To do or not to do list

AgendaUn paio di giorni fa ho aggiornato e messo in ordine la mia to do list, l’elenco delle cose che vorrei, dovrei o potrei fare e che non ho ancora fatto. Si tratta di piccole e grandi azioni o desideri, persino sogni che, a parte un paio di eccezioni, ho tutto il tempo di portare a termine o sperare che si realizzino. Tutto il tempo significa tutta la vita ma è chiaro che alcuni viaggi, ad esempio, non posso pensare di intraprenderli quando avrò ottant’anni. Così come l’auto, il letto e il materasso, nonostante svolgano ancora le proprie funzioni discretamente bene, dubito che mi possano aiutare a spostarmi e riposarmi ancora a lungo. Allo stesso modo mi sembra improbabile che io riesca ad assistere ad un concerto dei Pink Floyd o dei Led Zeppelin, senza parlare dei Clash, con Strummer defunto.
E’ divertente però darsi degli obiettivi, verificarli ogni tanto e, se necessario, stabilire delle priorità, specialmente quanto dipendono dal tempo e dai soldi. E anche dalla mia memoria, considerato che spesso mi dimentico pure di consultarla, quella lista, presente tra l’altro qui sul blog. Ecco perché un bel giorno, dopo l’ennesima dimenticanza, ho deciso di creare un’altra lista, meno ambiziosa, meno vitale ma non meno importante. Non è online, si trova su un’agendina bianca a righe che porto sempre con me. Mi aiuta in maniera molto più pratica a non dimenticare le piccole incombenze quotidiane. Con tutte le cose che faccio (e sono tante, lo so), non potendomi permettere una segretaria sexy, perché solo le segretarie sexy fanno ricordare le cose, comincio a perdere colpi. Non ho ancora l’Alzheimer ma comincio ad avere una certa età.
Le agende sono una mia debolezza. Mi piacciono e ne continuo ad accumulare, trovando ogni volta il modo adatto per utilizzarle. Ne ho diverse e solo una è una vera agenda con i giorni e il calendario, la altre sono più quaderni o taccuini da usare liberamente. C’è la Moleskine Lego tascabile con un mattoncino in copertina sulla quale, in codice, appunto tutte le utenze e le password su cui ormai costruiamo il nostro universo. C’è una Death Note, fedelissima a quella del manga originale, su cui scrivo in maniera semiseria della vita e la morte, di Gesù e dio, del diavolo e degli angeli, di Madonna e della madonna, argomenti che mi hanno sempre appassionato per la loro incoerenza. C’è un’agenda-quaderno bianca su cui segno e disegno ciò che mi passa per la testa in qualsiasi momento. C’è la Moleskine nera con il logo aziendale, regalo natalizio per i dipendenti con cui lavoro in ufficio. C’e la Moleskine nera con il logo aziendale (coperto da un adesivo) dell’anno prima, che uso prevalentemente come diario dei miei viaggi e per abbozzare i post che poi pubblicherò qui. Infine c’è il taccuino dell’anno 2004, l’unico con i giorni, che conserva i ricordi più importanti dei miei ultimi dieci anni di vita.
Stamattina ho consultato la to do list spartana, quella dell’agendina bianca. Tra le tante note, ho evidenziato queste, piuttosto rilevanti:

  • bollo auto (è l’appunto più vecchio, infatti i bolli da pagare sarebbero almeno quattro);
  • regalo Gabriele (Gabriele, mio nipote, ha fatto il compleanno a settembre);
  • contatore gas (la mancata comunicazione della lettura nel frattempo ha comportato l’addebitato di costi immorali);
  • libro Max (è il libro di Wishakamax, amico, noto blogger e provolone, che non ho ancora comprato nonostante sia stato pubblicato da mesi);
  • B&B Amsterdam (a giugno vado lì a vedere i Pearl Jam e non so ancora dove dormirò, di ponti sotto cui passare qualche notte però ce ne sono tanti);
  • aggiornare blog! (Col punto esclamativo).

Questi appunti dimostrano che una memoria seriamente compromessa come la mia vada ben oltre le aspettative della to do list. L’ultimo punto è il motivo per cui sto scrivendo oggi, anche se non scrivo mai per forza. Oggi è il momento giusto. Sono rilassato, in vacanza nella città in cui sono nato, lontano da dove vivo, dal lavoro, dagli impegni. Avevo in mente un post profondo, intenso, ricco di argomenti e di ricordi che avevo iniziato a scrivere sull’apposita agenda prima di partire. Avrei solo dovuto correggerlo e ricopiarlo, se non fosse che quell’agenda l’ho dimenticata a casa.

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155 thoughts on “To do or not to do list

  1. ‘Il mondo è lastricato di buone intenzioni’ e di solito è detto in termini un po’ negativi.
    Allora noi traduciamolo in ‘Il mondo è lastricato di sogni e bisogni’ ove la priorità diventa il B&B per Amsterdam ma, qui viene il ma, quattro bolli da pagare azzzz attento ad Equitalia!
    Sai? hai voja a scrivere ma se poi sei scordarello non bastano Moleskine e libretti e nodi al …clinex: ed è proprio questo ultimo inciampi ma mi ha rassicurata sul fatto che il tuo atto di costrizione, qui, conferma che – oddio mica poi alla grande – ma il blog è ag-gior.na.to.

    sherazadenienteintestatuttoscrittodaxtutto

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    1. Quella del bollo è una specie di sfida. L’anno scorso ne ho pagato uno con le more prima di scoprire che il debito era prescritto. Lo stesso dovrebbe vale con due dei quattro bolli che mi restano. Alla peggio cercherò di farmeli rateizzare in comode rate per trent’anni.
      L’ultimissima parte del commento non è che l’ho capita molto bene… però sì, il blog è aggiornato, senza forzature. Anche se non con il post che avrei voluto!

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  2. Sempre bellissimo leggerti; sai dare pennellate chiare e delicate agli argomenti più disparati fra cui questo. Ciò che mi ha attratta del tuo blog tempo fa è stata anche la citata lista.
    Mi è sempre stato difficile farne una; man mano che procedo nella stesura i grandi sogni si mescolano con la quotidianità del pagamento delle bollette e dei bolli dell’auto. Non sono mai riuscita quindi a scriverne una in modo deciso perché ho sempre avuto visioni molto, forse troppo, ampie. La to do list si è sempre trasformata una lista dei desideri.
    Oggi ho acquisito la capacità di avere orizzonti brevi e mi rendo conto di quanto le due liste esprimano in realtà una sola predisposizione, quella del il viaggio di tutti i giorni che include il sogno del viaggio alle Azzorre zaino in spalla e il memo degli auguri da fare alla vicina di casa.

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    1. Proprio adesso, rispondendo ad un commento, ho scritto che per certi aspetti è più una wishlist che una to do list. E’ che non voglio fare troppe differenze. Sono che vorrei fare e ci metterò tutta la passione necessaria per realizzarle, poi si vedrà. Già provarci è una gran cosa da fare.
      Il pensiero sui viaggi lo condivido in pieno. Grazie Ninja.

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  3. Oggi, ma probabilmente risale a qualche giorno fa, ho trovato la comunicazione formale che ho il bollo da pagare. Una cosa in più. Ho mandato i fiori al mio conto in banca.
    A parte questo, non posso che essere impressionato dal numero di agende che hai. Io non ce la faccio ad essere costante con queste cose. Ne ho una ed è quella lavorativa e rimane, in bella vista, sulla scrivania in ufficio. Tutto il resto è fedelmente catalogato nel cellulare. Ed i post partono dalla mente e si fermano sul blog, senza stop da altre parti…
    Forse dovrei procurarmi un’agenda per appuntamenti e scadenze giornaliere… ma so che finirebbe in un cassetto a far polvere. Come sempre.

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    1. L’agenda che ho in ufficio è più un insieme deforme di scarabocchi che un supporto per il lavoro. E così tutte le altre. Non le uso così assiduamente come può sembrare né me le porto dietro sempre tutte. E’ che mi piace scrivere, anche roba senza senso e quando magari mi viene uno spunto per un post preferisco prenderne nota se posso. Raramente ho scritto interi post su carta. Il piacere della penna però è ancora superiore a quello della tastiera, per questo forse ho un debole per la agendine…

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      1. Stranamente la mia agenda lavorativa è particolarmente pulita e con solo cose utili dentro… i fogli sparsi sulla mia scrivania, invece, hanno tutt’altro tenore! ehehe.
        Il feeling con la penna, mi sa, l’ho perso. Io sono molto da tastiera… spesso e volentieri devo tenermi in mente le idee ripetendomele o lasciandole decantare (e, perciò, modificandole brutalmente o perdendole) prima di sedermi ad una tastiera ed avere il tempo di scrivere.
        Gli appunti non li faccio, come non ho un foglio Word dove scrivo la preview di quello che appare su WP… brutta abitudine…

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        1. E’ per il tuo stesso motivo che uso la penna. Quando mi viene un’idea e non ho il computer a portata di mano, preferisco prendere un appunto piuttosto che rischiare di perderla.Questo non vale solo per i post, ma anche per tante altre cose che leggo in giro o, in generale, mi passano per la testa.
          Il foglio Word lo usavo anni fa, quando sul blog non era possibile salvare e ordinare le bozze. Ora forse è inutile…

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  4. Se io dovessi fare una to do list dovrei acquistare una valanga di agende ed invece non ne ho anche una. Forse perché ho una buona memoria? Forse perché a volte sono pigra. I diari quaderni li uso per scrivere le mie poesie, che è meglio. Molto bello quello che hai scritto.

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    1. Ecco, l’hai detto. Hai una buona memoria. Io no e tra l’altro ho proprio voglia di usarle quelle agende, quei quaderni. Mi piace scrivere e riempire le pagine. Se poi concludo qualcosa è anche meglio!

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  5. Topper siamo proprio messi male con i bolli, 🙂 pensavo di essere solo io, per una dimenticanza mi e’ arrivata una multa che non ti dico, mannaggia, pero’ e’ carino quello che hai scritto, mi piace, (compralo il libro di Max, a me e’ piaciuto!), i viaggi sono i nostri desideri piu’ belli, sapessi che bei sogni mi faccio, il bello e’ realizzarli, prima viaggiavo parecchio, in ferie e in questo periodo, adesso un po’ meno, ma verra’ di nuovo il momento, ti mando un grande bacione e buon weekend!!!Laura.

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    1. I viaggi sono una priorità per me. Voglio vedere e conoscere più luoghi possibili e fare altrettante esperienze. Sono certo che tornerà il momento di farli per te e per me arriverà quello di pagare il bollo!
      Grazie come sempre, un bacione a te.

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  6. Io le agende le detesto, però devo dire che un Death Note non lo disdegnerei. Magari non la copia innocua, ma proprio uno con funzioni originali, giusto per…

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    1. Ciao TADS, sembri uno dei miei capi o meglio, uno dei colleghi di HR. In effetti ho qualche capacità organizzativa solo in ufficio, al lavoro. Nella vita di tutti i giorni, non bastano dieci agende per mettere ordine. Forse creano solo confusione.

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  7. Io al massimo faccio la lista delle cose da fare nell’arco della giornata, ma le considero più “indicazioni di massima” che una vera e propria to do list. In quella lista compare la scritta bollo da almeno 4 mesi… 😉

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    1. Il bollo può aspettare fino a 12 mesi ma io sono arrivato a quattro bolli negli ultimi quattro anni. Mi dicono però (devo verificare) che dopo tre anni va in prescrizione. Potrei cavarmela…

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  8. La chiusa del post mi ha fatta sorridere 🙂
    Siamo messi tutti bene con le liste…In questo periodo non ne faccio, per varie situazioni si vive alla giornata, ma ho fatto la lista per questo lungo weekend e su cinque priorità (una era aggiornare il blog, che se mi stacco troppo non torno più) ne ho spuntate una e mezza. Ma siamo a sabato mattina…
    Immagino quante agende hai raccolto negli anni. Io non le butto e rileggerle, ogni tanto, fa sorridere. In una di otto anni fa ho trovato scritto ” -perdere 4 chili per la festa di laurea – comprare bici leggera – riordinare cassetto scrivania – scongelare coniglio e cuocerlo.
    Ho segnato una sola spunta, due sono ancora in attesa, il coniglio è andato kaputt.
    buon fine settimana, ciaooo

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    1. In realtà questa passione per le agende è piuttosto recente. Ma qualche vecchio quaderno l’ho ancora e soprattutto conservo bene i diari di viaggio. Tu mi insegni che certi obiettivi non hanno bisogno di essere spuntati. Capita che un giorno fai quello che ti piace, ti guardi indietro e dici “era da una vita che volevo farlo!”…

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        1. Perché la Norvegia è disabitata. E’ un posto stupendo dove la gente va a fare sci alpino e le crociere per vedere i fiordi. Però non ci vive nessuno.

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        2. In effetti non so se segui il blog. C’è un follow qui sotto e io non sono esattamente su WP…
          Ti farò uno squillo ogni volta che pubblico!

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  9. Delle tante cose che NON scrivo perchè non lo scorderei mai…è quello di viaggiare… per il resto lasciamo perdere che è meglio 😦
    Ho provato a scrivere la lista anche in penna rossa; con evidenziatori multicolor…niente….

    😦

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    1. Ahah, certe cose non si possono dimenticare, altre sono impossibili da ricordare! I viaggi senza dubbio sono tra le priorità anche per me ma voglio farne così tanti che l’idea di scrivere le mete per poterle un giorno depennare mi attirava molto. Sai che soddisfazione?

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  10. certe cose alla fine si risolvono da sole, tipo, un giorno (o un sabato notte) ti potresti sedere sul letto e finire (inaspettatamente) con il culo per terra, capendo che (forse) dovresti investire tutte le tue energie in una battaglia all’ultimo sangue all’ikea (di domenica pomeriggio) per trovare una nuova trave portante d’acciaio (o direttamente un nuovo letto e un nuovo materasso, tipo).
    oppure potresti scoprire che il bollo dell’auto del marito della tua vicina di scrivania scade lo stesso giorno del tuo e potresti convincerla a convincerlo (pagandolo) di occuparsi anche del tuo. anche se poi finisce che cambi macchina e il bollo non scade più lo stesso giorno di quello là, e mi hai appena fatto venire in mente che mi scade questa settimana.
    riuscirò a pagarlo o sarà anche il mio (ennesimo) primo di una lunga serie di bolli insoluti?

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    1. Letto, materasso e bollo hanno in comune una cosa: costano! Per questo faccio finta di ignorarli e restano dimenticati sull’agenda. Con gli stessi soldi preferisco farci un viaggio e infatti adesso va così. La mia vicina di scrivania, oltre ad essere antipatica, ha il marito poliziotto! Fai un po’ te…
      Tu però il bollo pagalo!

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  11. Meno male che almeno mi permette di commentare! 😉
    Ho rinunciato a fare progetti ,anzi uno lo avrei ma per mancanza di volgare denaro non lo potrò mai portare a termine!
    Dato che non posso cliccarlo te lo dico per iscritto :
    Il post mi è piaciuto molto! 🙂
    Un abbraccio Topper
    liù

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    1. Grazie Liù! Ti dirò che quasi tutte le cose che fare io si stanno accumulando per mancanza di soldi. Ne avessi un po’ (molti) di più, avrei già depennato tre quarti di lista!

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    1. La porta d’ingresso della casa in cui abitavo prima era ricoperta di post-it, così – credevo – prima di uscire mi sarei ricordato delle cose importanti. Non ha mai funzionato…
      Però è bello ritrovarne uno dopo mesi, anche sotto il divano. Puoi verificare se quella cosa l’hai fatta o no e, se ci sei riuscita, deve essere una bella soddisfazione.

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      1. Di solito sul post che ritrovo c’è scritta una cosa che mi sono dimenticata di fare.. Comunque ho anche ritrovato pizzini molto vecchi, con appunti di scuola scarabocchiati e ormai quasi illeggibili

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  12. A volte è divertente a volte no, dipende da cosa trovo.
    Leggere i vecchi quaderni di scuola è un po come riguardare delle vecchie foto, a volte ci si commuove a volte ci fanno sorridere
    Non ho più accesso a gran parte di questi ricordi, non sono a casa mia, e negli anni ho imparato a non conservare quasi nulla, per paura di perderla, di non poterla più rivedere.

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    1. Io invece, forse proprio perché ho perso tantissime cose, conservo tutto e, nonostante quello che scrivevo a proposito della memoria, mi ricordo la provenienza di tutto. Sono molto legato ai miei ricordi. Anche il blog alla fine è uno strumento per conservarli.

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  13. Non riesco a conservare le cose, gli oggetti che mi ricordano emozioni.
    Tutto il contrario di quando ero adolescente e conservavo tutto.
    Adesso mi sono rimasti solo i ricordi, ma anche quelli non li tiro fuori volentieri, è come se non avessi spazio o capacità di gestione sufficiente.
    Lo vedi, tendo a rubare spazio che non mi appartiene, parlo di me e invece mi piace molto questo tuo post di liste e agendine.
    Mi piace sapere che sei seduto al tavolo a scrivere le tue cose.
    È un’immagine che ti rappresenta molto.
    E non è una cosa che vedo in tanti.

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    1. A me non dispiace affatto che parli di te, puoi farlo sul mio blog, sul tuo e pure sulla mia agendina. Anzi dovremmo farlo tutti un po’ più spesso, per parlare di noi come in una chiaccherata e non solo tramite post rivisti e corretti.
      Mi piace molto quell’immagine che hai di me. In questo momento è anche vera.

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  14. Sono onorato per un certo numero di motivi, il primo e più importante dei quali è essere considerato un provolone… 😀
    Per il libro aspetta il raduno… 😉

    E faccio un PS, ma come minchia si fa a seguire questo blogghe? Non è basato sul sig. uorpress anche lui? E allora come mai non mi appare la barra nera che invece compare quando vado sul blogghe di claudiappì, che pure lei ciàilsitoconuorpresspuntoorg???

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    1. Bella domanda! Io però la barra che dici tu la vedo solo sul mio blog e non su quello di Claudia. Comunque ora glielo chiedo.
      Si può seguire via mail però tramite l’apposito Follow… Fanno tutti così, credo!

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  15. Ho smesso con le liste, tanto è assiomatico che poi faccio tutt’altro. Come per le ricette non riesco proprio a seguire le istruzioni passo passo, devo sempre inventare al momento e i risultati possono essere sia strepitosi che catastrofici. Brivido dell’imprevisto…

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    1. Nemmeno io sono così meticoloso come può sembrare, non sono in grado seguire un libretto di istruzioni nemmeno per montare una mensola… La lista è più gioco, sfida, piacere di stilare un elenco di cose che si vogliono o si devono fare per controllarle ogni tanto e sorridere se si può depennare qualcosa. Anch’io tendenzialmente sono molto meno pratico…

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  16. Dieci anni fa ne ho fatta una di liste e, a parte una cosa oggettivamente irrealizzabile, sono riuscita a spuntare tutti i punti. Dovrei proprio farne un’altra!
    (Perché mi hai detto dei Pearl Jam?! Perché!? Ora voglio andare anche io!)

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  17. Non faccio più liste, la vita mi ha insegnato a non farle; mantengo solo quella della spesa che, regolarmente, dimentico e quando la leggo mi accorgo di aver dimenticato qualcosa….
    Originale come sempre 😉

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        1. Per la spesa ormai ho una tecnica casalinga: al supermercato faccio sempre il giro di tutti i reparti e così mi rendo conto di cosa mi serve e cosa no!

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  18. è una vita che inseguo le mie To do list con un senso di perenne frustrazione (loro sono sempre un passo avanti a me. o indietro.)
    La mia To do list per il 2013 aveva un solo punto: Mai più fare una To do list.
    Ha funzionato così bene che l’ho rinnovata per il 2014….

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    1. L’importante è non confonderla con la wishlist che è un’altra cosa. Le cose da fare sono da fare, per dovere o per piacere. I desideri sono altro, meritano una lista a parte e lì sì che si rischia di non depennare nulla!

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  19. è la seconda volta in poche settimane che mi ci capita di pensare al concerto dei pearl jam che vidi ad amsterdam nel 2012.

    allo ziggo dome. che è una ròba che lo senti tutto dentro la pancia il concerto.

    mh, chè poi ho dormito da amici di amici in una specie di fattoria a utrecht, con galline anarchiche libere per la cucina e sacchi a pelo in una stanza su in soffitta. c’era un pianoforte bellissimo nella sala che poteva essere quella da pranzo. se ci fosse stato il tavolo. che invece era fuori in questo giardino/orto.

    in effetti è una soluzione deliziosa utrecht.

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    1. Sarà proprio allo Ziggo. Non sono mai stato ad Amsterdam e approfitterò del concerto per stare qualche giorno e visitarla. Non credo che potrò spostarmi molto, resterò cinque giorni ma se hai qualche consiglio di qualunque tipo da darmi lo accetto volentieri.
      Utrecht è un po’ fuori mano ma so che è bellissima. Non escluderei una visita di un giorno…

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      1. io l’ho trovata piuttosto comoda in trenino.
        un’oretta circa. e credo che il trenino fermi proprio a pochi passi dallo ziggo. ci sono trenini ogni ora, e anche dopo il concerto. per dire.

        non avevo mai guidato una bicicletta senza freni, chè si frena pedalando all’indietro. l’ho fatto ad amsterdam.

        il mio consiglio è perditi per amsterdam. utrecht.
        chiedi, osserva, scopri, improvvisa.
        perditici.
        come in ogni posto.

        di solito parto con un biglietto di andata e uno di ritorno, senza nulla nel mezzo.

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        1. Perdermi è proprio quello che cercherò di fare. Del resto lo faccio anche nella città in cui vivo ed è sempre un grande viaggio, anche dietro casa, figuriamoci in una città nuova. Proprio stamattina un’amica che è stata lì pochi giorni fa mi ha detto la stessa cosa sui freni delle bici, non vedo l’ora di provare!
          Abbiamo senza dubbio lo stesso modo di vedere il viaggio. Quel che scrivi è quello che ho sempre fatto.
          Grazie. Manca ancora un mesetto ma ti farò sapere, spero anche di Utrecht!

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  20. la città in cui vivo ha una parte che è fuori, ed è grande. non è la città in cui sono nata, e lo sento che sotto, nelle fondamenta, non ha le mie radici. però non ci sto male. mi piace parecchio questa còsa che ci sono sempre i baracchini che vendono fiori aperti anche di notte. sempre.
    la città in cui vivo ha una parte che è dentro, ed è interminabile, oppure minuscola che a malapena ci entro io, sola, in verticale sulle punte.

    mi piacerebbe somigliasse a la isla del sol sul lago titicaca.
    un posto che non credo esistano occhi umani a contenerlo.

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    1. La città in cui vivi può somigliare a ciò che vuoi se lo desideri. E’ il bello e il brutto di una città non nostra (anche io non vivo dove sono nato): non essendoci le nostre radici, possiamo modellarla e prenderla a pezzi da incastrare per farne un luogo più curioso.

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  21. non lo so, topper. un pò si e un pò no.
    essere in un certo senso apolidi, o sentircisi almeno, lascia le mani libere di modellare, ma anche immobili, incapaci di affondare, qualche volta.
    le radici sono legami. e legare, non forte, ma piano è una còsa bella.
    dà, almeno a me, il senso della cura, del cucire, del suturare.

    c’è un luogo, credo esista per ognuno, in cui ogni odore e ogni muro, è un odore e un muro che sono stati sempre. ancora prima di averne memoria.
    non hanno nulla di diverso nel tempo, ma sono tempo. e spazio.

    qualche volta bisognerebbe stupirsi delle solite cose.

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    1. Credo che più o meno parliamo della stessa cosa, vista però da ottiche diverse. Le radici sono legami e sono una cosa bella ma proprio per questo permettono di muoversi con un limite e di crescere solo in poche direzioni, che spesso non possiamo nemmeno scegliere. La loro assenza d’altro canto può farci perdere ma questo dà anche più libertà di spazio e movimento.
      Tra l’altro, personalmente, è proprio il vivere in un altro luogo che mi permette di apprezzare di più le mie radici.

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      1. è ragionevole.

        ma. poniamo il caso che.
        giorni interminabili in cui la mancanza non è nient’altro che mancanza.
        non mi è facile dare un valore alla mancanza, tipo apprezzabile. o altro. nè declinarla in altro modo che non sia mancanza.

        però ecco, si, insomma. non ti ci volevo tediare,èh.

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        1. Sembrerò un inguaribile ottimista ma, in quei giorni interminabili in cui la mancanza non è nient’altro che una mancanza, possiamo sempre muoverci e rendere terminabili quei giorni. Non si può stare sempre bene ma nemmeno sempre male, soprattutto per nostalgia.

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    2. ..cara rideafa, è una cosa che ho già provato a spiegarti.
      La bellezza che rimane negli occhi dopo averti letta.
      E adesso che parli della capacità di sapersi stupire delle solite cose, mi rendo conto che non sono sempre capace di farlo. E la tua grazie particolare, che hai sempre nel dire ciò che pensi, è sempre stupore.

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  22. mh, topper. di nuovo ti leggo e trovo le còse che dici profondamente condivisibili.

    però, ecco, anche il dolore, il vuoto, la mancanza, hanno un loro dignità. sopravvivono a qualsiasi ottimismo, così come il piacere, la voglia e la serenità, sopravvivono a qualsiasi pessimismo.

    io, secondo me, è un fatto di pieni e vuoti. di tagli e punti di sutura. di posti a sedere occupati e di altri lasciati liberi. di radici e di puntini multiformi a contatto con l’aria, e ogni volta sembrano diversi.
    di coesistenza.

    vetrocolato, madonnina grazie.

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