Ogni giorno

OK, vediamoci. Meglio sabato, è più facile per entrambi. Non troppo presto ché venerdì ho una festa e dormirò poco. Alla stazione, sì. Tu dimmi a che ora arrivi e io sarò là. In qualche modo ci troveremo. Poi c’è il telefono. E invece mi presento un po’ in ritardo, ti chiamo cercando di individuarti tra migliaia di persone e decine di binari. Non ci riesco ma solo perché sei già dietro di me. Batti il dito sulle mie spalle, mi giro e mi innamoro.
Pur essendo uno quei tipi che, come si dice, vive alla giornata, per anni ho immaginato, forse sognato, di condividere le mie passioni con una persona importante accanto. Non tutte, alcune esperienze meritano di essere vissute solo con se stessi e ricordate con occhi aperti più dentro che fuori. Altre però si gonfiano di significato quando chi ami è con te. Ricordo uno dei miei primi viaggi all’estero: venti giorni in solitudine vissuti pericolosamente, circondato da amicizie locali usa e getta, fondamentali a quel tempo e destinate per questo a scomparire. Ricordo un concerto fantastico, uno dei più belli di sempre, a cui sono andato all’ultimo minuto, felicissimo: ero solo e mi sono divertito perché oggettivamente era uno spettacolo unico, ma dentro di me è rimasto libero un sacco di spazio che la musica, le voci, le danze e le luci non avrebbero mai potuto occupare.
Oggi è diverso. Batto un dito sulle tue spalle, ti giri, mi innamoro per l’ennesima volta e ti dico che ho prenotato un volo per chissà dove o semplicemente che mi piacerebbe andare fuori città a visitare un parco. Non è necessario nemmeno che rispondi, so già che non vedi l’ora di andarci con me. E se mi rispondi è perché mi vuoi dare un bacio e allora chiudo gli occhi, torno alla stazione da dove è nato tutto e ripartiamo. Insieme. Ogni giorno.

Ognigiorno

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62 thoughts on “Ogni giorno

    1. A me invece avrebbe fatto proprio piacere che ne scrivessi tu guardandoci da fuori. Chissà che avresti pensato di due sconosciuti che si vedono per la prima volta e restano incantati…

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  1. Citando un famoso telefilm
    “Credo di parlare a nome di tutte le donne in questa sala quando ti dico, mollala, molla la yang e sposa me!”

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        1. Lo dice lei. Mio fratello ha mollato la futura sposa un mese prima, con tutti i preparativi già fatti. Ma non se ne è pentito e 5 anni dopo ha sposato un’altra.

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        2. Se è per questo, potrei citare vicende peggiori, anche in famiglia! Forse è proprio del principio del matrimonio che dovremmo discutere…

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  2. Io ci nuoto in questo post, tutti gli stili esistenti, ci faccio le capriole, il morto a galla con gli occhi chiusi. E’ come se fosse l’acqua bellissima di certi posti incantevoli, da cui non vorresti andare via mai, solo che a me l’acqua fa un po’ paura, le tue parole invece… Invece.

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  3. Ma che bella questa dichiarazione d’amore!
    Che bello condividere.
    Vivo da 29 anni (tra convivenza e matrimonio) con lo stesso uomo, amo vivere fette di vita da sola , amo stare anche da sola nel pericolo, ma non posso fare a meno tutti i giorni di quegli occhi, quelle mani calde, quello sguardo d’intesa senza parole.
    Tutti i giorni…nella libertà e rispetto reciproci.

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    1. Ti ammiro tanto per questo. Spero di poter vivere tanti anni con la stessa passione di sempre. E’ giorno dopo giorno però che ci si arriva e alla fine è proprio il presente che conta.

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  4. Le stazioni sono fatte per gli incontri e per gli addii… nei miei ricordi ci sono entrambe le situazioni, ma quella che ho maggiormente nel cuore è molto simile alla tua, pur essendo diversissima… due mani che si congiungono attraverso il finestrino. Ed è stato amore…
    Bello il tuo blog! Buona giornata 🙂
    Laura

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    1. Se di amore si è trattato, non è stato poi tanto diverso. Le stazioni sono luoghi di incontri e di saluti e per questo probabilmente fanno da sfondo perfetto a certe emozioni.
      Grazie, a presto.

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  5. Le stazioni…non lo so, mi fanno sempre un effetto strano. Ne di partenza ne di arrivo. Piuttosto di transizione, di qualcosa che non si ferma mai abbastanza. Non so mai decidere se le stazioni mi piacciono o no. Ma quello che mi è piaciuto, è stata l’emozione che ci fatto girare attorno.

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    1. E’ un punto di vista nuovo per me, quello della transizione. Penso alla stazione e vedo partenze e arrivi, perché immagino quelle grandi, quando i treni si fermano o quando ripartono per un lungo viaggio. Ma ci sono anche le stazioni piccole, le piccole fermate, quelle con solo la banchina che sanno proprio di “passaggio”. In effetti è tutta un’altra storia.

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  6. Ci sono esperienze che sì, meritano di essere assaporate in solitaria, però poi vien sempre il momento che avverti la solitudine delle tue sensazioni, vorresti che qualcuno vedesse ciò che vedi tu e percepisca le medesime cose.

    Se vogliamo, questo confronto è anche un modo per sentirsi vivi. Dire ecco, non sono solo io, non è solo nella mia testa. Esiste.

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    1. E’ proprio così Gin e, man mano che si va avanti con una persona importante accanto, questa sensazione diventa più forte. Ma era già forte ancora prima di incontrarla, quella persona. E lo stesso vale quando ti viene di condividere senza sapere con chi, che sia una persona o tutto il mondo.
      Altre esperienze ancora invece credo debbano vissute proprio da soli, affinché poi chi ci sta intorno possa prenderne il meglio attraverso noi.

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  7. Splendido post per la delicatezza espressa e per tutto quello che contiene.
    Dietro quel dito che batte sulla spalla c’è un percorso e l’innamoramento non è a caso, e non a caso -ogni giorno-arrivano altre stazioni, altre ripartenze insieme. Con quell’impegno che non pesa, ma che è semplice conseguenza di ciò che si prova, del viaggio intrapreso.

    Felici stazioni, felici aeroporti per voi 🙂

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    1. E’ vero, niente accade per caso. Quel percorso, l’istante del dito che tocca la spalla, è stato un viaggio lunghissimo che in quella stazione ha fatto tappa: sosta fondamentale prima di ripartire per nuove mete.
      Grazie di cuore.

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      1. Ma gli spazi liberi e individuali sono sacrosanti! Anche oltre i 35 anni, solo che capita, e non a caso, quella matta voglia di condivisione che nemmeno whatsapp sa calmare.

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  8. Eh no, ma dai, non vale … così mi commuovo!! Che meraviglia, che meraviglia …
    Cioè io muoio di emozioni in qs gg e tu scrivi ‘ste cose?
    Potrei annegare nelle mie lacrime.
    L’importante è il msg che (sottosotto) è passato … che bisogna crederci …
    Buon proseguimento 🙂

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    1. Grazie Claire! Il mio messaggio è passato e anche il suo. Ce lo scambiamo tuttora ogni giorno.
      Ma perché muori di emozioni in questi giorni? Beh, dai, se sono belle ne vale la pena, no?

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  9. Ecco vedi, è in post come questi che ripenso a tutti i tuoi post e dico tutti, e diamine, non ho voglia di dire che è un post bello. Per esserlo, lo è, ma non è quello. Questo post rende felice me. Felice che tu lo sia anche e veramente, ecco. E mi ritrovo a ringraziarti per il sorriso che mi regali. Anzi no, regalate. Ecco, abbracciatevi da parte mia.

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