Di sfoghi e altre amenità

Esattamente dieci anni fa, proprio in questo periodo, vivevo una delle pagine più tristi che mi sia capitato di sfogliare. Finiva malamente una storia sulla quale avevo puntato tutto, compreso ciò che non possedevo, indebitandomi con me stesso di valori difficili da recuperare. Quando un rapporto arriva al capolinea, le colpe sono di entrambi. Fosse anche l’un percento da un lato e il novantanove dall’altro, quell’un percento ha il suo peso, soprattutto per chi se lo porta sul groppone. E’ stato così per me: la nostra fiamma si stava spegnendo e Lei è andata col primo che ha riacceso la sua. Facile. Il mio un percento di colpa potrebbe anche essere un trenta, un quaranta, un quarantanove. Non di più però. Non posso avere più colpe di Lei. Non l’ho tradita io, non le ho mentito, non le ho nascosto la verità, l’amavo. Avevo fatto delle rinunce credendo in noi. Eppure non mi sono accorto che stavamo percorrendo un binario morto già da un po’. Sarei dovuto intervenire, inventarmi qualcosa, avrei potuto ascoltare le sue necessità più di quanto facessi, perché lo facevo già tanto, cazzo. Boh. Non sapevo cosa fare. Ecco perché il mio un percento pesava. Ha pesato per mesi, forse anni. Come le bombole del sub che, prima di entrare in acqua, finché le porti in spalla, ti piegano in due. Poi ti butti e le bombole iniziano non solo a galleggiare ma anche a darti il respiro.
Nel mese di luglio del 2004 ho aperto il mio primo blog. Mi piaceva scrivere da sempre. Tenevo in piedi una corrispondenza cartacea con qualche amica e in quel periodo, cercando di recuperare l’irrecuperabile, scrivevo spessissimo a Lei. Quando, folgorato da un sogno rivelatore, ho capito che c’era un altro nella sua vita, ho continuato a mandarle lettere sotto forma di post su un blog a Lei dedicato. Si chiamava “Lei e tutto il resto”, titolo che già provava a scindere due mondi fino ad allora fusi in uno solo. Non mi leggeva nessuno, forse nemmeno Lei. Ignoravo – perché me ne fregavo – le amicizie, i commenti altrui, i consigli. Mi sfogavo e basta. Piangevo pure. A rileggermi oggi mi sento un idiota. Per tantissimo tempo ho scritto articoli ridicoli, cercando non so cosa. Ero anche molto più piccolo e non solo anagraficamente. Sono cresciuto infatti con il blog, con le persone che ho incrociato e che ho incontrato, con Splinder e una community piccola come una grande famiglia della quale conservo ricordi e contatti attualissimi. In effetti, è incredibile pensare che da dieci anni parlo con persone mai guardate negli occhi. Non è virtuale, è diverso e non meno intenso o sincero.
L’uso che faccio del blog è cambiato in questi dieci anni. E’ stato valvola di sfogo, spazio per dediche, bacheca di egocentrismo, quaderno di esercizi, archivio di lettere, diario di viaggi, raccoglitore di storie. Alla base c’è sempre stata l’onesta soddisfazione di scrivere.
Oggi ho aperto la pagina bianca con l’intento di sfogarmi, come facevo una volta. Con il sorriso però, parlando di presunzione, opportunismo, protagonismo, in special modo di certi colleghi e compagni arrivisti che si vantano, perché ne sono convinti, di essere bravi. Volevo scrivere del legittimo sospetto che, per quanto bravo tu possa essere, forse non lo sei più di altri se ti porti a letto chi fa le valutazioni. Volevo parlare di quanto sia intollerante verso le calunnie e, ancor di più, verso chi crede alle calunnie senza ascoltare l’altra campana o senza informarsi, perché è spregevole prendere una posizione per simpatia o amicizia, senza mettere in dubbio la fonte. Volevo raccontare una storia di valori perduti come il mio rapporto con persone che non li condividono. E non è che io sia perfetto. Anzi. Se però in cima alla mia scala metto tre o quattro capisaldi che ritengo giusti, che sono oggettivamente puri e condivisibili e sui quali modello il mio essere, va da sé che lotterò fino alla morte per difenderli. Può essere diverso per valori che per me hanno meno importanza, non meno nobili e sui quali devo lavorare ancora. Su questi, io come tutti, sono attaccabile. Giustamente. Ma su quello che ostento no: li rispetto, ne faccio una ragione di vita, non posso sbagliare proprio là.
Insomma, volevo affrontare temi di questo tipo. Non ci sono riuscito, limitandomi a citarli e buttar giù pensieri sparsi non sempre collegati tra loro. La stessa parola “sfogo” aveva deviato queste righe verso il ricordo dei miei primi post e questi hanno spostato a loro volta la mia attenzione sul calendario e a scrivere di tutte quelle considerazioni sul blog a dieci anni dagli eventi che lo hanno portato alla luce. Adesso non mi va più. Ho cose più belle a cui pensare: lei che mi aspetta a casa, un aereo da prendere, un’isola da raggiungere e un mare in cui sfogarmi.

Sfoghi

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126 thoughts on “Di sfoghi e altre amenità

  1. c’eri pure su splinder????? 🙂

    avrai modo di raccontare quello che volevi, hai comunque parlato di te, ha detto..ops scritto qualcosa che voleva uscir fuori, hai dato ascolto a te stesso.

    e questo è importante.

    ma che mare stupendooooo
    buone vacanze!!!

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  2. …e arrostìcciati per benino al solleone, tieni gli occhi aperti sott’acqua per quanto puoi e tieni a mente tutti i colori che riuscirai a vedere la sotto, la sera accendi un fuoco sulla spiaggia e dormi sotto le stelle, porta a casa un paio di sassi dalla forma strana e poi, quando torni, pensa a quei colori e lasciane un po qui, anche per me.
    🙂

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    1. Ho seguito fin troppo alla lettera il tuo primo consiglio: ho le spalle che bruciano! I colori, la spiaggia e le stelle me li porto sempre dietro, sin da quando ero piccolo. E un giorno magari, invece di lasciarli qui, te ne darò un po’ di persona.

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  3. Bellissimo post Topper. Mi piace perchè invece che restare indietro, fermo, dà uno sguardo al passato ma unicamente perchè è da un posto rialzato che si salta più in alto.
    Ti auguro delle splendide vacanze.

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    1. Grazie Zeus, è sempre un piacere trovarti qui. E’ stata solo una breve vacanza ma sono anche quei posti che sono tornato a visitare a darmi la possibilità di guardare avanti con la convinzione di essere cresciuto in meglio. Un po’, non tantissimo, ma meglio.

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  4. Vivi l’attimo (costruisci il futuro).
    Il ‘persempre’ di un amore non può, non deve, essere lasciato in sospensione deve potere morire quando arriva il suo tempo e poi non recriminare o darsi percentuali che non servono.
    Una buona, onesta, autoanalisi sul ‘Dove ho sbagliato?’ ma niente più.
    Tuffati in quel mare (ti odioooooo troppo) chiudi gli occhi. Rinascere non è prerogativa di Venere 😉

    sheràbientotira(ti)misu

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    1. Ahahah, mi hai odiato troppo? In quell’isola ci sei stata una settimana prima di me!
      A quelle considerazioni, alla fine, sono arrivato da solo. Come scrivevo, ci ho messo mesi, anni forse, poi mi sono svegliato. Il percorso era giusto, solo troppo lungo! Avrei dovuto darmi meno colpe. Oggi comunque sono felice di tutto quel che ho vissuto in questi ultimi dieci anni.

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    1. Grazie Marta! Ho fatto proprio come dici: mare e sole. Relax un po’ meno perché non sono capace di stare fermo ma, anche se sono stato fuori pochissimi giorni, me li sono goduti tutti.

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    1. Davvero?! Che sorpresa! Mi fa davvero piacere! Eri anche tu su Splinder quindi?
      Se vedi, adesso “Lei e tutto il resto” è un sottotitolo: è ancora lì sull’header del blog ma più piccolo e decentrato. “Topper Harley” è più in evidenza e dà il nome al blog. Non è casuale, significa proprio che in questi dieci anni l’attenzione si è spostata più sulla mia vita che su quella di una Lei ormai superata.
      Tu non lo sai ma io e te abbiamo molte più cose in comune di quanto immagini…

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        1. Bisognerebbe capire che parliamo della stessa cosa ma credo di sì. E poi sei un genio tu! Se la memoria non mi inganna (sai, ho una certa età), una volta ti ho “corretto” sul termine “arancini”: non tutti possono sapere certe cose!

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        2. Era proprio quella la correzione! L’arancina è una cosa (proprio tre giorni fa ho assaggiato quella “bomba” del bar Touring), le arancine tutto il resto…

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        3. Ma sai che la signora che fa le pulizie qua mi ha detto l’altro giorno che il bar Touring anni fa chiuse perché avevano trovato che facevano le arancine con la carne dei gatti? Ora ha riaperto.
          Non so se sia vero.

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        4. Beh, quella è una famosa leggenda metropolitana. Che poi credo fosse un altro bar. In realtà hanno chiuso per motivi forse più gravi. In ogni caso l’arancina con la carne per gatti è buonissima!

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        5. Ahahahaha ho lo stomaco che regge di tutto! In realtà sono un po’ scomode da tenere in mano e poi non mi è piaciuto troppo neanche il sapore. De gustibus!

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  5. Hai presente lo sguardo di un cagnolino mentre stai mangiando?Si?Ecco quello era il mio sguardo mentre osservavo questo splendido mare (dove,se posso chiedere?).
    Riguardo alla ‘onesta soddisfazione di scrivere’ è un qualcosa che si dovrebbe sempre tener a mente,non solo quando si scrive,ma anche quando si leggono cose scritte da altri. Non bisogna mai scordarsi che è un ‘confronto alla pari’.
    Sono d’accordo con te su troppe cose in questo post,ma eviterò di dirtelo che se no ti monti la testa!

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    1. No, no… devi dirmele invece! Perché è proprio con il confronto che si impara. E non solo a scrivere ciò che si vuole ma proprio a vivere ciò che si scrive. Di te poi mi fido parecchio, ormai è da tanto che ci “leggiamo”.
      Quella foto è di Favignana. Sono stato anche lì in questi pochissimi giorni di vacanza…

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  6. Corri, corri veloce Topper! Distanzia le persone dai finti valori, quelle che tradiscono ogni giorno se stessi convinti di essere più furbi… tuffati in quelle acque limpide e tra braccia accoglienti. E mentre lo fai voltati e ridi, ridi di gusto! 🙂

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    1. “…quelli che tradiscono ogni giorno se stessi convinti di essere più furbi”: mi piace tantissimo questa espressione. E’ ciò che intendevo ma non sono stato capace di scriverlo. Non sono di certo io un portatore sano di valori ma, come dicevo, quelli in cui credo hanno la priorità su tutto.
      Tuffarmi in acque accoglienti è una necessità e sì, sorrido tantissimo quando lo faccio.
      Ma tu chi sei? E’ una semplice curiosità ma, se vuoi restare anonimo, non sarà un problema. Grazie in ogni caso.

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        1. Concordo, non è esattamente la mia isola ma è vero che a Favignana c’è troppa confusione. Marettimo è anche più bella, proprio perché pressoché disabitata e quasi inaccessibile.

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    1. E’ vero. Ho sempre creduto che scrivere per molti, sui blog come i nostri, sia una sorta di necessità. Una ricerca di non è chiaro cosa. Sembra anche che gli scritti migliori vengano fuori quando a guidarci sia la malinconia o un certo malessere, spesso di natura sentimentale.
      Ma è piacevolissimo anche leggere post leggeri o più intimi, come quelli che svelano piano piano la personalità o gli interessi di chi li scrive. E’ qui che si ritrovano certe affinità e che potenzialmente possono nascere le amicizie. Sono contento anche io di averti “incrociato”.

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  7. “A rileggermi oggi mi sento un idiota”. Non farlo. Se oggi sei qui (nel senso di quello che scrivi e di come lo scrivi, di quelli che conosci e come li conosci) è anche a causa di quelle pagine.
    E se riesci ad apprezzare i frutti, non disprezzare le radici. C’è un tempo per tutto. Per gli sfoghi, per le belle pagine, per far del bene, per il mare. E ora è tempo di mare. Salutamelo, ché per me il mare è vita.

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    1. Hai proprio ragione, Max. Raramente rileggo i miei vecchi post ma il fatto stesso che siano ancora qui, nello stesso blog, che tra l’altro non ho pensato di chiudere, dimostrano quanto li ritenga importanti. Dieci anni fa ero un’altra persona. Lo ero anche cinque o quattro anni fa, forse lo ero anche ieri. Qual è il limite? Non è chiaro ma non è necessario definirlo. Si cresce e si cambia ogni giorno e oggi siamo quel che siamo in funzione di quel che abbiamo vissuto. Tutto sommato sono più che felice di dove mi trovo adesso.
      Il mare e l’acqua più in generale sono vita anche per me. Non potrei farne a meno. E’ stata una brevissima vacanza. Tu hai quella bellissima casetta a Focene: salutamelo tu il mare adesso, io sono già tornato in ufficio!

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  8. Condivido con te quel 49% o meno e le origini in splinder…la cosa bella di un blog è che ci si cresce insieme e per quando a rileggere un vecchio sfogo ci senta un po’ idioti, ci aiuta a capire come siamo cambiati e che tutti quei post ti hanno portato a scrivere quest’ultimo che è davvero bellissimo 🙂 Buon mare!

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    1. Grazie davvero. Anche tu su Splinder? Eravamo davvero tanti! E il 49% lo condividi per esperienza personale o perché ritieni che le colpe sono sempre di entrambi ma non in egual misura?
      Per come sono abituato a scrivere qui, potrei ritenere idioti moltissimi post che ho scritto. Ma in quel momento per me non lo erano, sentivo la necessità di pubblicarli (tanti altri invece non hanno mai visto la luce!) e, come dici, mi hanno permesso di arrivare fino a qui. Che non è solo questo ultimo post, quanto più uno stato mentale indubbiamente migliore rispetto a quello dei post che ho definito ridicoli. Se sono ancora qua, visibili per poter essere riletti, è proprio perché grazie a loro sono cresciuto.

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  9. Ti capita di leggere un libro, una pagina e di andare a prendere un evidenziatore per sottolineare qualcosa di speciale e di veramente importante? A me sì.
    Ecco, in questo tuo post io evidenzio questo:

    “Ho cose più belle a cui pensare: lei che mi aspetta a casa, un aereo da prendere, un’isola da raggiungere e un mare in cui sfogarmi.”

    Felici giorni, ciao 🙂

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  10. Ad un certo punto tu e lei siete diventati la mia fiaba bella…perché anche se sono una sognatrice fallita e una cinica da nobel, da qualche parte in fondo alla mia anima un pochino ancora ci credo che le cose belle possono capitare. Guardo, leggo, osservo e penso che vorrei fosse proprio così il mio amore. Poi i ricordi arrivano come un’onda di piena e tutto torna buio. Sei prezioso tu.

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    1. Mi lasci senza parole. Ti conosco e posso affermare che sognatrice lo sei tuttora, affatto fallita. Cinica per niente. Forse hai poca fiducia nel domani ma chi ne ha davvero? Hai un presente forte e, per quanto possa sembrare incompleto, ha tanti sentimenti pure che lo rendono speciale. Non abbandonarli e non smettere di crederci. Il passato, come è stato per me, ci ha portato qui. Prendiamo il bello e coltiviamolo. Potrà non servire nulla ma già curarlo è vita.
      Grazie infinite per i tuoi pensieri sempre preziosi.

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  11. Esattamente otto anni fa a me accadeva una cosa simile, era sempre lei (cioè io) a far finire la storia ma per motivi diversi. Hai scritto giusto Topper, ci sono sempre le colpe da entrambe le parti, l’importante è rendersene conto e capire se si può fare qualcosa. Quando si arriva al capolinea però è meglio chiudere una pagina. Come hai potuto vedere se ne aprono altre e non solo di pagine per scrivere altri post belli come questo 😉
    Buone vacanze! Lila

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    1. Sai, il problema è proprio capire quando si è arrivati al capolinea. Io mica lo avevo capito. Ho dovuto sbattere contro il muro che chiudeva quella strada per rendermi conto che dovevo prenderne un’altra. In realtà quel muro l’ho anche distrutto ma non si poteva comunque andare avanti. Quindi sì, hai ragione. Quando capisci che è meglio cambiare, cambia. E’ difficile e ci vuole tempo per elaborare, per rendersi conto delle colpe, per smettere di piangere. Poi comunque si riparte. E l’esperienza aiuta a migliorare.
      Ahimè, sono già tornato! Era una vacanza breve ma è stato molto piacevole. Grazie e a presto.

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  12. E già . E’ passato un sacco di tempo, ma non credevo dieci anni! Sarà perché nella migrazione ho perso tutto il mio passato e quindi la memoria storica e’ finita chissà dove in qualche meandro di google reader. Perché poi fu li che misi la mappazza:) o forse tu hai iniziato prima di me , boh, vabbe. Sta di fatto che le tue cose le leggevo ad una mia ex dipendente , ti adoravo e dovevo condividere questa meraviglia con quella che credevo potesse capire ed apprezzare il tuo genio. Esattamente come me.
    Poi l’ho cacciata perché non era quello che credevo. Ma questa e’ un’altra storia 🙂
    Ora sei cresciuto in tutti i sensi, di amore non ne parli quasi più , ma lo capisco. Quando ti capita una cosa bella davvero la vuoi proteggere e custodire con tutto te stesso.
    Io farei lo stesso .
    Ti abbraccio Top. Un giorno spero di incontrarti.
    Mariagrazia

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    1. Che è la mappazza?! Ahah, non ho capito! Forse ho ancora la testa altrove. Perdonami, sono già rientrato in ufficio!
      Sei sempre stata carina con me, mi scrivi cose che mi lasciano a bocca aperta. Ho scritto da qualche parte poco fa che a volte i post migliori vengono fuori quando siamo guidati da una specie di malinconia, spesso di natura sentimentale. Non so se non parlo più di amore. Sicuramente non parlo più della ricerca dell’amore e, quanto tocco l’argomento, lo faccio con un entusiasmo senza dubbio diverso da quello di anni fa.
      Io credo che, se vorremo, ci incontreremo. Non sarà per caso, niente è per caso. Nel frattempo continuo a leggerti e a ringraziarti per essere sempre presente e condividere questo pezzo di strada con me.

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  13. Un percorso di Vita, Topper, che come al solito sei riuscito a rendere con semplicità. La tua storia, le tue sensazioni e le riflessioni, il tuo crescere è di tutti noi che un po’ (tanto e tanto e tanto) di bene te ne vogliamo.
    Buone vacanze, Topper, e non smettere mai di scrivere a te stesso e a noi 😉

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    1. Potrei usare le stesse tue parole per commentare i tuoi scritti… Abbiamo percorso strade diverse e non ci conosciamo da tantissimo tempo ma, adesso che ci siamo incrociati, stiamo camminando insieme. E’ piacevole e si impara tantissimo ogni giorno. Non posso non ringraziare anche te per questo.
      La piccola vacanza è già finita. Per la prossima aspetterò un mesetto. Tu piuttosto dovresti essere ancora al mare o sbaglio?

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  14. non avevo mai sfogliato il tuo blog ripercorrendo tempi così remoti.
    questo post è stata un’occasione per farlo.
    dieci anni fa era un’altra vita.
    il mio scrivere, il tuo scrivere, c’erano ancora le mezze stagioni.
    tra altre pagine non ti riconoscerei.
    ma è piacevole scoprire che qualcuno ha percorso lo stesso mare sulla tua barca.
    anche se non l’hai mai incontrato.

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    1. Vero, era un’altra vita, un’altra persona che ora non c’è più. Ma che mi ha fatto nascere e arrivare sin qui tutto sommato bene, anche grazie a chi mi accompagnato. Tu sei tra quelle persone. Nemmeno io mi riconosco quando – raramente – rileggo i miei vecchi post ma a volte succede anche con i post di un mese fa. Si cambia di continuo, l’importante è cercare di farlo in meglio. Io però il tuo stile credo di poterlo riconoscere sempre, credo di conoscerti bene, almeno per quanto riguarda questo mondo.
      Se il mare è lo stesso, prima o poi ci si incontrerà…

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      1. Rileggendo un mio vecchio post (e nel trasloco ho cassato un paio di anni iniziali) ho scoperto che ero in grado di usare la parola “puccioso”.
        Ho avuto i brividi. Rari caso in cui la vecchiaia da bene!

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        1. Io invece sono riuscito a non perdere nessun post e ne sono felice. Ho avuto paura quando Splinder stava per chiudere…
          “Puccioso” non appartiene al mio già pessimo vocabolario! Che vuol dire? Potrei iniziare ad usarlo!

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  15. Il mio blog è nato un po’ così, da un momento un po’ (tanto) giù, alla ricerca di costanti nuovi stimoli, fino a prendere direzioni e percorsi inaspettati con la gente che incontravo.
    Ci sono momenti, belli e brutti, colpe e non con le loro interrogazioni: cosa ho fatto e che cosa potevo cambiare per evitare di nuovo i miei errori.
    Ti conosco da poco, anzi pochissimo e quasi nulla a confronto di questi 10 anni che hai raccontato eheh, ma leggendoti qua e là sono contento che almeno per un pochino ti ho incrociato 🙂
    Buone vacanze Topper 🙂

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    1. Abbiamo diverse cose in comune, molte magari le scopriremo col tempo. Ci conosciamo da poco e, ora che ci siamo incrociati, non è detto che non si possa fare ancora un bel pezzo di strada insieme. Si cresce da soli e con chi ci sta accanto e gli scambi di pensieri come questi possono solo aiutarci.
      Grazie Andrea, a presto!

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  16. Spero che la mia isola possa accoglierti nel migliore dei modi. In questo post c’è tanto… tanto di un te un po’ confusionario e sgarbato con i tuoi pensieri. Gli sfoghi, si sa, sono dei fiumi in piena.
    Buone vacanze…

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    1. Come fai a sapere che si tratta della “tua” isola? Non poteva non accogliermi nel migliore dei modi e non solo perché è una terra meravigliosa.
      E’ vero, in queste righe c’è tanto di me. Mi sono sfogato poi in quello splendido mare, il post aveva già preso una forma diversa mentre lo scrivevo. Confusionario sì, forse ancor di più per chi non mi conosce da tanto, ma perché sgarbato? Ad ogni modo grazie per il pensiero.

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  17. Non mi ricordo come arrivai da te,forse da Billa, ma so che mi soffermai molto sulla parole dedicate a Lei. A quel maiuscolo. Io che avevo il fantasma di quel Lui che ogni tanto tornava a fare capolino. Anni di letture, anni che non baratterei con nulla.
    Ti abbraccio Ale,e di virtuale non c’è nulla.
    Mari

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    1. Mari! Non sapevo che fossi anche tu su WP, perché non me lo hai detto? In effetti, se non sono dieci anni che ci conosciamo, saranno sette o otto. Un’eternità. Quante cose sono successe nel frattempo (a te soprattutto, diciamolo…). Mi ricordo di quel Lui. E hai detto bene su FB, la lei di oggi non ha bisogno di lettere maiuscole.
      Ti abbraccio anche io. E appena posso vengo a leggerti!

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  18. Ecco, io mi concentrerei sulle altre amenità. Sono così belle certe amenità che scavano buche dove sotterrare le cose -e le persone- di cui possiamo fare anche a meno.
    Di scrivere però no, non farne mai a meno. Abbraccio lontano dal mare. 🙂

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    1. E’ proprio così. Mi piace il concetto delle amenità che scavano buche. Perché non abbiamo bisogno di farlo noi direttamente. Le persone a cui mi riferivo non possono avere la mia stima ma, pur criticandole, faccio il possibile per rispettarle: le evito.
      Anche tu sei un felice regalo del blog. Buon mare (e un po’ di invidia, visto che io oggi sono tornato in ufficio), ci sentiamo presto.

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  19. c’ero anch’io su Splinder, ma non credo di averti incrociato, non ricordo (per quello, nemmeno cosa ho mangiato mezzora fa).
    Quando si legge e non si capisce se è romanzato o qualcosa di davvero personale, secondo me si è raggiunto lo scopo: essere riusciti a rendere universale e interessante la nostra vita.
    Un po’ quello che cercherei io, ma non riesco.

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    1. Mi avrebbe fatto piacere leggerti su Splinder, così come oggi me ne farebbe leggerti su un qualsiasi blog. Ma tu non vuoi! Ti posso capire. Sono comunque contento di conoscerti.
      Il mio blog è molto personale e ogni tanto, oltre che romanzare, faccio uso di metafore. Ma è la mia vita e, interessante o meno, è quella. Nessuna invenzione, niente filtri. Solo un po’ di riservatezza. Anche se poi, come sai, nel privato ho ancora meno segreti.
      Se tu volessi, da quanto leggo in FB, potresti scrivere bellissime cose…

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  20. dalle mie parti si dice “chi si loda s’imbroda” … penso che la modestia sia una buona virtù anche se ci vuole una giusta dose di autostima. credo che tu abbia mixato in questo post svariati temi/momenti di vita importanti, ognuno meriterebbe approfondimenti ma, la cosa essenziale, è non perdere di vista i propri valori. nessuno è perfetto certo, non per questo non in grado di riflettere sui propri sbagli (a meno che non ci si prenda in giro da soli). le calunnie su chiunque mi indispongono parecchio (già mi infastidiscono i pettegolezzi, figurati!) e mi illudo che chi le attua lo faccia inconsapevolmente ma, spesso, non è così. le calunnie esistono, perché c’è chi ci crede, ma soprattutto prova godimento nel diffonderle ulteriormente, … chissà allora che chi semina zizzania, prima o poi la raccoglierà anche. le campane sì, bisogna sempre sentirle suonare tutte per poi magari accorgersi alla fine che è lo stesso il caso di sospendere il giudizio. il contatto con la bellezza della natura, ridimensiona e placa. secondo me dovremmo immergerci in essa molto più spesso.
    p.s.: una curiosità. ma succede proprio che ci sono tizi che ottengono critiche positive e si portano pure a letto chi li valuta? (sai, io ero rimasta per esempio a quelle aspiranti attrici o showgirl che avevano una particina se si concedevano al tizio, ma per volere del tizio). mi sa che sono rimasta un po’ indietro…

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    1. Come spesso accade, ho scritto partendo da un’idea che poi si è modificata in corso d’opera. E’ vero però che qui l’ha fatto più volte e sì, gli argomenti sono svariati.
      La calunnia è già di suo un comportamento sbagliato, da sempre. Ma io volevo andare oltre e sfogarmi un po’ proprio contro chi ci crede senza porsi nemmeno una domanda. Se tu mi parli male di una persona che non ho mai incontrato o di un fatto che non ho vissuto, io ti ascolto ma prima di giudicare come te vorrei almeno aver conosciuto quella persona ed ascoltato la sua versione oppure aver vissuto quell’episodio. E’ triste prendere posizioni nell’ignoranza.
      Ma non ho affrontato l’argomento. L’ho soffocato con pensieri più meritevoli e la prospettiva di una piccola vacanza al mare, che per è vita.
      Quanto alla tua domanda, io parlavo più o meno velatamente di colleghi che ritengono di essere bravi perché hanno raggiunto una certa posizione. E magari bravi lo sono davvero. Ma se questi colleghi si portano a letto il capo, cioè chi li valuta e li promuove, è lecito avere il legittimo dubbio che così bravi non siano stati? E che altri, altrettanto bravi, non abbiano avuto le stesse possibilità?

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  21. chissà cosa ci trattiene dal raccontare, chissà quanti avrebbero da raccontare e magari lo faranno oppure no. come ti ho scritto nel mio commento precedente il tuo scritto è ricco di spunti per ulteriori post. quando deciderai tu, se ti andrà di raccontare, ti leggerò

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    1. Cerco solo di non farmi prendere troppo da questi personaggi e queste situazioni con cui non voglio avere niente in comune. Dipende molto dall’umore per quanto mi riguarda ma voglio essere positivo e a volte il modo migliore per farlo è ignorare questi “piccoli” fastidi.
      Sempre gentile tu. Grazie.

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  22. Capisco e condivido tanti dei pensieri sparsi e delle riflessioni che hai anche solo citato saltellando tra l’una e l’altra, farei lo stesso, diciamo, commentando ogni cosa per cui ti dico solo che è bello leggere cose che in maniera simile si sentono e in questo caso hai scritto tu 😉

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  23. Spesso, anche senza essere diretti, quello che vogliamo tirar fuori esce lo stesso, da sé.
    E forse è meglio così, senza forzature.
    Un po’ cresciamo, un po’ ci ritroviamo e, spesso, molto spesso, districhiamo pensieri, come le lucine dell’albero ogni Natale.

    Le colpe pesano sempre, ma solo alle persone migliori. Di qualsiasi percentuale siano.

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    1. Hai ragione e in effetti non mi interessava nemmeno essere diretti, scrivo quasi sempre per me stesso. L’albero di Natale però ho smesso di farlo.
      Quanto alle colpe, ti ringrazio. Ci sono stati parecchi giorni in cui avrei preferito essere una persona peggiore e sentirmi più leggero.

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      1. Anche per me. Leggevo i tuoi post via mail, ma non entravo mai a salutare.

        E, sì, forse è più facile essere peggiori, ma se sai di esserlo allora le colpe si moltiplicano e.. via discorrendo.
        Un gatto che si morde la coda, insomma

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  24. Il mio Altrove, nasce proprio per fuggire da quella scarsissima percentuale di colpe, le mie e quelle dell’altra parte di mondo che mi contiene. Bello leggere fra le tue centomila sillabe quel dolore che conosco benissimo e che non so curare, nemmeno oggi, a distanza di anni.
    Contenta per il tuo mare, che a breve sarà anche mio.
    Il resto… è “solo” libero sfogo 🙂

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    1. Non so se certi dolori si possono curare. Più che altro, a distanza di anni, è il ricordo del dolore a fare male. Una delle cose che ho imparato è stata quella di accumulare ricordi, di fare esperienze per moltiplicarli e ridimensionare quello lì.
      Gli sfoghi comunque aiutano sempre. Spero che approfitterai in tal senso di quel mare…

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  25. Che spettacolo di post! Mitico! E mi vien da ridere, ma Splinder ne racchiudeva di teste eh? Sono stati tempi bellissimi … e no, non si smette mai di scrivere, a tutti noi viene davvero da dentro …
    Buon mare!!! 🙂

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  26. Dico sempre che quello che siamo oggi è il prodotto di quello che siamo stati ieri.
    La cosa bella in questo momento è che hai un amore da vivere, un aereo che ti aiuti a volare nella vita, un mare dove tuffarti, dove rinascere ogni volta che ti immergi.
    Il post è bellissimo e come ho sempre sostenuto, tu sei bellissimo.

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    1. Fulvia, tu e il tuo commento siete bellissimi.
      “…un aereo che ti aiuti a volare nella vita, un mare dove tuffarti, dove rinascere ogni volta che ti immergi” dimostra quanto mi conosci. E’ davvero bello averti tra i miei amici. Grazie!

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    1. Nessuna tenacia, è ormai parte delle mie giornate. Tanto piacere e nessun obbligo o impegno o ossessione, basta scrivere per se stessi soprattutto e prendere il blog per quello che è. O quello che non è: la propria vita.

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  27. Mi ricordo ancora quel lEi che mi colpì.
    Per il modo in cui era scritto. Per l’originalità.
    Mi ricordo che anche su splinder, era la prima cosa che ti catturava.
    Mi ricordo che ho pensato “Uno che scrive già un titolo del genere, non può che essere interessante”.
    E ti ho cominciato a leggere.
    Prima con costanza.
    Ora in ritagli di tempo dove “entro” in te di colpo, e letto tutto quello che mi manca.
    Ma quel pensiero non è mai cambiato.
    Il tuo titolo si è rimpicciolito e messo in un angolo, ma il mio pensiero è sempre in primo piano, identico.

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    1. Quel periodo lì è stato uno dei più intensi, difficili ed emozionanti della mia vita. Mi ha fatto crescere tantissimo nonostante tutto e sono felice di averne potuto scrivere esattamente come si fa in un diario.
      Mi conosci bene e hai notato che il titolo è stato spostato: adesso è una parte del blog, importante ma non più centrale. Se prima avevo bisogno di scindere e riunire una “lei” e “tutto il resto”, adesso metto me e la mia vita al centro di ciò che scrivo. Non è egocentrismo, solo una presa di coscienza.
      Sono contento che tu faccia parte del mio mondo. Non importa se e quanto commenti. Quando lo fai, tocchi sempre il tasto giusto e di questo ti ringrazio.

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