Questione di priorità

PrioritaPerché a volte succede che, nella frenesia di certe giornate, rallenti. Non ti stai fermando, hai da fare, vai avanti ma rallenti, come se un impulso fisiologico ti imponesse di prendere fiato e automaticamente, dal nulla, ti portasse a guardarti intorno, e soprattutto dentro, per tirare le somme. Non è un risultato quello che cerchi, solo un conto provvisorio sul tovagliolo di carta, necessario però a capire come stai andando, cosa hai consumato e quanto devi pagare. Allora raccogli le tue priorità in un sacco della spesa, uno di quelli di stoffa ché quelli di plastica ormai sono meno consistenti del velo di una sposa e tu non vuoi rischiare di perderti niente, cerchi un parco, anzi no, una spiaggia, ti siedi sulla sabbia e, bevendo una birra fredda, osservi il sacchetto traboccante mentre un paio di muscoli sconosciuti delle labbra si contrae in un impercettibile sorriso di soddisfazione. Gli occhi sorridono di più. Infili la mano e inizi a tirarle fuori una per una, a caso, procedendo nel frattempo ad una veloce scansione del prodotto del tuo tempo. Tipo codice a barre.
La priorità numero uno è quella che peschi per prima. Non lo hai fatto apposta ma non è un caso che sia la prima ad uscire dal sacco. La esamini in un nanosecondo, va bene, sei soddisfatto. La poggi proprio di fronte alle tue gambe, tra te e il mare. Prendi la seconda, è a posto anche questa, ti stai dando da fare, nessun problema. Vai con la terza, casuale come la seconda e sì, non puoi fare tutto ma anche in questo caso non ti puoi lamentare. Afferri via via le altre, saranno una decina e, quando poi le vedi disposte tutte insieme lì davanti, quasi ti viene voglia di fargli una foto ricordo, se non fosse che proprio i ricordi non sono una tua priorità. Hai tutto sotto controllo, ti ripeti, ma sai che non è vero, del resto non importa. Per fare quello che ti piace non devi controllare alcunché, devi solo viverlo, anche scontrandoti con le difficoltà che, si sa, si superano. O si abbattono. Così, allo stesso modo, ti alzi in piedi e con un saltello scavalchi le priorità che ti metti alle spalle per avvicinarti all’acqua.
Finisci la birra, prendi il sacchetto per rimettere tutto dentro e riprendere il cammino alla velocità consueta. Ed è lì che ti accorgi che la busta non era vuota. Come le caramelle comprate alla cassa che restano sul fondo quando a casa sistemi la spesa. Eppure quello era il sacco delle priorità, non poteva contenere roba di poco conto. Allora lo prendi dalla base e lo rovesci. Avverti un leggero tonfo sulla sabbia. E’ caduto qualcosa. Allunghi la mano e in un attimo ti ritrovi piccolissimo. Sei in una specie di deserto. La riva del mare è così lontana da sembrare un miraggio, forse è solo la linea dell’orizzonte. Davanti a te non vedi altro ma ti volti indietro ed eccole là: imponenti e mastodontiche come grattacieli fuori luogo, ti sovrastano e nemmeno ti offrono l’ombra per ripararti dal sole cocente in quel posto diventato improvvisamente arido e infinito. Sono le tue priorità. Quel qualcosa di dimenticato, minuscolo, rimasto in fondo al sacco e caduto con un tonfo insignificante sulla sabbia, ecco, quello invece eri tu.

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76 thoughts on “Questione di priorità

      1. anche.
        (tu sai dirmi perchè non mi arrivano sul lettore i tuoi post e nemmeno le tue risposte? eppure sono iscritta al tuo blog. è successo da subito, pur accorgendomene in seguito. così ogni tanto devo venire a ‘scovarti’ )

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        1. Non sei la prima che me lo dice. Sul lettore non credo arrivino le notifiche perché il blog non è su uno spazio wordpress.com, anche se uso la piattaforma WP. L’iscrizione va fatta tramite email e quella dovrebbe funzionare. Credo!
          Ad ogni modo, grazie per lo sforzo e la comprensione.

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  1. Non so dare un ordine di importanza alle mie priorità, da qualche tempo non so nemmeno quali siano davvero, ma quel tonfo sulla sabbia l’ho sentito anch’io ed è già qualcosa. Grazie Topper mi fai riflettere sulle cose giuste…

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    1. Penso che, se non sai quali siano davvero le priorità, il tuo tonfo sia stato più significativo. Ma ho anche scritto che quelle cose le abbiamo messe noi nel sacchetto, perché ci piacciono, e solo noi quindi possiamo deciderne il valore.
      E grazie come sempre per le belle parole.

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  2. le priorità che lascio in fondo al sacchetto son quelle che non ho il coraggio di affrontare, e sono là, in attesa di essere guardate e considerate da me, perchè sempre di priorità si tratta.
    è meglio che non le guardo perchè mi sentirei una mezza fallita.
    è meglio portare in spiaggia solo il sacchetto con focaccia e birra và 🙂

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    1. Forse non devi guardarle. Le priorità di cui parlo sono cose che ci piace fare, anche con qualche sacrificio. Gli impegni sono in un altro sacchetto, credo. Concordo però che quello con birra e focaccia non deve mai mancare!

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      1. e quanti sacchetti ci vogliono per vivere???
        ufff 🙂

        (ps nemmeno a me arrivano le notifiche delle risposte, mentre quelle dei nuovi post si)

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        1. I sacchetti sono quelli che riesci a portare!

          Le notifiche delle risposte credo arrivino via mail. Non so se le trovi sul reader… ti ringrazio però per l’interesse ce dimostri.

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  3. Lavorare oper priorità può essere una soluzione. Tenendo presente però che l’ottimo è nemico del buono e a volte, quella che pensiamo essere una priorità è solo la cosa più urgente. A volte invece è solo un discorso di punti di vista e come hai ottimamente descritto tu, anche la grandezze (o la piccolezza) dipendono sempre da dove guardi le cose. Ad ogni modo, l’importante è che almeno ci sia la birra!

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    1. Dare priorità alle priorità non fa per me. Per definizione sono tutte cose importanti e, come ho sottolineato, sono cose che ci piace fare. Quindi non mi riferivo tanto al lavoro o agli impegni che rispettiamo controvoglia, quanto piuttosto a tutto che portiamo avanti con passione ed energia ma che a volte ci si ritorce contro. In questi una birra (ma anche quattro) può far superare ogni difficoltà!

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  4. Bellisiimo, Topper, testo che rende sul serio una sensazione che se si ha la fortuna di avere in tempo ti permette di non dimenticare la vera e unica priorità: vivere la vita pienamente senza mai dimenticare la propria scala di valori. Oggi più che mai condivido questo post.
    Bello, bellissimo! 🙂

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        1. La linea che divide il “purtroppo” dal “per fortuna” a volte è tratteggiata, quindi oltrepassabile. Sì, sei un’eletta perché continui a stupire.

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  5. Avere il coraggio di guardarsi dentro spietatamente, approfonditamente, aiuta a capire quali siano i propri desideri prioritari. Non tutti ne sono capaci, in pochi trovano il coraggio di agire verso quella direzione. Quei pochi io li ammiro.

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  6. A volte a dire il vero me le scordo certe priorità soprattutto quella che ritengo essere più fondamentale: me stessa. Non intesa come egoismo ma semplicemente come fare ciò che fa bene a me. Noi siamo la
    Nostra prima priorità! Bel post( ora vediamo quanti commenti devo scrivere prima di ricevere le notifiche)

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  7. Non so mai quali sono le mie priorità perchè prima ci sono quelle della famiglia ,dei figli etc etc .
    Un post interessante che fa riflettere.
    Ciao Topper
    liù

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  8. Proprio un bel post… Ma che lo dico a fare, in fondo?!
    Sai che dopo anni non ho ancora capito bene per quale strano meccanismo io non riesca mai, neanche una volta, a prevedere il finale? Ci provo, ti giuro, ma poi arrivata a un certo punto smetto di fare previsioni perché la curiosità di arrivare alla fine prevale… ed ecco… mi spiazzi di nuovo! 🙂
    Che dire… le priorità non sono mai state il mio forte, semplicemente perché ne ho sempre avute pochissime, ci starebbero forse in un pacchetto regalo più che in un sacco della spesa. Eppure hai ragione, stranamente, le nostre priorità sono sempre distorte; sembra quasi che quelle fondamentali siano trasparenti, un po’ come queste (http://utenti.quipo.it/base5/geosolid/perleacqua4.jpg); le hai mai viste dal vivo? Non le vedi eppure sono lì, e sono anche belle grosse e importanti, sono polpose e scoppiano di importanza, eppure non ce ne accorgiamo finché non facciamo scorrere via l’acqua…

    Buona serata, TopperTopper!!! 🙂

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  9. Impossibile pensare di vivere al di fuori di noi. Noi, con le nostre paure ed i nostri punti di forza rappresentiamo la priorità maggiore.
    A questo punto ti dico una cosa sola: me la offriresti una birra per brindare alla nostra salute? Grazie..Lila

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  10. Gran bel post, complimenti!
    Nella mia borsa della spesa le priorità (altrui) e come spiccioli le nostre priorità, quelle che vengono dopo, quelle che solo se c’è tempo, quelle che si rimandano a domani e posdomani. E il rischio è di ritrovarli lì, ancora in attesa, al tramonto…
    Buona domenica, ciao 🙂

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  11. E’ bello quello che hai scritto, e vero; spesso ci dimentichiamo della nostra dimensione a favore delle priorità. Ma le priorità cambiano di continuo se vogliamo crescere, e allora ogni volta infilando la mano nel sacchetto la priorità sarà sempre diversa. Se ci ostinassimo a cercare sempre la stessa rimarremmo piccoli e scontenti.

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    1. E’ anche il mio punto di vista. Sono tutte priorità e, se proprio non vogliamo liberarcene, il meglio che possiamo fare è alternarle e distribuire equamente il nostro tempo.
      Grazie Fulvia.

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  12. Già, è vero, infatti non so neanche quanti anni siano ormai!
    Ma va’, mai viste? Di solito vengono impiegate nei vasi di fiori, al posto dell’acqua. Ce ne sono di diversi colori, ma quelli a cui mi riferivo sono trasparenti e nell’acqua non si vedono proprio. 🙂

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  13. Non è mai un caso la prima cosa che esce dal sacco… Può pure uscire per ultima, per assurdo, ma sempre la prima rimane. Le priorità hanno un posto preciso, sono lontane dalle vie di mezzo.
    Buona birretta,
    F.

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  14. e io che voglio fare tutto bene e in fretta? Per ogni priorità sorgono mille problemi e mille paure…ma la vita è così….
    Eppure vivo in funzione del fatto che un giorno non sarà più così….sbaglio??? Spero di no

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    1. Io sono come te e penso che non si possa sbagliare se comunque c’è l’entusiasmo e la passione a guidarci in ciò che facciamo. Però non mi faccio mille problemi e paure non ce ne sono, ho scelto io le mie priorità. Credo che tutti dovremmo imparare a farlo.

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  15. La vita è troppo breve e troppo nostra per lasciare le caramelle in fondo al sacco, per non tornare a respirare il mare.
    Ok, lo ammetto, un giorno anche io voglio stare nel deserto, ma solo per scoprire il silenzio che fa… e chi (o cosa) mi salverà (sai, tendo a perdermi) …

    Un saluto 🙂

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