Mille

GuinnessI mille della spedizione guidata da Garibaldi, quella che conquistò il Regno delle Due Sicilie e porre le basi per la proclamazione del Regno d’Italia, non erano proprio mille. Erano mille e un po’, mi pare.
Le miglia della Mille Miglia, la storica gara automobilistica, ormai più esibizione che competizione, non sono mai state esattamente mille.
“Le mille e una notte”, le novelle, già dal nome si capisce che erano una più di mille e sono comunque un modo di dire.
Il mille, parola, concetto o numero che sia, sino ad oggi nella mia testa non si collegava a molto altro. C’erano le mille lire con Marco Polo una volta, ormai però sono una leggenda, forse non sono mai realmente esistite. Ho sentito dire “vado a mille” per indicare che si sta andando fortissimo ma non so nemmeno bene cosa significhi. Così su due piedi poi mi vengono in mente due film: “Le mille luci di New York” e “La casa dei 1000 corpi” e anche in questo caso il mille è solo indicativo di qualcosa di grande.
Quel giorno invece noi saremo proprio in mille. Precisi, contati, perfetti. Dovremo esserlo, nessuno potrà mancare. L’occasione è unica. C’è un record mondiale da battere, pari a 9 ore, 27 minuti, 10 secondi e 83 centesimi detenuto dal Giappone e la possibilità di entrare nel Guinness dei Primati: mille agonisti, mille nuotatori che, in una mega staffetta di 50 metri a stile libero, proveranno a fare la storia… OK, ho esagerato, una storiella. Un racconto per i nipoti? Beh, sarà comunque un’impresa. Emozionante e divertente soprattutto.
Mille persone sono uno sproposito. Una piazza. Un quartiere di città. Tantissimi, ognuno con il suo spazio e il suo tempo. Avrò i miei trenta secondi di successo, potrebbe essere l’unica competizione della mia vita in cui gareggerò da solo in vasca, senza corsie, senza avversari. Avrò i miei trenta secondi di panico perché un errore, specialmente in partenza, potrebbe compromettere tutta la squadra e novecentonovantanove persone incazzate significherebbero morte certa. Avrò i miei trenta secondi di soddisfazione, a prescindere dal risultato: è anche per eventi originali e speciali come questo che mi faccio ogni giorno il mazzo in acqua e poi è una voce che posso aggiungere nel curriculum.
Nella start list il mio nome figura dopo la 950a posizione, quasi alla fine. Mi illudo quasi di poter essere determinante pur sapendo che non sarà così. Quando mi tufferò sarà già quasi mezzanotte e poco il giudice, l’omino che immagino con il fischietto e gli occhiali, si esprimerà sulla convalida del record. Poco dopo festeggeremo e, tutti e mille, andremo in un pub a farci una birra. Una Guinness naturalmente.

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