Eccoti

MorteEccoti! Si può dire che ti aspettavo da una vita e, ora che sei qui, non mi sembra vero. Ci siamo trovati, anche se non pensavo potesse accadere in queste circostanze che, per quanto casuali e insolite possano sembrare, per me non lo sono affatto. Io non credo al caso e sono certo che questo incontro in qualche modo lo abbiamo voluto entrambi.
Leggo di te da anni, sono un veterano da questo punto di vista. Anche tu mi segui e ora si può dire che mi abbia raggiunto, eh? Ahahah. Te lo dico subito: sei bella. Affascinante anche. Ti immaginavo proprio così, del resto di descrizioni tue ne hai date, pur non avendo mai mostrato foto. Pure io sono proprio come mi descrivo, come mi vedi, infatti mi hai riconosciuto subito. Ma dubito che ci interessi ora parlare del nostro aspetto. Ci sono altri lati di noi che magari ci aiutano a rompere il ghiaccio, qualora fosse necessario.
Ti potrei dire cosa faccio intanto. E’ una di quelle domande a trabocchetto, secondo me, chiedere “cosa fai nella vita?” perché subito si pensa al lavoro o al limite allo studio. Io non la vedo così. Il lavoro è importante e in termini di tempo, nonché di guadagni, è la mia attività principale. Guadagni economici, s’intende. Perché, se ci riferiamo ad altri tipi di guadagno, come di salute, di benessere interiore, di soddisfazioni e di felicità pura, beh, ho diversa roba a cui dare priorità in questa classifica. Il mio lavoro mi piace tutto sommato. Sto in ufficio davanti un computer e dietro una grande azienda che mi paga. Nemmeno tanto male. Mi piacciono meno i colleghi, certi colleghi, i cosiddetti “aziendalisti”, quelli che vivono per produrre, per raggiungere uno status qui dentro, per fare carriera a scapito di tutto il resto. Non mi sento di giudicarli male, sono scelte. Giudico male una sottocategoria invece, rappresentata da quelli che una vita fuori non ce l’hanno, che hanno scelto di star bene se sta bene il loro conto corrente e che ritengono sia giusto – perché per loro funziona così – farsi sentire, pretendere, alzare la voce, bussare alle porte per avere un aumento o un avanzamento di livello. “Perché io valgo” dicono, a volte hanno ragione, a volte no. E fanno a gomitate con altri come loro. E si incazzano se non ricevono. Ma non riescono a guardare oltre. Io, per dire, faccio a gomitate a solo ai concerti, per avvicinarmi al palco. Però ad un certo punto, trovo il mio spazio e me lo godo, non ho bisogno di andare troppo oltre. Non prendo aumenti da tempo immemore, salire di livello nemmeno immagino cosa voglia dire. Ho un capo evanescente. E al capo del mio capo è evidente che non sto simpatico, anzi credo proprio che mi ritenga un incapace. Pazienza. Oggi però capisco la musica, ho il mio spazio sotto il palco e soprattutto il mio tempo, qui e oltre la finestra da cui guardo ogni giorno. Questo è un guadagno che non si può monetizzare, anche perché ho la coscienza a posto, sono certo di svolgere bene il mio compito. Quindi io, a quella domanda, risponderei dicendo che il mio lavoro è solo una parte di ciò che faccio. Ho almeno altri due grandi interessi che mi impegnano quotidianamente ovvero le associazioni di cui sono orgoglioso di far parte: una è quella del volontariato in Africa, l’altra è quella del conscious social dining. Cose belle davvero che però non mi dilungo a raccontare, per non trattenerti troppo, pur sapendo che mi converrebbe.
L’oroscopo dell’ultima pagina – e questa lo è -, dopo il lavoro, parlerebbe dell’amore. Che ho una ragazza te lo dovevo dire subito. Chissà, forse sapendolo, non mi avresti cercato. In ogni caso, ormai siamo qua. Lei è bella, molto più di te, scusami se lo sottolineo. E’ un fascino diverso dal tuo, devo essere franco: tu mi incuriosisci, lei mi piace proprio, dal primo giorno, ne sono innamorato. Ed essere innamorati, non so se tu puoi capirlo, è meraviglioso. Mi sono sempre chiesto se meraviglioso sia l’amore o chi lo rappresenta. Ho due nipotini, per esempio, due fratelli: uno di dodici anni, uno di tre mesi. Sono meravigliosi loro o è meraviglioso quello che provo per loro? Boh, forse non importa. Li vedo poco perché vivono altrove e mi dispiace non seguirli crescere da vicino. Anche lei non è che la vedo spesso, solo nel fine settimana, quando viene a trovarmi e stiamo appiccicati come una figurina. Specialmente nel mio piccolo divano, più stretto di un letto singolo se ci stai disteso. Non viviamo insieme, facciamo coppia da neanche due anni, eppure sembra una vita, forse perché l’amore aumenta ogni giorno e ti porta sempre più in là. In effetti, ora che ci penso, è passata una vita, era una vita fa.
La salute, vogliamo mettercela? Rido. Lavoro, amore, salute. Proprio come un oroscopo. Tu m’insegni che sono tutte baggianate. I segni zodiacali, dico, e tutto il mondo o i pianeti che ci girano intorno. Io scoppio di salute, sto bene. Nuoto, gareggio, corro, cerco di stare in forma nonostante non sia più un ragazzino. Sono giovane. E, dai, non sono nemmeno così male quando nuoto. Di movimento ne faccio tanto. Ho quella valvoletta al cuore che ogni tanto devo far controllare ma i medici mi rassicurano e puntualmente guardano gli esami e mi rilasciano il certificato per l’attività agonistica. Dove hanno sbagliato?
No, non è un caso che ci siamo incontrati. Non so come funzioni ‘sta storia, se tu seguivi me e aspettavi che la valvoletta si inceppasse o se semplicemente ti è arrivato il bigliettino col mio nome dopo che si è inceppata. A dirla tutta, ora come ora, non sono nemmeno sicuro che fosse colpa della valvoletta. E’ certo però che tu sei qua, con il tuo abito nero, il cappuccio, questa fantastica falce (ché me la fai provare?) e uno splendido sorriso e io… io non sono più.

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136 thoughts on “Eccoti

  1. La incontri. La vedi. La impari a conoscere e a conviverci.
    Poi te ne dimentichi. Forse.
    Ma inizi a vivere. Davvero.
    E inizi a non dimenticare che tutto è un attimo, un soffio, un alito. E guardi tutto con occhi diversi. E conti i secondi perché il futuro non riesci più a vederlo, a capirlo.
    Io un po’ ho paura. Si. Ho paura di non aver paura di andare via con lei.

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    1. Credo che quando la vedi, non ci sei più. Non ci sono alternative. Puoi pensare di esserci vicino, di sentirla ma non c’è. Se c’è lei, non ci sei tu. E solo allora forse puoi conoscerla.
      Non voglio credere alla tua paura, mi rifiuto. Pure la tua paura dovrebbe rifiutarsi. Comunque fa parte della vita.
      Ti abbraccio.

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    2. Se posso intromettermi, Velvet ha detto qualcosa di molto profondo, che ha smosso la mia sensibilità. Ti auguro di conservare sempre un po’ di quella paura, Velvet. Anche se non ti conosco. E ti abbraccio a mia volta.

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    1. Grazie! Non pensavo che qualcuno potesse preoccuparsi. E’ un racconto, tutto vero come la valvoletta che però è sotto controllo e non mi impedisce di fare qualsiasi attività.

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  2. Mi hai fatto venire i brividi…E’ molto bello quello che hai scritto…Hai toccato una parte intima della mia anima, hai fatto vibrare code che non si sopiranno mai…lei arriva dal primo giorno che veniamo al mondo. Diciamo che la evitiamo, sai quel colore pallido e i suoi abiti e quel simbolo…li devi proprio amare. E c’è chi li ama, tanto, e la desidera tanto, e si tuffa tra le sue braccia. Lei mi ha cercato, mi ha fatto compagnia, ma gli ho detto che avevo una bimba di sette mesi, è la sua di compagnia che volevo, si è intenerita ed è andata via, poi è tornata…mi ha preso tra le braccia, voleva per forza stare con me, anzi voleva che la seguissi…ma mia madre gli ha detto “e no cara! E’ mia figlia, ha una figlia…lasciala…” e ancora una volta ha ceduto. Poi arriva la valvolina…come mai non se ne sono accorti? Lei si, ma il mago del bisturi gli ha mostrato che ancora non si poteva, avevo ancora una chance…Ma non mi è antipatica, non la trovo mostruosa….mi mette un pò timore perchè a volte è birichina, fa scerzi inopportuni. Gli ho chiesto di aspettare ancora un pò di anni, ho una figlia a cui fare compagnia.

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    1. Sei tu che mi lasci senza parole. Mi avevi accennato qualcosa ma non sapevo di tutte queste sfide che hai dovuto vincere e di questi “incontri” che hai evitato. Come ho scritto in altri commenti, il mio è un racconto. Non ho inventato niente, ho davvero questa valvola al cuore che è ai limiti del normale ma basta tenerla sotto controllo, non mi ha mai dato problemi. Tu invece difficoltà serie devi averne avute, quasi mi dispiace dimostrarmi leggero su certi argomenti.
      Ti abbraccio.

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      1. Assolutamente no! La legerezza è balsamo, altrimenti ci sarebbe da affondare…E poi dov’è la leggerezza io ho gradito moltissimo quello che hai scritto.
        Guarda con i primi due casi si, ho avuto seri problemi, la valvolina era asintomatica, mi avrebbe fregato senza che avessi il tempo di capire, devo ringraziare una giovane ragazza che faceva praticantato, i luminari l’avevano sottovalutata.
        Ma sono qui. E la vita mi sorride, malgrado due giorni fa ho subito un piccolo stupido intervento chirurgico che mi impedisce di muovere il braccio destro..uso il sinistro, stò imparando 🙂 🙂 Nulla alla fine va sprecato, tutto insegna.

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        1. Leggerezza, ironia, sarcasmo anche, a volte sono fondamentali per scrivere di certi argomenti. E’ chiaro che viverli in prima persona è tutta un’altra cosa.
          Spero che tu ti riprenda presto, aggiornami magari.
          Un abbraccio.

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  3. Eccoti!
    Eccoti, e del nostro silente dialogo durato una vita ora ne godo perché so che recherà risposte ai quesiti a cui nessuno ha saputo rispondere e la mia sete di verità tu saprai assecondare, lo so. Leggo nei tuoi occhi la stessa curiosità che ho coltivato per te, quella sottile attrazione che si respinge e respinge e respinge. Si respinge inutilmente perché in verità si resta segretamente ammaliati nel semplice immaginare il nostro primo dialogo. E ora eccoti, son qui, parla con me.

    Bellissimo post, Topper, tanto profondo che mi chiedo il nome del tuo cuore. Sta bene il tuo cuore, vero?
    Kiss 😉

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    1. Brividi! Me le ricopio queste parole. Scritte da te poi hanno un peso maggiore, spero di non aver toccato note spiacevoli. E’ un racconto. Io sono davvero affascinato, in senso lato, da lei ma non ho alcuna fretta di parlarci. Fa comunque parte dell’uomo.
      Il mio cuore sta benissimo. Devo solo controllare ogni tanto questa valvola con cui convivo da anni. E’ ai limiti della norma ma funziona bene e non mi ha mai dato problemi. L’ho usata come pretesto, niente di più.
      Un abbraccione e grazie!

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  4. Il post è affascinante, scritto benissimo. Ma inquieta.
    E in post come questo occorre scrivere chiare tag, del tipo, ad es, racconti inventati.
    Quindi, per favore, aggiungi questo tag e ci tranquillizziamo tutti.

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    1. Eh eh, grazie. Non avrei mai pensato di poter creare preoccupazione e sto rispondendo a tanti che mi chiedono se sto bene. Tra l’altro qualche anno fa ho scritto, proprio qui, di questa valvola che comunque non mi ha mai dato problemi. Devo solo controllarla ogni tanto perché è un po’ più grossa di quanto dovrebbe essere.
      Non ho inventato nulla ma è chiaramente solo un racconto su un dialogo immaginario.

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  5. un giorno di tanti anni fa correndo in bici ho frenato, la strada era viscida, sono andato a diritto come fossi un righello e ho preso in pieno un camion fermo a lato della strada. Scaricava longarine di ferro per il cemento armato e una mi ha letteralmente sventrato.
    Sono rimasto in piedi senza fiato e con quasi tutto l’intestino fuori. Poi all’ospedale ho perso i sensi e fino a quando non mi sono svegliato dal coma controllato ho vissuto a stretto contatto con la sigNora con la falce.
    Da allora ne ho meno timore.
    E non è un racconto. Come presumo il tuo.

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    1. Cavolo, non lo sapevo e adesso sono un po’ scosso. Almeno altre due amiche qui sono state vicine al fatidico incontro e mi sento in colpa per aver creato allarmismi. Il mio è solo un racconto. Per carità, è tutto vero e, come dicevo, anche la valvola al cuore non è un’invenzione ma non sono mai stato in condizioni di definirla un problema. L’ho usata come spunto, niente di più. Devo solo controllarla periodicamente ma poter già nuotare a livello agonistico è una dimostrazione che sto bene.
      Mi dispiace molto per la tua esperienza. Il coma soprattutto non riesco nemmeno ad immaginarlo. Scusami anche tu se ho toccato qualche nota dolente.

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        1. Veramente non lo so che significa e aver vissuto per qualche tempo a Firenze non è che mi abbia aiutato! Posso immaginare però. Soprattutto mi fa piacere che parli addirittura di benedizione!

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  6. Topper stai bene, il racconto e’ bellissimo, da brividi e io so cosa vuol dire in seconda persona, mio marito e’ stato operato al cuore, dimmi solo che va tutto bene, un bacione caro amico, tvb. ❤

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    1. Laura, sto benissimo. Il mio è un non-problema, ci convivo da anni ormai ma non ho mai avuto difficoltà a svolgere attività, come dicevo, anche impegnative quali il nuoto a livello agonistico. Bastano i regolari controlli.
      Mi dispiace per tuo marito. Ho affrontato con leggerezza un argomento serio, non è la prima volta ma non era mia intenzione creare disagio negli altri.
      Un bacione a te, a presto.

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  7. Se è autobiografico, cerca di riguardarti, tu e le tue valvoline… Mi fai pensare al personaggio de “La Meccanica del Cuore”, ma sei reale… e io voglio leggerti ancora.
    Ti abbraccio, da lontano, perché ora ho un po’ di polmonite e polmonite e valvoline inceppate non vanno d’accordo

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    1. Autobiografico sì ma l’incontro è chiaramente immaginario e spero proprio che avvenga il più tardi possibile. La valvolina è sotto controllo, tra qualche giorno farò gli esami annuali e continuerò a far tutto. Non è affatto un problema, è solo più grande di quanto dovrebbe ma ai limiti della norma.
      Devo leggerlo quel libro. Se non sbaglio, ci hanno fatto anche un film.
      In bocca al lupo per la polmonite, anche quella non va sottovalutata.
      Ti abbraccio.

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      1. Non so se ci abbiano fatto un film, ma il libro è molto carino… un po’ gotico, alla “Edward mani di forbice”, una favola per adulti.
        In realtà, all’inizio non avevo proprio pensato all’eventualità che stessi scrivendo qualcosa di autobiografico, poi mi sono letta i commenti di chi ti conosce meglio e… mi è preso un colpo.
        … è sempre un piacere leggerti,

        Chiara

        p.s. In realtà, io pensavo di avere l’influenza… poi… poi è arrivata la visita dal medico.

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        1. Ho visto che ci hanno fatto un film di animazione, anche se io ricordavo altro. Prendo nota del libro, potrebbe piacermi.
          E’ tutto autobiografico, tranne il dialogo/monologo immaginario che spero arrivi il più tardi possibile!
          In bocca al lupo per la polmonite, spero passi presto.
          E grazie mille per le tue parole.

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  8. Mi unisco al coro unanime. E’ un gran post. Mi inchino.
    E capisco perché, incontrandoci, ci siamo subito intesi.
    Abbiamo molte cose in comune, ed una visione della vita molto simile.
    La morte? Ci penso anche io, di tanto in tanto, e non ne ho paura proprio come te. Ma forse col tempo ne avro’ di più. Di certo non val la pena rovinarsi la vita adesso per paura di quando arriverà.

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    1. Ecco, Brum, io la definirei amicizia la nostra, proprio per questa sintonia che troviamo in tanti argomenti. Tra l’altro sempre più numerosi.
      Dobbiamo aver paura della morte, assolutamente. Ciò non toglie che si possa scriverne e parlarne anche con leggerezza, forse per esorcizzarla. Godiamoci la vita però, noi che abbiamo la fortuna di poterla sfruttare bene.

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        1. Amico… come dico sempre, io “sono questo e quello”. Ma forse tutti noi siamo un misto di tutto. La mia particolarità, forse, è la velocità con cui passo da un modo di essere all’altro. Sono due compartimenti stagni, per me, che possono addirittura coesistere contemporaneamente. Per scherzo, tutto si può dire, se non c’è intenzione di far male. Ma se si parla seriamente… le parole sono frecce. Possono far male. Bisogna mirare con cura.
          Mi apprezzi perchè pur essendo tu un pelo meno “stagno” di me, siamo molto simili in questo.

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  9. Stupendo. C’è tensione dall’inizio alla fine, la tensione del triangolo tra te, la tua ragazza e la nuova donna. Un mezzo problema: Il finale, che è fichissimo, spezza quela tensione. Dico mezzo problema perchè quel che ne viene fuori è un pezzo veramente fico. E però mi ha dato fastidio che hai rotto quella tensione perchè mi ci ero calato e invece mi hai preso in giro 😀

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    1. Grazie. Ho giocato con le parole e ci ho messo dentro anche messaggi che non tutti possono cogliere ma ho scritto molto d’istinto senza pensare troppo ai meccanismi. Apprezzo tantissimo questo commento perché “vede” il racconto e non il lato personale.
      Non era mia intenzione prendere in giro! O forse sì…

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    1. Grazie Alessandra. Detto da te, vale doppio.
      PS: Ero passato da te ma ho trovato i commenti “chiusi”, non è la prima volta. Non so nemmeno che significhi. E’ una scelta o qualche problema di WP?

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    1. No, scrittore no, non sono capace di andare oltre qualche post. Ma è vero, c’è sempre qualcosa che racconta di me qui. E non potrebbe essere altrimenti visto che è un blog personale.
      Grazie Shera, abbraccione a te.

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  10. Se continui a scrivere così, mi passerà la voglia di conoscerti di persona. Sallo.
    Perché mi sto facendo delle idee, non strane idee, ma delle idee. Che poi ~strano~ è una parola che mi fa ribrezzo, ma è solo per dire.
    Qualcuno ha scritto che non si dovrebbe mai voler conoscere il proprio scrittore preferito. Per l’inevitabile delusione che si avrebbe, perché è meglio continuare a farsi coinvolgere e appassionare dai suoi scritti piuttosto che scoprire che scuoia gattini per farci calzettoni per l’inverno, o che scolpisce testoline di legno con cui passa le fredde sere autunnali a discutere dei suoi romanzi e progetti.
    Ecco, il discorso era espresso in altri termini, ma il concetto è quello.
    Topper, tu non scuoi i gattini, vero?
    Vedi che strane idee mi vengono??
    Topper Harley, giurami che rimarrai per sempre Topper Harley!

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    1. Non ti fidare, Scolata. Non e’ una persona di parola. Son 10 giorni che gli ho chiesto di prestarmi un po’ di esplosivo per fare una buca in campagna, ma non me l’ ha ancora mandato.

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    2. Mi fai pensare a quanto mi è successo poco tempo fa, quando ho avuto occasione di visitare gli studio della radio che ascolto più spesso e ho potuto incontrare tutti quegli speaker che tanto mi piacevano e di cui ignoravo l’aspetto. Credo sia un po’ la stessa cosa. Ci facciamo un’idea in base agli elementi che abbiamo, pochi o tantissimi a seconda dei punti di vista, e ci costruiamo un’immagine che, boh, vai a sapere se corrisponde al vero o no.
      Sono molto più vicino a Topper Harley di quanto si possa pensare. Cioè io sono Topper Harley. Quel che leggi qua mi rappresenta sempre e non si scappa. Non scuoio i gattini ma, se per assurdo dovessi farlo, lo leggeresti qui, magari tra le righe, non potrei nasconderlo.
      Grazie per l’associazione con lo scrittore preferito. Scrittore no ma uno tra i preferiti, fosse anche un link sulla barra del browser, mi fa enorme piacere.

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  11. Solo quest’hanno 7maggio, 14 maggio e 4 novembre ho sentito il suo alito e non credo sia una bella donna ma un’entità trasformista che assume identità contrapposte. Spaventa, seduce, amalia e colpisce. Ho visto le loro espressioni… lei si annuncia e anche se sei spettatore senti la lingua gelida strusciare la nuca anche se non è te che vuole. Affascina la morte e la invochi per chi vedi la sofferenza diventa atrocità disumana. Lei non asseconda in fretta perchè a decidere non spetta all’uomo che ogni arbitrio viene sottratto al cospetto della spira che avvolge lo scetro del suo sovrano potere sul corpo e sull’anima.
    Per tre volte ha bussato annunciandosi quando in un’ombra nera e lunga ha strisciato sul pavimento così repentinamente da chiedersi quale effetto ottico o rifrazione poteva aver compiuto un tale movimento… ma qualcosa dentro l’ha avvertita, l’animale che sta in noi la fiuta e si comprende ci s’inchina: è arrivata.
    La morte spaventa ma per quanto in uno siano entrambi lottatrici le parti di chi vive e di chi muore, la lotta è impari.
    Bel racconto il tuo, ben giostrato da tenere con il fiato sospeso fin l’ultima riga, in fondo ti leggo da tanto e conosco il tuo stile e vesto di nero anche se non sono la signora con la falce e possiedo un carismatico sorriso. Buona serata

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    1. Non posso sapere cosa sia successo in quelle tre date ma senza dubbio è stato qualcosa di importante. In modo freddo, crudo e razionale, posso dire che la lotta non c’è e mai ci sarà. Si lotta al limite con la vita, ma con lei non c’è nulla da fare: se la vedi, ha già vinto; se non la vedi, non puoi lottarci.
      Invocarla per chi soffre è un tema delicato. Posso concordare ma solo immaginando il contesto. Finché non mi riguarderà da vicino, non credo di potermi esprimere. E’ certo che non vorremmo mai veder soffrire i nostri cari sapendo che speranze non ne hanno.
      Non sapevo mi leggessi da tanto. Ti ringrazio doppiamente quindi. Sono certo che il tuo sorriso ha il suo fascino, non potrebbe essere altrimenti.

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  12. C’era qualcosa che non andava.
    Aveva un sapore strano, questo post.
    E infatti.
    Spero che così come è venuta, se n’è poi andata.

    Piuttosto, tuleieildivano, tueinipoti, tueituoicosafainellavita, tuelavalvoletta.
    Vi trovo molto più affascinanti, di Lei.

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  13. Bellissimo questo parlare sommesso, questo rivolgersi a Lei narrando della propria vita ,delle proprie abitudini. Del resto prima o poi in punta di piedi senza chiasso, si farà viva per tutti. Perchè la ”bella signora” è parte della vita e al di là di tutto , non dobbiamo di lei aver paura, è nell’ordine delle cose. Mi piacerebbe comunque poterla incontrare nel mio momento migliore, conscia del distacco da una vita terrena per intraprendere l’ultimo viaggio con serenità. Mi piace molto questo post. Ciao Topper. Isabella

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    1. Grazie mille, Isabella. Mi piace l’espressione “…si farà viva per tutti”. Sembra un paradosso ma è la verità. Io non penso però che lei faccia parte della vita, lei è quello che viene dopo. La sua idea fa parte delle nostre certezze, del nostro essere uomini, della nostra consapevolezza. Ma quando arriva, non saremo più.
      Il tuo desiderio credo sia ampiamente condivisibile. Sarebbe bello se tutti potessimo andarcene con serenità. L’accettare l’ordine delle cose, come dici, sicuramente ci aiuterebbe.
      A presto.

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        1. Questo mi dispiace, è un argomento serio nonostante lo abbia trattato con leggerezza.
          La mia valvoletta è al limite della grandezza accettabile ma funziona, non è affatto un problema. Basterebbe che fosse un millimetro più grande per costringermi a smettere di svolgere, come minimo, attività agonistica. Per questo devo controllarla ma non posso di certo dire che è anomala o che non va.
          Il tuo invece è senza dubbio un problema più importante…

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  14. Arrivo al tuo blog (a proposito grazie per essere passato da me …) e sono accolta in modo straordinario! Un post con tre livelli interpretativi che si svelano man mano scorrono le righe sullo schermo: inizialmente le parole sembrano davvero rivolgersi al lettore, alla fine incontrano una Lei, una donna – perchè ha queste sembianze – passando attraverso stralci di te.
    Molto molto bello!
    Ora da qui non mi schiodo 🙂
    Primula
    p.s. complimenti per i tuoi impegni umanitari e sociali! E “culla” la tua valvoletta, mi raccomando! 😀 (Non vorrei apparire superficialmente ironica al primo incontro, ma è il mio modo di vivere la tragi-commedia che è la vita.) Un abbraccio 🙂

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  15. Wow, sono io spiazzato dalle tue parole. Le apprezzo tantissimo e ti ringrazio. Mi aveva colpito un tuo commento che ho letto, credo, da TADS e sono passato a curiosare.
    Fa piacere incrociare “amici” così, quasi per caso e trovare subito un’intesa tramite ciò che si scrive.
    Non sei affatto superficiale, io stesso affronto con ironia diversi, anche delicati. Credo sia un buon mezzo per discutere di cose serie senza prendersi troppo sul serio.
    A presto allora, ricambio l’abbraccio.

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  16. Dovresti avvisare prima, non puoi finire così tragicamente un post. Ti pensavo in sala rianimazione, intubato, che comunicavi solo da un tablet. Ma è tutto vero? Fai veramente tutte quelle cose? Non hai mai pensato che le donne ti lasciano perché è troppo stancante seguirti? Mi è venuto il fiatone solo a leggerti….

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  17. Ma sì, lo dici tu nella tua biografia! Mentre bevevi birra arriva quella con la lingua che ti manda in esilio arrampicandosi con Greenpeace…. non ho capito molto bene. Ma non potevi fare solo l’impiegato?

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    1. Ah, sì, quella lì non solo mi ha lasciato, mi ha proprio disintegrato. Ma fortunatamente non ci sono stati altri casi così gravi!
      L’impiegato è l’ultima delle cose che vorrei fare. Però è l’attività pagata meglio e quindi, per ora, va bene così. Non sto male comunque qua. E il lavoro non mi impedisce di dedicarmi ad altri progetti che, chissà, forse un giorno mi porteranno altrove…

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  18. il finale mi ha spiazzato, come quando stai guardando un film convinto sia una commedia rosa e all’improvviso compare la tragedia inaspettata. nemmeno alla falce l’ho capito, pensavo alla spilletta di una tipa stravagante.
    complimenti
    ml

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  19. Il post, i commenti, quale grande piacere e regalo è venire a trovarti.
    Io è lei siamo state molto vicine e lo siamo ancora, mi accarezza, mi bacia, ma forse anche lei non mi ha preso perchè non ha trovato il modo di usarmi… e ho ricordato cosa scrivevo alla fine della mia presentazione
    Preparata al peggio, sempre più incontentabile riguardo al meglio, già pregusto le gioie incomparabili dell’invecchiare……………Ed io e lei, mano nella mano, complici del nostro destino, progettiamo un futuro senza lacci ed è un modo per celebrare … i piaceri del pensiero, la passione delle idee, l’erotismo della mente.
    Miriam

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    1. Io ho un punto di vista un po’ diverso. Credo che lei non sia proprio fatta vedere né sentire. Non ti sfiora anche se hai l’impressione di sentirla vicina. Se ti toccasse, non saresti qui. Ma ci sei e, nonostante tutto, il tempo di invecchiare è lontano. Adesso è il presente, quello conta.
      Come il piacere di ritrovarti qui, sempre enorme.

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  20. Ehy mi ero persa questa perla! Mi è piaciuta, non me l’aspettavo il finale e infatti me lo son riletto un po’ di volte prima di capire…sto perdendo colpi: troppa vecchiezza.

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