Il mestiere di non scrivere

Omino_scriveUna sera d’estate di qualche anno fa, un po’ per gioco, un po’ per divertimento ma soprattutto per il piacere di condividere un’esperienza originale, organizziamo furtivamente una festa nel terrazzo condominiale del piccolo appartamento in cui abitiamo. Siamo ad agosto, il palazzo è praticamente deserto e situato non lontano dal centro, c’è un sacco di spazio là sopra, basta non far danni. Il numero di adesioni e l’entusiasmo sono incredibili. Il passaparola arriva ovunque in città, si presenta un sacco di gente: amici, amici di amici, turisti di passaggio si uniscono a noi con grande passione, contribuendo chi con una bottiglia di vino, chi con un piatto di pasta, chi con un pezzo di pizza comprato per strada. Qualcuno si mette a cucinare, pochi piani più sotto, a casa nostra. Altri preparano i cocktail su un tavolo adibito a piano bar. Molti ballano o ci provano. Danzano, sarebbe meglio dire. C’è persino una specie di dj improvvisato che sceglie e cambia i CD su un piccolo impianto portatile con due casse. Musica piacevole, tranquilla, che fa da sfondo ad una notte interminabile sotto un cielo tappezzato di stelle. Alla fine, in quel terrazzo, decine e decine di persone si incontrano e stringono amicizia, si scambiano i numeri. Si ritroveranno altrove. Il giorno dopo veniamo sfrattati ma, senza ancora saperlo, avevamo dato vita al primo kitchen party.
KitchenParty oggi è un’associazione che conta oltre tremila membri in tutto il mondo. Organizza incontri a tavola tra la gente, a casa, nei locali, ovunque si possa condividere un piatto o un drink. E’ in crescita, nonostante nell’ultimo anno abbia stoppato tutte le attività affinché noi soci, un gruppo di cinque o sei amici, ci concentrassimo su un obiettivo più grande. Abbiamo ricostruito il sito web che, alla fine dell’estate, andrà online. Abbiamo creato una app per il cellulare, partecipato a bandi di concorso, cercato finanziamenti, scritto articoli, contattato locali, partner, food blogger, allargato la squadra. E’ un progetto enorme che personalmente mi coinvolge parecchio, almeno quanto l’altra associazione, Mamma Africa, a cui dedico gran parte del mio tempo.
Abbiamo due programmatori con i controcoglioni, un grafico con un bagaglio di fantasia e competenza, un coordinatore con la mente più aperta che abbia mai incontrato, il Capo Ufficio Stampa dell’Assessorato alla Cultura, un’autrice scrittrice giornalista americana, un canadese ex consulente ONU. Poi un legale, un fiscalista, un consulente del Ministero dell’Istruzione. E alla fine ci sono io. Il copywriter. Bah. Non ci credo. Vengo presentato come blogger (sì, diciamo), attivista nel volontariato internazionale (ok, vero ma a che serve?), appassionato di viaggi e letteratura (vero, tutto fa brodo), anima del progetto (io che sono ateo). Quindi, che so fare?
Ecco, io mi sento in difetto rispetto agli altri compagni d’avventura. Non sono certo di avere le competenze per dare il contributo enorme che a mio avviso stanno fornendo gli altri con le loro. So scrivere benino, lo riconosco ma un blogghetto come questo, qualche racconto e qualche articolo sulla stampa che titolo mi danno? “Scrivi da dio quando vuoi”, mi dicono. Seee, magari. Magari esistesse dio, aggiungo. Sono modesto, forse eccessivamente. Però è un dato di fatto che il mio lavoro attuale ha poco o niente a che vedere con ciò di mi occupo qui. Sinora me la sono cavata, ho avuto belle trovate, la comunicazione pare stia andando bene e i riconoscimenti per come ci siamo presentati sono arrivati. Tuttavia il mestiere del copywriter è un’altra cosa.
Saper scrivere non è difficile se si tratta di far scorrere le parole secondo un certo ordine, trovare quelle giuste, dargli un tono e rispettare la grammatica. L’esperienza permette di acquisire uno stile e gli argomenti, per quanto mi riguarda, sono sempre stati liberi. So scrivere, diciamo, se ho libertà di usare le parole come voglio e dove voglio, senza preoccuparmi di apparire, del giudizio, di come mi mostro. Qui invece si parla di un aspetto molto differente. Siamo dentro un contesto, una realtà che, nonostante la portata enorme, è limitata. E’ a tema. Abbiamo scelto insieme una linea di comunicazione che ci sembra la più adatta a far passare il nostro messaggio. Dobbiamo adeguarci a certe regole del mercato, alle esigenze dei professionisti del settore, alle necessità dei nostri utenti target. Insomma, cazzo, è difficile. La mia libertà di scrivere va a farsi fottere e, nonostante io tenga tantissimo a far bene, a volte mi scoraggio. Devo imparare a pensare, ideare, creare, elaborare, sfruttare quel minimo di creatività che posseggo. E’ il mestiere di non scrivere che arriva prima, quasi un’arte. Solo dopo è possibile ordinare le parole, sperando che un cameriere te le porti. Il problema oltretutto è quello di non far credere che la mia umiltà sia inadeguatezza, non posso, non sarebbe corretto trasmettere segnali negativi a chi trascorre le nottate a lavorare per questo nostro piccolo sogno.
Sto dando tutto. Ognuno di noi acquisisce qualcosa, giorno dopo giorno, da quest’esperienza, amplia le proprie vedute, le proprie conoscenze. E’ una continua ricerca del meglio. Sono fiero di far parte della squadra e anche ora vorrei dare una pacca sulla spalla a tutti e dire “gran lavoro!”. Perché questo è quello che dicono a me in continuazione, che mi dà enorme piacere e soprattutto fiducia.
Io non so dove arriveremo. Non lo so nel privato, figuriamoci nell’inseguire un obiettivo in cui convergono miriadi di variabili. C’è grande fermento. Potenzialmente possiamo spaccare il mondo e io me lo auguro. Non sarà per soldi. Forse anche, ma in minima parte, non sono mai stato qui per denaro. E’ una soddisfazione personale prima di tutto. E’ una gioia grande poter lavorare e dare una mano a gente che ammiri e che è amica. E’ fantastico avere contatti costanti con persone di tutto il mondo, incontrarne sempre di nuove, imparare da loro. In cuor mio poi coltivo un sogno nel sogno. Ho due associazioni: questa, che si fonda sulla condivisione di cibo e valori e l’altra, che in Africa cibo e valori spera di poterli diffondere. Se mai riuscirò a coniugare i due mondi, a farli conoscere, magari davanti ad un piatto tipico come scodella di riso, ecco, solo allora potrò ammettere di aver saputo (non) scrivere magistralmente uno dei capitoli migliori della mia vita.

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64 thoughts on “Il mestiere di non scrivere

  1. Sono in un parcheggio semi deserto, piove a dirotto, è scuro come fossero le dieci di sera e fa freddo come a novembre.
    E poi ci sei tu con KitchenParty e l’Africa e l’entusiasmo e tutto il resto.
    Sono giorni che riesco a pensare solo a quello che non va bene della mia vita, cerco di sopportare i miei difetti, cerco di stare a galla, di crearmi un mio piccolo spazio vitale per non soffocare e poi leggo pezzi come il tuo.
    E penso, ma anche lui avrà i suoi momenti no, i suoi giramenti, le sue incazzature, le sue storiacce. E sono convinta che sia così, ma il fatto che lasci qui il tuo entusiasmo, la tua passione, la tua ambizione e tutto il resto fa di te una bella persona.
    Perdonami se uso una frase fatta come -sei una bella persona- ma è semplicemente vera.
    Sei un bravo ragazzo, sei una bella persona.
    Tu sei quello dell’Africa e di KitchenParty e tutto il resto.
    E io sono molto orgogliosa di conoscerti.

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    1. Se non fosse per il fatto che non sono in un parcheggio e che qui non piove….potrei dirti di averlo scritto io questo commento davvero.

      E come sherazade ti chiedo cosa posso fare per dare una mano….

      Ah una trentina di unico hanno aiutato mamma Africa 🙂

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      1. Una trentina, davvero? Non so come ringraziarti e non sai quanto ci sia d’aiuto, a noi come associazione ma soprattutto al villaggio africano che abbiamo adottato…
        Questo è il vero aiuto che ci serve e che non mi vergogno a chiedere.
        L’altra associazione, quando ripartirà a fine ottobre, avrà solo bisogno dell’entusiasmo di chi vuol condividere momenti piacevoli ma cammina sulle proprie gambe, è il riscontro di chi partecipa a renderla grande.
        Ti ringrazio tantissimo, un abbraccio. Anzi una trentina!

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    2. Certo che ho anch’io i momenti no, i giramenti, le incazzature e tutto il resto. Sarei Gandhi altrimenti. Invece sono umano (lui non lo era o forse lo era più di tutti noi messi insieme). Provo soltanto, a volte quasi imponendomelo, di trovare segni positivi anche nelle esperienze peggiore e questo nel tempo mi aiuta a migliorare, per me stesso e per chi ci circonda. Io stesso parlo di belle persone, quando le incontro. Credo sia una definizione tanto semplice quanto potente, senza troppi eufemismi o aggettivi ricercati. Per cui non sai quanto mi faccia piacere sentirmelo dire da te, persona che reputo, come minimo, altrettanto bella.
      Mi pare di non averti mai chiesto se e quali passioni coltivi o sogni. Personalmente (ne ho scritto tantissime volte), le cose che faccio attraverso una selezione in continuo aggiornamento (non posso far tutto! O forse sì…) mi aiutano a trovare sempre nuovi stimoli, a non sedermi, a non crogiolarmi. Può essere così per tutti. E se certe esperienze, vuoi per soldi, per tempo, per altri impedimenti pratici, non sempre sono fattibili, ce ne sono tante altre che possono regalare enormi soddisfazioni, basta cercarle nella nostra testa e semplicemente provarle. Prenderanno spazio automaticamente se è il caso oppure lasceranno il posto ad altro. L’importante è provarci e non arrendersi.
      Non voglio fare il filosofo né elargire consigli, specie a chi ha una vita diversa dalla mia, con altre difficoltà e priorità. Voglio solo dire che secondo me ci vuole poco per essere felici di noi stessi anche quando ci sembra di avere tutto contro. Anche io sono orgoglioso di conoscerti: imparo molto da te e da quello che mi dai, che mi dici e per questo posso solo ringraziarti.

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      1. La domanda sui sogni e le passioni che coltivo, in tutta franchezza, mi mette un po in imbarazzo. Non hai chiesto nulla di male, anzi, è una domanda più che lecita, ma tendo ad essere molto concentrata su me stessa e la cosa non mi fa molto onore. Non è che non abbia passioni o “talenti” ma per tutta una serie di motivi tendo sempre a prendermi in un bicchier d’acqua, comincio mille cose e di solito non ne porto a termine nemmeno una. C’è stato il teatro, il volontariato, il fai-da-te, potrei andare avanti…c’è stato un periodo della mia vita in cui sono a malapena riuscita a “tenermi insieme” e adesso vivo limitando gli sforzi, come se allungando troppo il braccio rischiassi di romperlo. Forse il paragone è estremo e non puoi comprenderlo fino in fondo, ma meglio non lo so dire. Il tuo essere così entusiasta e attivo, mi ricorda molto una persona a cui voglio molto bene e che sempre mi sprona a fare e dare il meglio di me. E io, piano piano, cerco e cercherò di essere all’altezza.
        🙂

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        1. Non è detto che non si possa coltivare una passione che riguardi se stessi. Tutto sommato credo che il principio secondo il bene proprio è anche quello degli altri possa funzionare. Puoi concentrarti su di te e trovare enorme passione, forse è anche più facile e nemmeno devi essere particolarmente attiva. Questo per dire che il meglio di te puoi tirarlo fuori anche spazzolandoti i capelli tutto il giorno davanti allo specchio, è una cosa molto soggettiva.

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    1. Ne sono convinto. Senza passioni ci spegneremmo. Senza sogni ci fermeremmo.
      Sono meno sicuro di riuscire ma il solo provarci, per quanto banale possa sembrare, è già un successo.
      Grazie.

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    1. Grazie per il supporto Shera! Abbiamo registrato e depositato tutto, logo compreso. Ci mancano i dettagli ma ci stiamo lavorando. Se tutto va come speriamo, a ottobre dovremmo (ri)partire e lì ne riparlerò a tutti gli amici. Nel frattempo continuiamo per quella che sembra essere la strada giusta…

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    1. Marco, tu sei troppo gentile. La prendo come una simpatica battuta e ti ringrazio. E’ verissimo che quelle sembrano figure mitologiche, ahahah! Io partecipo al massimo come “zio del verbo”, un lontano parente…

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  2. Non ti sarà difficile scrivere in limiti “costretti”, credimi. Per anni ho lavorato anche come copy per aziende e sponsor e non c’è nulla di più semplice che scrivere “su rotaie”. Un solo trucco: mai e poi mai usare negativi, trasmetti sempre positività, anche dovessi preparare i coperchi per le pentole del diavolo (cioè quando dovrai parare eventuali ricadute negative) metti tutto in positivo e con una forma avvincente.
    Ora che ho fatto la maestrina, Topper, soddisfacendo il mio ego, credo proprio che riuscirai nel tuo intento di unire intenzioni e associazioni. Hai tanta passione in tutto ciò che fai che non ti sarà difficile trovare il modo per realizzare ciò a cui tieni profondamente e per essere apprezzato. Non si tratta di preparazione o di esser chissà chi come professionista ma solo di convinzione.
    E ora, visto che non riesco a frenarmi, ecco una massima che amo molto e che ho sempre usato con i miei gruppi di lavoro: Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito (Antoine de Saint-Exupéry).

    Ti abbraccio forte, Topper =)

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    1. Faccio tesoro di questi consigli e, chissà, in un futuro prossimo potrei chiedertene altri. Ecco, continuo ad imparare. Ho un’agenda in cui sto elencando tutte queste regole che ogni tanto aggiorno e rileggo per non perdere la strada maestra. Proprio in questi giorni abbiamo leggermente svoltato decidendo di cambiare approccio su alcuni lati della comunicazione: è uno dei motivi per cui ho scritto il post, spero di saper rielaborare nel modo desiderato i messaggi che vogliamo lanciare. A volte non ci dormo la notte. Ma mi piace, mi fa sentire vivo ed è appagante ricevere quella pacca sulla spalla che attesta il lavoro ben fatto. Così come lo è leggere commenti di questo tipo.
      Grazie infinite.

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  3. Topper sei un uomo fantastico, guai a te se mi dici che possono farlo tutti, 😀 tu inoltre lo fai con tanto entusiasmo, troppo bello il pensiero del “Kitchen Party + Africa”, vedrai che ci riuscirai, ti faccio un abbraccio forte, e’ sempre un piacere leggerti, ❤ Laura.

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    1. Più di “fantastico”, che in un eccesso di autostima ed egocentrismo posso anche accettare ridendoci su, è “uomo” a mettermi seriamente a disagio! A volte mi chiedo davvero se e quando lo sono diventato e non trovo mai una risposta concreta. Sull’entusiasmo invece nessun dubbio: ce ne metto tantissimo e il tuo appoggio costante non può che spronarmi ancora di più. Non finirò mai di ringraziarti…

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        1. ma non colpisce hahaha è curativa! Topprt cosa posso fare per “inciuciare” qualcosa pure io e sentirmi utile?

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    1. Lo penso anche io di te, soprattutto per quanto riguarda l’amore per gli animali. Ne ho tantissimo ed è una delle cose a cui un giorno vorrei dedicare più tempo e passione…
      Grazie Ilaria.

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  4. Penso che la felicità sia un insieme di piccole cose. Penso che te hai un grande insieme di piccole cose che ti rendano felice. Penso che è tutto una figata,e te le sei scelte proprio bene queste piccole cose!

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    1. Che la felicità sia un insieme di piccole cose o, forse meglio, di un insieme di piccoli momenti, l’ho sempre creduto anche io. Sta a noi trovarli e personalmente sì, ho fatto una grande ricerca, che continua comunque. Oggi è così e ne sono contento, domani potrebbe entrare altro nella mia vita. Questo percorso (che sembra una cosa un po’ filosofica o da chiesa ma non lo è!) lo auguro un po’ a tutti. Dovremmo tutti fare il possibile per inseguire ciò che ci rende davvero felici, senza farci abbagliare da altro.
      Grazie.

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  5. Io mi incanto a leggerti per come scrivi “bene” e per la particolarità con cui vivi l tua vita: se credi in qualcosa la vivi con passione, ma non vi trovo esaltazione e questo mi piace molto; sono convinta che chi ha passione muove il mondo, l’esaltazione rovina. Tu sei uno di quelli che muove il mondo, con i tuoi gesti, i pensieri, le parole…Mi piaci.

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    1. Così mi emoziono! Sono parole troppo belle per me, grazie. Non so se scrivo bene ma sono certo della passione e dell’entusiasmo che metto nelle mie cose. L’umiltà poi, che senza falsità, ritengo di avere è un dono per il quale ringrazierò sempre i miei genitori. E’ anche per loro che cerco di vivere al meglio e, nel mio piccolo, muovere il mondo che mi circonda.
      Grazie di cuore Fulvia.

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  6. Concordo sullo scrivere a tema e a percorso che è completamente diverso dallo scrivere in libertà. Ricorda di usare i dati persuasivi in quantità industriale 🙂
    Bella, comunque , questa iniziativa e il tuo entusiasmo traspare in ogni rigo. Per questo riuscirai e qualora le cose non dovessero andare proprio come speravi, ti rimarrà una positiva esperienza di vita e di crescita.
    Un saluto,
    Marirò

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    1. Ti ringrazio per il sostegno e per i consigli, ne faccio tesoro. Come ho scritto da qualche parte, per me è già un successo far parte di questa avventura e dare il mio contributo, l’esperienza di crescita la sto vivendo al massimo e sto imparando tantissimo. Sono (siamo) tra l’altro nella fase in cui davvero possiamo e dobbiamo crederci, i consensi e i riscontri positivi ci fanno capire che la strada è quella giusta. Grazie mille.

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  7. E’ una grande soddisfazione, per chi ha avuto l’onere e l’onore, guidare un’associazione di volontariato… inevitabilmente diventa un “figlio” !! in bocca al lupo 😉

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    1. Assolutamente sì, anche se non la guido io, non la guida nessuno. Siamo una piccola grande famiglia in cui ogni cosa è decisa insieme per il bene del villaggio…
      Grazie mille per l’appoggio!

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  8. Quello che fai e tutti i tuoi progetti sono bellissimi!
    ogni tanto si incontra qualcuno che non pensa solo a se stesso!
    Avevo già intuito da altri tuoi post e anche dai commenti che sei un uomo molto perbene e anche una bella persona !
    Ciao a presto
    liù

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    1. Sembra un paradosso ma ricevo molto di più io da quello che faccio per gli altri, per l’Africa soprattutto. Più volte ho scritto che è incredibile lavorare per fare del bene e ricevere tanta gioia e gratificazione da chi non ha nulla. Ci vuole passione ma è davvero facile, dovrebbero capirlo tutti.
      Grazie infinite. A presto!

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    1. Quel “solo” stona un po’ con il mio pensiero. Per me l’importante è avere dei progetti e farli rientrare costantemente nella vita quotidiana. O almeno provarci. Progetti, sogni e passioni. Non credi?

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      1. Il solo sottintende le difficoltà eo delusioni che ciascuno trova per strada.giusto e’ vivere progettando ma credo davvero che sia più importante il viaggio che L arrivo..talvolta il fallimento di un progetto si rivela apparente con il cambiare delle cose.insomma energia razionale positiva e qualcosa di buono viene sempre fuori….cmq vada sarà un successo! 🙂

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        1. Ho imparato che il viaggio è la meta, proprio come dici tu. Già ora sto viaggiando, imparando, conoscendo tantissimo ed è per questo che non voglio fermarmi. Finché avrò l’entusiasmo per camminare, il progetto non potrà ritenersi fallito.
          Grazie davvero.

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  9. Ad occhio e croce mi pare che si… tu sia troppo modesto. La modestia è un gran pregio… ma non quando ci blocca, non facendoci fare le cose che potremmo e vorremmo fare.
    Quindi, mio caro, non cercare di avere fin d’ora ben chiare le cose che dovrai fare. Non è possibile. Le cose nascono pian piano. Ora non immagini cosa fare, ma è normale. Le idee ti verranno. Sii ottimista. Sono certo che riuscirai a portare a termine il tuo “incarico” nel migliore dei modi. Le doti di base ce l’hai.
    P.s.: Beato te. Possibile che quando organizzo io una festa, invece… vengono tutti con le mani in mano e non fanno un cazzo? Ahahahhah

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    1. Sono molto ottimista di solito, cerco di esserlo anche qua. Grazie per i consigli. Ricambierò con una festa a sorpresa!
      Sai perché tutti stanno con le mani in mano e non fanno un cazzo? Perché si conoscono! Invita gente sconosciuta piuttosto…

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        1. Mah. Non ho ricevuto niente… Ricontrollo…

          Ahahah. Ma noooo….Non mi permetterei mai. Al limite ti banno. ..

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  10. Lo capisco molto bene questo tuo sentirti un po’ a disagio davanti ad altri che sembrano fare cose “fighissime” mentre a te, il tuo piccolo, sembra sempre troppo piccolo…
    Capita anche a me. Di non sentirmi abbastanza, ecco.
    Però, fondare una cosa come “Kitchen Party” o dedicarsi anima e corpo a un progetto come “Mamma Africa”, non sono cose da poco, Ale, anzi…
    Dimostri di avere una grande sensibilità e un profondo altruismo. Non sono doti da poco, in un mondo come il nostro, credimi.
    E poi, sono sempre quelli che lavorano nell’ombra e senza le fanfare a fare le cose più grandi… 😉
    Un abbraccio,
    Ila.

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    1. Grazie Ila. Le cose fighissime le stiamo facendo insieme ma, ecco, mi sembra di collaborare in minima parte rispetto a quanto fanno loro che hanno esperienza nel proprio campo. Io invece devo imparare a muovermi meglio in questa nuova dimensione di scrivere. Il vantaggio è che ho più margini di miglioramento. E’ anche vero che non sono cose da poco ma con la passione e un minimo di apertura mentale, chiunque può fare del bene per sé e per gli altri.
      Un abbraccio enorme.

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  11. le cose che ci appassionano, prima o poi finiscono per dialogare anche tra loro … e magari anche “figliare”, sarà una specie di proprietà transitiva, chissà 🙂

    (mi documento meglio sulle due associazioni, chè poi voglio scriverci due pezzi per il giornale on line con cui scrivo. nel mio piccolo, il modo per dare anch’io un contributo 🙂

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    1. E’ ciò che mi auguro e, se figliassero, sarebbe una cosa meravigliosa.
      Mi farebbe davvero piacere se ne scrivessi. E non solo a me. Mamma Africa comunque ne ha più bisogno. Nel caso posso darti tutte le informazioni che ti servono.
      Grazie di cuore.

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  12. Io riesco a malapena a portare avanti il lavoro e la famiglia , casa e palestra. Questa delle associazioni e’ davvero una cosa carina, se fatte seriamente e senza specularci su ( e non sto dicendo che tu lo faccia, assolutamente) ma ci hanno abituato a tutto, purtroppo .
    Coltivare il proprio orticello senza guardarsi troppo intorno fa di noi delle persone “ordinarie” . Quelle “straordinarie ” esistono. Tu sei una di quelle .
    Un grande abbraccio Top

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    1. Sì, hai ragione. Ho avuto modo di conoscere associazioni di volontariato il cui lavoro non mi è sembrato proprio trasparente ed è per questo che alla fine ho scelto la mia. Su tutto quello che facciamo mettiamo la faccia e io ne sono orgoglioso, soprattutto per quanto facciamo in Africa.
      L’altra associazione invece è non profit: il nostro fine è conoscerci, condividere e divertirci. La passione non manca.
      Grazie mille. Un abbraccio grande a te.

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  13. A sentirti leggere sembra che tutto il meglio ti si arrivato per culo!
    E invece deve essere che sei bravo, che hai passione e che la persegui anche con quella determinazione che rende veri i progetti importanti.
    Perchè c’è chi fantastica e c’è chi fa.
    E tu fai, stai facendo, farai.
    Se ti dico che se posso darti una mano lo faccio ben volentieri ti confesso che è per puro egoismo, perchè parli di cose belle, di quelle che la fatica – semmai la sentirai – la sentirai alla fine perchè c’è l’entusiasmo che le fa da contrappeso.
    Una cosa rara Topper, e you got it.
    Buttati e fidati di te! 😀

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    1. Altro entusiasmo lo trasmetti tu con queste parole, fanno veramente piacere. Sono felice di ciò che sto facendo, vedo che cresce, funziona e forse è normale farsi venire dei dubbi sulle proprie capacità, nonostante tutto. Ma è anche l’appoggio di chi sta intorno a dare fiducia, questo conta molto. Per cui grazie! Continuerò a dare il massimo.

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