letto “Il dottor Zivago”, credevo fosse un mattone, invece c’ho messo poco tempo! Volere e potere!

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    1. Condivido in pieno questo punto di vista. Non si discosta da quelli che vedono il tempo come una convenzione. Il punto è che, per quanto possiamo cercare di ignorarlo, come dici anche tu, viviamo comunque in funzione di quelle ore.
      Azzeccatissimo il termine “regolare”, sia come aggettivo sia come verbo. L’hai associato all’uomo, si associa spesso anche all’orologio.
      Se mi dici che non è un mattone, potrei leggerlo anche io…

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      1. Il libro che ti suggerisco usa un linguaggio molto importante, come dire, pesante, sopratutto perchè molti termini sono in russo. peròla storia riprende molto le vicende della guerra in Russia. Impari a conoscere quelo che era la situazione in siberia, il modo di vivere, l’atteggiamento militare…. contornato ovviamente da una storia d’amore!

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        1. Così mi spaventi! Ho diverse letture che riguardano la Russia, tra cui “Il Maestro e Margherita”, uno dei miei romanzi preferiti. Ma dopo “Delitto e castigo” credo ci vorrà un po’ prima di tornare da quelle parti…

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  5. L’inappellabile tempo non ci aspetta, procede a passo fermo ed è impossibile fermarlo. Dilatarne le ore sarebbe geniale, siamo sempre in affanno con esso che sarebbe davvero un regalo avere a disposizione una nuova scorta di tempo, magari soltanto un paio d’ore.
    Ciao Topper 🙂

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    1. La tua prima frase descrive il tempo per quello che è. La seconda dimostra invece come lo intendiamo e come vorremmo farlo nostro. Se ci pensi, qualcosa di simile (estenderlo, modellarlo) avviene con l’ora legale. Ma sono solo convenzioni: qualsiasi cosa facciamo per regolarlo non cambierà il suo scorrere…

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  6. A volte ho paura che finisca il tempo…e di veder sbucare dalla tana l’uomo con il fischietto che strilla “signori si scende”. E allora corro, poi ruzzolo, poi mi rialzo, rallento, respiro in affanno, mi fermo e riparto. Tu hai avuto un dono, quello di aver saputo aspettare il tempo giusto. Non sei fuggito prima, non ti sei stancato subito…hai atteso!

    S.

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    1. In un certo senso, il tempo prima o poi finisce per tutti e non mi riferisco solo al ciclo della vita ma un po’ a tutti i nostri cammini, al rapporto con gli altri, al ruolo che ricopriamo al mondo. Il tempo comunque va. Quell’uomo col fischietto però penso che puoi farlo fischiare quanto gli pare, a decidere se e quanto correre dipende da te…
      In quel cosa, è vero, non sono fuggito ma mi sono proprio stancato, più di una volta. Forse poi ho ripreso fiato negli anni e sono stato in grado di raggiungere anche quel piccolo traguardo…

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  7. Ho finito di leggere un libro molto suggestivo L ‘istituto x la regolazione degli orologi. Un secondo sottratto a ogni ora, quante vite, quante 25esime ore, aggiungo io ?
    Il tempo è quello che è: una conv(i )enzione, nn ci deve suggestionare.
    Tutto si può modificare.
    Sheraunaetrentacinquelaprimaora

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    1. Sono andato a cercarlo, quel libro. Mi incuriosisce e non poco! Tra l’altro Istanbul è una mia imminente tappa, anche se brevissima. Non è un caso, che sia un libro da leggere in viaggio?
      Il tempo misurato è una convenzione e si può ignorarla solo fino ad un certo punto. L’importante è riuscire a impiegarlo al meglio.

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        1. Purtroppo sarò solo di passaggio, avrò solo una giornata, che è lo scalo di ritorno dall’Africa. Cercherò di sfruttarla al massimo ma i musei non potrò permettermeli, lo farò quando ci tornerò.

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  8. Proprio oggi mia figlia ha scritto un tema sul tempo: Come si relazione con il suo tempo…Ha scritto che il tempo per lei è l’invenzione dell’uomo razionale: secondi, minuti, ore, gli serve per mettere ordine nella vita; poi c’è il tempo inteso come concetto astratto, che però ci vivi dentro: il giorno, la notte, le stagioni…il suo tempo è al momento quello degli uomini, mettere ordine nel suo quotidiano: scuola, compiti, amici…ma il suo vero tempo non esiste, il tempo è quello che le offre la natura, vivere, crescere, morire. io credo che abbia ragione, perchè una 23ª ora? Perchè la 24ª’ E ancor meno una fantomatica 25ª? C’è solo il tempo, quello che noi viviamo come meglio crediamo, che lasciamo trascorrere e nel quale reallizziamo quello che possiamo. Per me il tempo è relativo, ho rischiato di perderlo il tempo e mi sono resa conto, proprio stando in un letto per giorni e giorni immobile, che il tempo è solo una creazione se lo vuoi, il resto è razionalità. peccato doverlo usare obbligatoriamente facendo parte di una società.
    La macchina fotografica, ecco, qualcuno dice che si può fermare il tempo fotografando, per me si fermano solo i ricordi.
    Sai come ha chiuso il tema? Ho capito inoltre che il tempo non aspetta nessuno.
    E’ sempre un piacere leggerti. E leggere che il “tuo tempo” è anche stato fruttuoso (Delitto e castigo”/KitchenParty).

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    1. Tua figlia deve aver scritto un bellissimo tema, è senza dubbio “avanti” da questo punto di vista. Condivido tutto, non ho scritto il contrario. Il tempo, se vogliamo considerarlo come un’entità che esiste, va avanti e non si ferma. Tutto quello che lo regola, per nostra convenzione, è solo una nostra idea, forse presuntuosa, di poterlo comandare e modellare. Ci serve farlo. Questo giustifica le ore. Che esistono in funzione proprio dell’uomo, della società di cui parli e non in funzione del tempo stesso. Come dici, il punto è proprio quello: lo dobbiamo usare obbligatoriamente secondo quanto decide la nostra società. L’importante è riuscire a farci rientrare le nostre attività e non limitarle o annullarle per colpa del tempo…
      La macchina fotografica ferma un istante, che sia un frammento del tempo o un ricordo non cambia il senso. Molte foto capita di non poterle associarle a nulla nella nostra memoria ed ecco che diventano “soltanto” un’immagine del nostro passato.
      E’ sempre piacevole scambiare i punti di vista con persone come te.

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      1. Con una punta di orgoglio dico che mia figlia ha scritto davvero un bel tema, pieno di riflessioni mature, anche se ha 15 anni, secondo me ha colto l’essenza del tempo, ha scritto un paio di frasi che mi hanno fatto riflettere: …il tempo è un concetto astratto pur se ci viviamo dentro…tutti noi abbiamo un limite, tutte le cose hanno un limite e proprio il tempo è l’artefice di questo….anche se non penso al mio limite forse perchè sono giovane…l’umanità è catapultata in un tempo futuro, cerca di entrarci dentro e in questa idea mi confondo perchè subito diventa il presente… il tempo è un concetto grande da pensare, ecco è qui l’essenza, un concetto grande da pensare….
        Bhè ho scritto un’altro sermone, hai un pò di “tempo” per leggerlo? 🙂
        Ti abbraccio.

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        1. Il tempo per ora lo trovo, anzi passo pure a trovarti. Non so quanto durerà, mi aspetto valanghe di altre cose da fare all’improvviso, sia in ufficio sia nel privato. Il che comunque fa pure piacere e si sposa con quanto scrive tua figlia (ma davvero a 15 anni scrive così?!) a proposito dei limiti. Non si spostano, ci illudiamo di farlo modificando quello che ci facciamo star dentro ma certi limiti restano invalicabili…

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        2. Si, a quindici anni e scrive così, anzi se la senti parlare (è una che dice poche parole., ma….) è molto dolce, ma “tosta”, ahimè è anche dovuto al fatto che è dovuta crescere con consapevolezze non proprio dell’età, si è dovuta far forza quando sua mamma non c’è stata per molto tempo.
          Ma ti posso garantire che è la gioia di vivere fatta persona. 🙂

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        3. Non ho dubbi. Al di là che sei di parte (!!!) perché sei la mamma, dimostra lei stessa quanto sia in gamba. Io lo vedo per le cose oggettive di cui mi parli e immagino che ce ne siano tante altre di cui essere orgogliosi.

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  9. Mi stavo iniziando a preoccupare di non leggerti più ma vedo che hai utilizzato bene tutto il tempo messo a tua disposizione. C’è un tempo per ogni cosa e anche se ti scrivo con un po’ di ritardo, e quasi alla diciannovesima ora di un giorno enne sono contenta di sentirti così. Ti auguro del buon tempo..

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    1. In questo caso il tempo non conta. Passasse anche un anno (e in effetti era l’anno scorso), per ritrovarsi e scambiarsi un saluto sarà sempre come se fosse passato un giorno. E’ vero, credo che il mio tempo lo stia impiegando bene. Tu invece?

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  10. Trovo che scrivere sia un po come possedere una venticinquesima ora.
    L’ora d’aria, personalissimo tempo speso come si preferisce. Poi, a volte, ci si reintegra nelle consuete, canoniche ore. E a volte, invece, si arreda la venticinquesima per starci più comodi e per non andarsene mai.
    Personalmente, qui sto proprio comoda.

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    1. Questo vale per scrivere, leggere e tutte quelle cose che ci fanno dimenticare il tempo. Bisognerebbe farle di continuo per fregarlo, così non ci sarebbe bisogno proprio di nessuna ora.
      Fammi un po’ di spazio ché stiamo comodi in due…

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  11. Ma sai che Delitto e castigo è la mia bête noire??? Non credo di essere mai arrivata oltre una ventina di pagine, diciamo pure che mi fermo a pagina 23 😉 e ci ho provato un sacco di volte a ricominciarlo daccapo! Magari ci riprovo, potrebbe essere un buon proposito per l’anno!

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    1. Anche la tua?! Ti capisco bene, io non avevo mai superato le venti pagine. Un sacco di gente mi diceva che erano pesanti solo le prime cinquanta e che poi sarebbe andato via veloce. Mentiva. L’ho finito e con piacere ma non ho trovato una sola pagina che si possa definire leggera…

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  12. Volevo essere profonda e intelligente ma riesco solo a pensare che mi aspettano a casa 900 foto da archiviare.
    E che Herman Melville non vede l’ora di addentrarsi lungamente in un approfondimento sullo spermacete.
    Salutami Istanbul.
    Un abbraccio Top

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    1. Tu sei profonda e intelligente e lo dimostrano quelle 900 foto, tra le altre cose. Io invece ho impiegato un po’ a collegare Melville e lo spermacete, forse perché non l’ho letto.
      Ti saluto l’Africa, il Burkina Faso in particolare. Anche se c’è ancora tempo. A Istanbul farò una velocissima tappa ma sono sicuro che ci tornerò con calma.

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  13. Bentornato 🙂
    Il tuo post mi colpisce, bello come al solito, anche perché il tempo è uno dei miei punti deboli. L’area di pericolo di quando costruisci un personaggio, hai presente? Ma non il tempo vero, quello che passa: il tempo degli orologi è il mio limite. Non è facile spiegarlo bene, magari ci scriverò su 🙂

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    1. Grazie! Ultimante sparisco e ritorno con una certa frequenza, è proprio il tempo che mi frega.
      Sinceramente non ho capito “l’area di pericolo di quando costruisci un personaggio”…
      Sul tempo degli orologi invece sono come te. Ecco perché non ne ho uno a casa che segni l’ora esatta: per un motivo o per un altro, sveglie e orologi da parete segnano un tempo tutto loro…

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