Il sapore dei libri

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Una delle cose che da sempre amo fare è passeggiare silenziosamente, con le mani intrecciate dietro la schiena, tra gli scaffali e gli espositori delle librerie, grandi e piccole, in cerca di testi e autori o persino di originali copertine e rilegature capaci di accrescere, anche solo per quei frangenti, la mia fame di lettura e la mia figura di falso intellettuale. Scorrere con gli occhi o con il dito tanti titoli di narrativa soprattutto, compiacendosi di averli letti e trovare scrittori, che posso affermare di conoscere perché almeno una volta mi hanno trasmesso qualcosa di se stessi attraverso le parole, rappresentano una sensazione gradevolissima. E’ una soddisfazione personale, modesta, priva di vanità e del tutto estranea agli altri. A dire il vero, mi stanno pure sulle palle coloro che, con aria un po’ snob, descrivono il proprio amore per i libri e raccontano di viaggi e avventure, sentimenti e passioni vissuti leggendo, quelli che divorano, che si innamorano dei protagonisti, che hanno scoperto il piacere di… boh, il piacere di qualcosa grazie ad un certo autore. Tuttavia potrei benissimo essere uno di loro. Tolgo il condizionale. Sono io stesso uno di quei tipetti del cazzo dall’aspetto un tantinello superbo che hanno sempre un libro a portata di mano, che leggono in treno, in spiaggia o a letto, che adorano il profumo della carta ostinandosi a rifiutare la tecnologia degli ebook, che non escono mai da una libreria senza qualcosa in mano. Non mi piace, non mi piaccio, potrei starmi sulle palle, ma è così. Ammiro per giunta questi stronzetti, uguali a me, quando li vedo attenti e intenti a navigare tra le righe di un libro o, peggio, di uno scrittore a me ignoto. Li invidio ma prendo mentalmente nota del titolo e dell’autore in modo da poter colmare i miei vuoti quando poi passeggerò tra i corridoi delle librerie e mi ricorderò di averli già incrociati da qualche parte.
Il problema, anche questo personalissimo, di quelle camminate solitarie tra pagine di storia e cultura è trovare la via d’uscita. Come in un labirinto, non di corridoi e di mura, semmai di scelte su cosa prendere e portare via e soprattutto di prezzi, guadagnare la cassa quando in tasca hai pochi soldi è impresa ardua. Perché, una volta fuori, resta l’acquolina e quel brontolio allo stomaco se non hai comprato niente. Mi succede spesso ultimamente e la causa ho capito che non è solo il mio portafoglio vuoto ma anche il costo, spesso eccessivo e a volte spropositato dell’oggetto del desiderio, il fottuto libro. Ecco perché, ormai da tempo, le mie librerie sono diventate i mercatini dell’usato, le bancarelle, i venditori ambulanti che offrono gli stessi sapori, a volte persino più raffinati e selezionati, ad un prezzo decisamente più conveniente.
Nella città in cui mi trovavo la settimana scorsa, che conosco benissimo perché ci ho vissuto, un paio d’anni fa il signor Pietro ha aperto una libreria che definisce itinerante ma che, all’atto pratico, sta ferma lì sin dal primo giorno. Nascosti da case basse e vecchie, al centro di un triangolo formato dalla villa in cui staziona la Guardia di Finanza, dalla sede centrale di un istituto bancario e da un imponente e bellissimo palazzo storico, scaffali stracolmi di libri usati arredano, giorno e notte, in qualsiasi periodo dell’anno, la piccola strada dandole un’atmosfera che, specialmente in questo periodo, sa di magico. Un magazzino pieno di carta stampata, tappeti rossi, cartine sparse qua e là, bauli e scatoloni poggiati per terra, rendono quel posto affascinante come pochi. Tanti giornali, a livello nazionale, hanno scritto del proprietario, un personaggio curioso e singolare, forse di fantasia, che i libri li scambia e li vende: non ricordo di aver pagato nulla con più di tre euro e soprattutto ho potuto lasciargli volumi, chissà come in mio possesso, che mai avrei letto, portandomene a casa altri di mio gradimento. Ogni volta che vado a trovarlo è una festa. Trascorro ore a spulciare, ammassare, spostare, rimettere a posto fino a che non ho riempito il mio zainetto, il tutto senza smettere di chiaccherare con il signor Pietro. Pochi giorni fa, ho barattato dieci euro e tre vecchi libri con più di un Camilleri, Sciascia, Vargas, Calvino, McEwan, Roth e parecchi altri, andando via felice come una Pasqua. O come un Natale. Ero contento io, era contento lui, che mi ha definito uno dei suoi migliori non clienti ma lettori.
Ecco, io credo che il sapore dei libri non sia dato soltanto dal loro contenuto, seppur meraviglioso o dal loro autore, per quanto bravo, originale o geniale. Il sapore che offre il prendere in mano un volume, sfogliarlo e leggerlo nasce ancor prima, con la scelta degli ingredienti, le dosi, l’ordine con cui devono mischiarsi. Per questo, gustare una lettura quando ogni passo è stato seguito attraverso la miglior ricetta – la tua – rappresenta una soddisfazione inimitabile, perché tutto ciò che ti ha portato a quella prima pagina fa già parte del sapore del libro.
E ora, in un periodo in cui si gusta, si mangia, si divora più del solito, vorrei sì rimettermi in forma ma continuando a leggere senza diete, senza restrizioni, senza paura di abbuffarmi né di accrescere quell’aura da falso intellettuale del cazzo che non posso combattere. Non è un caso che, dopo anni e anni di tentativi in cui mai ero riuscito a superare la trentesima pagina, sia quasi riuscito a terminare, con piacere per giunta, il mio libro nero, “Delitto e castigo”, comprato una vita fa proprio in una bancarella, nella città in cui sono nato. C’è un tempo per tutto del resto e questo era il momento giusto.

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110 pensieri riguardo “Il sapore dei libri

    1. Beh, in generale è vero che costa meno. Costa zero tra l’altro se ricorri alla benedetta pirateria! Ma a comprarlo i prezzi non sono poi così bassi e la convenienza praticamente non esiste rispetto ad un libro usato…

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  1. Approvo, la carta è meglio. Io qui ho tutti i libri di mia moglie da leggere, lei dice che ci sono quelli raccolti da tre generazioni. A caso, allungo una mano verso i tanti scaffali che coprono le pareti di casa, ne prendo uno e, chissà come mai, faccio sempre la scelta giusta: non ne ho ancora trovato uno che non mi piaccia.

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    1. Non sai quanto ti invidio leggendo questo commento! Devono avere proprio un sapore speciale i libri passati per anni dalle mani “di famiglia”. Soprattutto è bello vedere che ti piacciono tutti.

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    1. Auguri pindarici anche a te! Arrivo tardi ma ho dormito tre giorni e sto affrontando le ultime pagine del mio libro nero…

      Pensa, ho regalato il Kindle alla mia ragazza. In effetti l’aggeggio mi affascina e sarà lei a dirmi (ma ci giocherò anche io) se merita… Tu comunque dimmi cosa ne pensi!

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  2. Bella questa passeggiata tra profumi di carta e atmosfera di ordinato disordine di una libreria old style! Ti ho virtualmente accompagnato, facendo anch’io parte del club degli “stronzetti” che leggono ovunque. Anzi, devo essere proprio un caso clinico perché io amo pure rileggere … scopro dettagli che mi erano sfuggiti e la cosa mi dà soddisfazione. Una così non può che preferire la carta anche se mi sono ormai assuefatta anche all’ebook per pura e semplice comodita. Mi porto appresso giornali e libri “all in one” ma la sera, accovacciata sul divano, recupero!
    Buon Anno, ricco di lettura e cultura!
    Primula

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    1. Ecco, io a rileggere non sono bravo. Ho poca memoria e quindi sono certo che certi particolari, spesso dimenticato, potrei riscoprirli con piacere ma in genere preferisco andare sempre a cercare cose nuove.
      Quello della ricerca di certe parti che ci erano piaciute e che non ricordiamo bene è un punto a favore degli ebook, tramite cui è facile trovare subito qualsiasi parole o paragrafo. Sfogliare un libro di carta, senza ricordare esattamente dove cercare, spesso non porta a nulla, a meno che non si sfogli nuovamente l’intero libro.
      E’ bello comunque sapere che nel club c’è anche qualche amico. Buon anno anche a te!

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  3. Una volta trovai nella libreria di casa un volume di favole antico, spaginato e ingiallito. Ma ancora buono, poichè aveva tutte le storie al loro posto. Lo portai a scuola, con l’intento di farmi bella davanti alla maestra e, per tutta risposta, mi ha detto che “il libro puzzava di vecchio”.
    L’aurea da intellettuale credo te la meriti. Io mi sono votata all’e-book, per il solo scopo di leggere libri gratuitamente, dato che davvero non posso permettermeli.
    E così mi sono votata ad autori dell’800, del 700, insomma ad autori i cui libri sono ormai diventati di dominio pubblico.
    Ti lascio con i miei migliori auguri per un bel 2015, con una bella abbuffata di libri a poco prezzo!

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    1. Ero sincero, l’aura da intellettuale non mi piace. Sarebbe forse meglio averla inconsapevolmente ma come la immagino io sa davvero di snob (e questo non lo sono di certo). Alla fine non importa quale aura indossiamo, basta poter fare ciò che ci fa stare bene, non è poco.
      Quella maestra credo non fosse una brava insegnante o forse era troppo giovane per apprezzare certe cose. Non disprezzo gli ebook, ne ho persino tantissimo ma non ne ho mai letto uno, anche perché non ho lo strumento. Ma non escludo di poterlo provare in futuro. In effetti, i classici e quelli che potrei scaricare da bravo pirata porterebbero un certo risparmio, pur non avendo lo stesso fascino…
      Tanti sinceri auguri e libri di carta e elettronici anche a te!

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  4. Hai detto una cosa verissima: anche con i libri ci vuole il momento giusto!!!e anche che costano uno sproposito!!!! Io ultimamente li acquisti su internet( magari in libreria mi faccio
    Un’idea poi annoto nome e autore e li cerco on-line) devo dire che si risparmia un po’

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    1. Questo è un ulteriore aspetto che non avevo considerato. Anche io, fino a qualche tempo fa, compravo online ma vuoi mettere il fascino di passeggiare tra librerie e bancarelle? Proprio a causa dei grandi magazzini online le piccole libreria chiudono. Non saremo di certo noi a salvarle ma io il mio piccolo contributo cerco ancora di darlo…

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  5. premetto che adoro il tuo modo di scrivere. ogni volta che mi dedico alle tue parole mi perdo un po’ e per questo, proprio oggi, mentre leggevo del tuo esser lettore ho pensato che mi sarebbe piaciuto possedere un libro, vero, cartaceo con i tuoi post. quindi alla fine faccio parte, “purtroppo”, di quelle persone che amano l’oggetto libro. amano tenerlo in mano, aprirlo, sfogliarlo, sottolinearlo. è vero, tutto ciò si può fare sul kindle o chi per lui, ma no, per me non è uguale. è vero, costano meno i libri, lì, occupano meno spazio… poi sì, è vero è il contenuto che conta, quello che c’è scritto dentro … e invece no, la penso come te, il libro non è solo il suo contenuto è anche il libro in sé. quell’oggetto reale che contiene quello che ti emoziona. il libro è quelle pagine da sfogliare, toccare, quel formato (si, sono pallosa anche in quello) un formato può attirarmi più di un altro ed essere determinante per possedere quel libro. magari un libro più vicino al quadrato, con la copertina morbida… e poi vogliamo parlare della copertina?… o del titolo? La bambina che salvava i libri (la ladra di libri ora tanto famosa) la scelsi perché quel titolo mi catturò…
    purtroppo i libri fanno pure un po’ parte del mio lavoro e questo mi ha resa ancora più snob, sai? solo devo stare zitta, perché non si può esser una lettrice snob quando si legge davvero poco

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    1. Tu leggi poco? Ti seguo su Anobii, oltre a conoscerti da tanto, è non l’avrei proprio detto! Però in effetti non so che lavoro fai e questa la sua attinenza ai libri mi incuriosisce…
      Sul fascino del libro, che non è solo il suo contenuto, siamo perfettamente d’accordo. Oltretutto un ebook è un qualcosa che priva anche del possesso: sarò materiale ma “avere” un libro da sfogliare è anche quella una soddisfazione. Sarà snob e davvero quell’arietta non mi piace ma alla fine forse è meglio averla a causa dei libri piuttosto che per qualcosa di meno importante.
      Ti ringrazio anche per le belle parole su come scrivo. Non so (non credo) che esisterà mai una mia vera pubblicazione cartacea ma fa enormemente piacere sapere che qualcuno la avrebbe sfogliata… Mi sto invece facendo “prendere” dalla fotografia per via di qualche proposta che ho ricevuto, chissà che non ne esca qualcosa di buono.
      Un abbraccio e tanti auguri!

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  6. Collocami nella serie che meglio ti sembra, anche la peggiore, il mio stomaco regge tutto: amo leggere, tanto, un pò di tutto; amo l’odore della carta e per quessto stento a leggere sui nuovi ritrovati tecnologici…non mi affascinano neanche un pò, per questo non guardo al prezzo, si rsparmia è vero, ma l’odore? le parole che saltellano quando gli occhi non ce la fanno più? la mano che accarezza le pagine? la matita che segna quello che poi rileggo? e gli appunti, le emozioni che scrivo a fine libro sulle pagine pulite?…e quando il prezzo non me lo consente corro a rovistare in bancarelle, libri d’usato, la biblioteca comunale….Leggere, uno dei miei grandi piaceri della vita. E senza spocchia.

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    1. Quei piaceri di cui scrivi li faccio miei, sono esattamente ciò che intendevo e che un ebook non potrà mai regalarci, pur avendo altri vantaggi. Il libro, dicevo infatti, non è solo il suo contenuto ma tutto ciò che gli sta intorno dal momento in cui lo scegliamo o lui sceglie noi. E’ un rapporto che va oltre il solo leggere e che poco importa se ci colloca tra le cerchie di chi può apparire snob. In ogni caso saremmo in buona compagnia!

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      1. Aggiungo una cosa, il piacere della copertina…Sarà banale, ma io adoro le immagini delle copertine, a volte non corrispondono al tema del libro, a volte sono troppo elaborate, a volte troppo colorate, ma mi ci perdo dentro, è il primo contatto quando rovisto in libreria, o sulle bancarelle, senza avere un’idea precisa.

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        1. Mi piace che hai colto questo aspetto, perché le copertine sono un altro ingrediente importante. A volte però, quando non conosco il libro, mi fregano e, leggendo poi, riconosco di avere abboccato all’esca dell’editore… anche quello ormai è marketing!

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  7. Va bene l’ebook, sarebbe stupido non riconoscerne i pregi. Il sapore del libro lo paragono a quello del disco in vinile e forse non moriranno mai completamente. Prendere dei libri usati, poi, è un po’ come andare al canile e prendere un meticcio che ci ricompenserà con tanto amore.
    Perdona la digressione. Buon anno.

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    1. Hai toccato il mio punto debole: i vinili! Ho la passione per quei vecchi dischi e il tuo commento ci sta tutto, il fascino dei vecchi libri è uguale. Così come faccio per i libri, giro le stesse bancarelle in cerca di vinili a basso prezzo. L’accostamento con il canile poi è egregio, lo sottoscrivo con tutto il cuore. Grazie per questo pensiero, altro che digressione. Buon anno anche a te!

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  8. Mi sono spesso persa nel sapore dei libri, nell’inconfondibile odore di trame e parole. Ho accarezzato con lo sguardo librerie e bancarelle dove in bella mostra troneggiavano libri e volumi. Mi sono riconosciuta tra le righe di questo post e non mi sono sentita sola.
    Nel 2015 ci saranno momenti giusti per nuovi libri. 🙂
    Buon Anno Topper, auguri di cuore ♥
    Affy

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    1. Quindi anche tu mi fai compagnia nel gruppo di quelli con l’aria intellettuale (falsa nel mio caso) e pure un po’ snob… bene! Non sono solo nemmeno io. E’ bello trovare gli amici che girano per le stesse bancarelle, so che troverei anche te. Tanti auguri anche a te, Affy!

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    1. Saremmo in due, come minimo, a sembrare stronzetti. Ma sto leggendo di molti amici che si ritrovano ad esserlo volentieri, almeno nel senso di cui parlavo…
      Più che abitudine forse è una necessità, fa stare bene.

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    1. Sai, molti anni fa anche io volevo leggere solo libri nuovi. Poi ho cambiato rotta, iniziando a leggere libri che seppur usati dovevano esser miei. Pensa che nel tempo ho comprato tutti i libri che avevo letto e che non avevo e tuttora è così, non potrei finire un libro non mio. Forse per questo sono restio agli ebook, non li sentirei come qualcosa che mi appartiene. Comunque ti capisco benissimo. Il sig. Pietro ha anche libri nuovi: pochi e non sfornati da un editore, ma intatti e mai sfogliati. Io stesso gliene ho portati un paio…

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        1. Ma figurati! Intendevo dire che, quando leggo un libro, questo diventa una cosa mia, si stabilisce un legame e come minimo voglio che me ne resti una copia, qualora non fosse proprio quello che ho finito…

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  9. Delitto è di chi a mala pena apre una rivista e il castigo e sempre loro che xdono uno dei sapori fondanti della loro vita : viverla mille volte attraverso mille e una prospettiva senza stupore.
    Leggere è viaggiare, scoprire, conoscerci.
    Ok mettiamola così, mi inserisco, se mi accettate nell ancora troppo esiguo degli str. ..etti ~chili sempre con un libro in mano …ma nn alla guida.

    Sherallorabuonprimogennaio

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    1. Accettarti? Sono io onorato di essere in tua compagnia in quel gruppetto! Uscirne sarebbe veramente difficile ma se mi fa stare bene accetto pure di portarmi addosso l’aura da snob…
      Auguri anche qui!

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    1. In un altro commento, un amico accostava i libri ai vinili che io adoro. Ora tu citi i taccuini, per i quali anche io ho un debole. Ne ho tantissimi e li uso quasi tutti, perché scrivere ha lo stesso fascino di leggere.
      Ho regalato il Kindle alla mia ragazza, non escludo di poterlo avere anche io un giorno. Non toglierà comunque nulla al gusto che provo per la carta…

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    1. Ahah, mi hai fanno venire in mente “Il nome della rosa”, ricordi il finale? Delle pagine unte di veleno? Intendo il finale del film perché il libro, pur avendolo, non ha ancora trovato il momento giusto per farsi leggere.
      Tu comunque continua ad annusarli ché quelle storie possono farci stare davvero bene!

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  10. a parte che è chiaro che vai con le mani dietro la schiena per evitare che scoprano che sei te che rubi libri a tutto spiano, mi chiedo perché stronzetti? Leggere, viaggiare mostrando libri e via dicendo è meglio che birre e bottiglie rotte. E non lo dico per me, io non leggo, fò fatica a leggere una raccolta di tredici poesie.
    Ognuno faccia quel che si sente, nel modo che gli è più congeniale, ma quando le attenzioni degli altri vanno verso i libri, io sono più contento e tranquillo.

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    1. Sono stronzetti snob tutto sommato bravi e buoni e poi l’importante è non far del male a nessuno. E’ solo che non mi piace atteggiarmi a ciò che non sono – un intellettuale – e quella fame di libri rischia di farmici apparire, anche se probabilmente solo ai miei stessi occhi. Ma hai ragione tu, conta poter fare ciò che si sente e che ci fa stare bene e la lettura male non ha mai fatto…

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  11. Vivendo ho imparato a non “conservare gelosamente” nulla…che i ricordi, gli odori, i sapori e le emozioni le posso portare con me sempre, annidati tra le dita e sotto la pelle. Gli istanti si, quelli li ho nella testa e nel cuore e lì non invecchieranno mai.

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    1. Mi piace questo tuo aspetto, credo in parte di averlo anche io. Ma io invece di cose ne conservo e tante, forse proprio perché ho bisogno di loro per ricordare certe emozioni che altrimenti non potrei provare.

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      1. Io conservo libri, foto e ricordi dei miei amati nonni,che tengo sparsi per casa.E’ cose se all’improvviso mi fossi proiettata verso il domani..e allora compro libri di cucina, calendari da riempire di impegni,teiere e latte da the..(una vecchietta inside)

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  12. Il kindle se si viaggia è essenziale e, senza piratare, ma per esempio leggendo un minimo in originale (io poca roba, inglese, francese e spagnolo) si può comprare fuori dalla provincia dell’Italietta a prezzi assai più contenuti, o attingere alle meraviglie, gratuite e lecite, di Gutenberg e Gallica. Io credo che chi ama i libri davvero sappia che la diatriba carta-e-book è fuffa pura. Omero narrato non era certo meno bello rispetto all’edizione critica Belle Lettre, no?

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    1. Beh, perché essenziale? Davvero in valigia non riusciamo a trovare spazio per uno o due libri? Senza dubbio è comodo e io stesso piano piano ne sto subendo il fascino. Ma questa comodità in viaggio, almeno personalmente, non la vedo a sarà anche perché quando parto non mi porto un’enciclopedia dietro. E’ vero che si possono trovare bei testi a prezzi modici, anche qui mi sto facendo una cultura. Questo vale anche per i testi cartacei.
      Se ami i libri, ami libri. Gli ebook non sono libri e, sia chiaro, non li disprezzo, anzi. Ho pure regalato il Kindle alla mia ragazza. Il mio post però voleva anche sottolineare il fatto che il gusto di un libro (e non della “sola” lettura) viene da tanti fattori e la carta me ne offre diversi. Poi può essere bello anche farselo leggere un romanzo ma è diverso, parleremmo appunto solo del contenuto, non del libro.

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      1. Io in vacanza leggo un libro al giorno, in media: e, no, in valigia, non guido, viaggio solo in mezzi pubblici, non riesco a trovare spazio per minimo 7 libri. E non voglio essere condizionata nella scelta da peso e spessore. Per tacere del fatto che viaggio tutti i giorni per lavoro, in un lavoro che di per sé mi comporta pesi, e libri. Dunque sono ben lieta di portarmi il libro di lettura per il treno comodamente dentro il kindle, con la possibilità di poter scegliere quando ne finisco uno senza dover raddoppiare il peso se vedo che sono a cento pagine dalla fine perché se no per il ritorno non ho nulla. Cose così.
        Sì, per me, che viaggio, il kindle è diventato davvero essenziale.

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        1. Certo, parlavo del mio caso ma dal tuo punto di vista non posso che essere d’accordo. Una cosa che a me piace del Kindle, vista la mia scarsa memoria, è la possibilità di poter ritrovare subito parole o parti di testo, senza bisogno di sfogliare o andarsi a rileggere intere pagine…
          In tutto ciò, credo che prima o poi lo comprerò. Non toglierà comunque nulla al sapore dei libri di cui parlavo.

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  13. a me non piacciono i libri nuovi, quelli intonsi, perfetti, puliti… e amo leggere “di nascosto”.. non mi piace per nulla leggere in pubblico….però adoro osservare la gente che legge e rubare righe di testo quando possibile… 🙂

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    1. Rubare righe di testo è una cosa splendida, è la prima volta che ci rifletto. Credo sia capitato un po’ a tutti ma sicuramente non sempre con il piacere di cui parli.
      Proprio in questi giorni sto leggendo un libro preso in quella libreria di strada e sto trovando diverse bellissime frasi sottolineate. Davvero una bella emozione.

      PS: Ti ho anche pensato! Grande sorpresa i Mercanti Di Liquore, ho quasi tutta la discografia…

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  14. Buongiorno e buon anno a tutti, in particolare al padrone di casa. Ho scoperto solo ora questo blog, e mi piace. Premetto che sono una “lurcher” (si scrive e si dice così?) per vocazione, quindi non so se commenterò molto. Volevo solo dire che sono anch’io una patita di libri, e mi ritrovo in moltissime cose già dette, come il passare ore in libreria (quando il libraio lo permetteva…Adesso purtroppo ha chiuso) o girare per bancarelle. Quest’anno per Natale mi è arrivato un Kindle, che non ho ancora messo in funzione per qualche difficoltà tecnica, ma che spero di attivare quanto prima. Ho già “assaggiato” parecchi e-book, scaricandoli sulla versione Kindle per computer: Anch’io sento il fascino del libro come oggetto, e di tutto ciò che lo circonda, ma con l’avanzare dell’età molti motivi mi spingono a cercare supporti più leggeri, più facili da leggere, ecc. Buon proseguimento!

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    1. Ciao e grazie per questa visita, cara lurker! E’ bello trovarsi in sintonia con gente che non conosci, nella vita di tutti i giorni così come in un blog. Il fascino dei libri credo sia ineguagliabile dall’ebook ma io stesso ho scritto qui più volte che presto proverò questo giocattolo. Non lo disprezzo affatto e senza dubbio ha la sua utilità.
      Spero di ritrovarti, grazie ancora.

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  15. come un pasicciere ha la nausea dai pasticcini che crea, io ho poco rispetto per l’oggetto del desiderio di cui parli tu. Penso sempre che valga di più il contenuto in qualsiasi forma esso sia.
    Ciò detto ben vengano quelli come te che mi permettono, per ora, di avere ancora un lavoro 😉

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    1. Io mica so che lavoro fai! Comunque penso io stesso che il contenuto valga più di tutto il resto, senza dubbio. Mai detto il contrario. Dico che gli ingredienti che danno gusto sono diversi e, anche se di altro tipo, gli stessi ebook ne hanno di propri. Mi riferivo proprio al libro come oggetto e non alla lettura in generale.
      Piuttosto, passata la febbre? Ho letto di sfuggita perché ho avuto pochissimo tempo libero ma era qualche giorno fa…

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      1. un po’ meglio grazie.
        Quanto al libro come oggetto, ti racconto un aneddoto. Ogni anno, mi ritrovo a fare da docente ad un corso per futuri redattori, dove devo spiegare come viene “fatto” un libro. La stampa, la carta, la legatura…tutte quelle cose li insomma che fanno parte del mio lavoro. Nel corso di questa mia spiegazione mi ritrovo sempre a dover “squartare”, rompere, smontare, un libro per poter spiegare meglio le varie componenti di cui è fatto. Non ti dico le reazioni inorridite dei ragazzi…manco stessi facendo un’autopsia ad un uomo ancora vivo! 😉

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        1. Sempre più curioso di capire che lavoro fai! Ma non te lo chiedo.
          Credo che la reazione di quei ragazzi sarebbe anche la mia. Spero almeno che i libri squartati, almeno nei contenuti, siano brutti…

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  16. Caro Topper io sono attorniata da quei giocattoli, mia figlia, il fidanzato, mio fratello, tutti leggono con il libro elettronico, mio marito ed io resistiamo, 😀 ti abbraccio forte, ti auguro un anno stupendo, pieno di gioia e serenita’, con tanti viaggi, naturalmente, 😉

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    1. Ciao Laura e buon anno! Anche io resisto ma in realtà capisco che i due mondi posso anche convivere… Tra l’altro il giocattolo mi affascina perché indubbiamente è utile (ad esempio per ritrovare subito frasi che ti avevano colpito) e dà accesso a tantissimo testi che ho già sul PC.
      Per i viaggi mi sto attrezzando! Intanto tra un mesetto dovrei tornare in missione in Africa.
      Un abbraccio e a presto!

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    1. Dopo aver riempito al massimo due librerie, sono passato alle mensole. Finite le mensole, ho iniziato ad usare i mobili, ammassando i libri l’uno sull’altro. Poi i divani. Ho ancora un po’ di spazio, poi dovrò liberare il frigo…

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  17. anche io non rinuncerò mai al libro tradizionale, ho acquistato un kindle ma lo uso poco, vivo nella convinzione che il libro sopravviverà alla tecnologia, non farà la fine dei dischi in vinile, delle cassette audio, delle vhs, delle reflex, ecc. ecc.
    Recentemente ho visto in tv un servizio/documento girato nella tenuta di un ricco americano, possiede una biblioteca personale con oltre 110.000 volumi, beato lui.

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    1. Avere te dalla mia parte in questa diatriba è una grandissima soddisfazione. Come dicevo, non critico gli ebook e probabilmente, prima o poi, anche io avrò un Kindle ma il libro ha resistito a tutto nella sua storia, non scomparirà. Oltretutto c’è posto per entrambi i formati e pure per quelli che ancora devono inventare.
      Quell’americano, dal mio punto di vista, ha la sua ricchezza proprio in tutti quei volumi…

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  18. Per me è importante il contenuto. Provengo da una generazione abituata al cartaceo, ma ho assorbito con piacere le nuove tecnologie. Anzi, scrivere mi risulta persino difficile, ora, sulla carta. Preferisco i “copia ed incolla”, gli “inserisci” e quant’altro, alle vecchie cancellature.

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    1. Il contenuto è senza dubbio l’aspetto di gran lunga più importante. Dicevo però che non è l’unico e che altri mi fanno gustare con più piacere la lettura.
      Nemmeno io riesco più a scrivere agevolmente su carta!

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  19. Quando salgo su un treno, quando sono in qualche ufficio, in sala d’attesami capita di essere sempre l’unica a tirar fuori il mio libro dalla borsa e leggere. E vedessi che occhiate mi mandano! Quindi mi piace quando qualcuno invece tiene un libro nelle mani: anche perchè ormai tengono tutti il cellulare o il tablet e non fanno altro che chattare o giocare. Il tuo snobismo non lo vedo come tale, anzi, io ammiro sempre le persone che hanno capito quali siano le cose importanti della vita. Quindi non posso che dirti di continuare ad essere come sei e di non crearti problemi se gli altri ti reputano snob o troppo intellettuale. Sii sempre te stesso e goditi la buona compagnia dei libri, che spesso vale molto di più di quella di certe persone.

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    1. Ti ringrazio tanto per queste parole. Io in realtà non so se gli altri mi vedono snob o intellettuale. Questo corrisponde forse a come io potrei vedermi da fuori. Ma il punto, come dici, è proprio quello: continuare a fare ciò che si ritiene importante. Altri magari preferiscono chattare o giocare perché hanno preferenze diverse e va bene, non li giudico di certo per questo. Né alla fine mi reputo così lontano da tanti altri che allo stesso modo provano questa sorta di sentimento per un buon libro e, in genere, per la lettura.

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  20. Stupendo post caro Topper. Sapessi quanto piace anche a me spulciare sulle bancarelle alla ricerca di testi interessanti. Ultimamente ho trovato un libro che regalerò a mio fratello che dipinge, sul modo migliore d’impiegare i colori e sul come ritrarre non solo soggetti umani ma anche tutto ciò che è natura. Un libro vecchio ma ricco di spunti per un’arte, la pittura, che trovo sia oltre lo scrivere una passione meravigliosa. Un caro abbraccio. Isabella

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    1. Di realmente “vecchio” nei libri può esserci solo la carta con cui sono fatti. Tutto il resto è come una magia: può funzionare e portarti lontano oppure no ma, anche in questo caso, non avrà fatto male. Il sapore dei libri è infatti nell’infinità di aspetti che possono legarci ad esso: nel libro di cui parli, un sapore importantissimo probabilmente è il rapporto con tuo fratello che quelle vecchie pagine non possono che rafforzare. Un abbraccio a te, a presto.

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      1. Hai ragione caro Topper, ho sbagliato a definire ”vecchio” quel libro, avrei dovuto scrivere non recente visto che è del 1962, tradotto dal tedesco. E sul rapporto con mio fratello ti do ragione in pieno. Un abbraccio caro Topper. A presto. Isabella

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  21. Amo essere uno di “quei tipetti del cazzo dall’aspetto un tantinello superbo che hanno sempre un libro a portata di mano”
    e amo, quando entro in una libreria, toccare le pagine, le copertine, annusare la carta. Se poi i libri sono usati, ancora meglio.
    Siamo malati? e cosa importa! E’ una bellissima malattia.
    Tu sei già alla fase catalogazione libreria di casa? Io la sto facendo in formato excel, che so che stona con la carta, ma è tanto funzionale.

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    1. Beh, dico che io mi vedrei in quel modo, in effetti non posso sapere come mi vedono gli altri. Però hai ragione, che importa? E’ un piacere, una passione e non fa male a nessuno, anzi.
      Per i libri uso Anobii (c’è il link proprio qui sul blog): è un ottimo strumento che puoi usare anche per le recensioni. Certo, con tanti libri in casa, non ti dice dove si è andato a nascondere quello che stai cercando ma, a parte questo, è utilissimo.

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        1. E’ abbastanza semplice se vuoi crearti una libreria, trovi qualsiasi pubblicazione attraverso l’ISBN. Poi chiaramente dipende dall’uso che ne vuoi fare. Io mi trovo bene comunque.

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