Ogni giorno

OK, vediamoci. Meglio sabato, è più facile per entrambi. Non troppo presto ché venerdì ho una festa e dormirò poco. Alla stazione, sì. Tu dimmi a che ora arrivi e io sarò là. In qualche modo ci troveremo. Poi c’è il telefono. E invece mi presento un po’ in ritardo, ti chiamo cercando di individuarti tra migliaia di persone e decine di binari. Non ci riesco ma solo perché sei già dietro di me. Batti il dito sulle mie spalle, mi giro e mi innamoro.
Pur essendo uno quei tipi che, come si dice, vive alla giornata, per anni ho immaginato, forse sognato, di condividere le mie passioni con una persona importante accanto. Non tutte, alcune esperienze meritano di essere vissute solo con se stessi e ricordate con occhi aperti più dentro che fuori. Altre però si gonfiano di significato quando chi ami è con te. Ricordo uno dei miei primi viaggi all’estero: venti giorni in solitudine vissuti pericolosamente, circondato da amicizie locali usa e getta, fondamentali a quel tempo e destinate per questo a scomparire. Ricordo un concerto fantastico, uno dei più belli di sempre, a cui sono andato all’ultimo minuto, felicissimo: ero solo e mi sono divertito perché oggettivamente era uno spettacolo unico, ma dentro di me è rimasto libero un sacco di spazio che la musica, le voci, le danze e le luci non avrebbero mai potuto occupare.
Oggi è diverso. Batto un dito sulle tue spalle, ti giri, mi innamoro per l’ennesima volta e ti dico che ho prenotato un volo per chissà dove o semplicemente che mi piacerebbe andare fuori città a visitare un parco. Non è necessario nemmeno che rispondi, so già che non vedi l’ora di andarci con me. E se mi rispondi è perché mi vuoi dare un bacio e allora chiudo gli occhi, torno alla stazione da dove è nato tutto e ripartiamo. Insieme. Ogni giorno.

Ognigiorno

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