Nel blu

Nel blu. In Blu. Una volta ci lavoravo e andare in ufficio non è mai stato un problema. Non lo è mai, nemmeno dopo tanti anni. Oggi però è domenica, niente camicia, serve la tuta. La sveglia è sempre la stessa, non suona, arriva e basta. Già ora l’ansia mi prende e mi fa suo. No, non è ansia, è più voglia di qualcosa di buono, è tensione. Una tensione benevola, di quelle che spronano, che caricano. Le azioni che seguono sono quelle consuete, tranne una, la preparazione della borsa.
L’impianto in cui mi trovo è sempre migliore di quello in cui mi alleno. Credo che la mia società abbia una struttura bruttina, non degna della passione che la anima ma è nostra, è viva, è ricca di entusiasmo e nessuno potrà portarcelo via. L’acqua invece è acqua ovunque. Può cambiare la vasca ma l’elemento nel quale tuffarsi e mettersi alla prova, ancora una volta, non varia. L’attesa è snervante, sempre. Sai quando ti chiameranno per la tua batteria eppure il tempo non passa mai. Le gambe tremano, provi a scioglierti. Se è disponibile una vasca più piccola per il riscaldamento, per sciogliersi, la sfrutti. Stavolta no, preferisci restare a secco, come un’auto senza carburante. Me la forza ce l’hai, basta concentrarsi per ritrovarla. Un po’ di stretching è quello che ci vuole. Non sono però solo le gambe a non rispondere, sono gli altri muscoli, quelli che si svegliano in certe occasioni. E no, non mi riferisco a quello. Quello deve restare inanimato dentro il costume. Parlo dei muscoli che improvvisamente diventano di gelatina, nonostante siano allenati. E degli organi, i polmoni in primis, che senza tregua fanno quel che cazzo gli pare. Per non parlare del cuore che già ora batte come se avessi prodotto il massimo sforzo. E poi il fiato, corto, non all’altezza dell’occasione. Eppure dovrei essere pronto. Non lo si è mai in quei momenti. I tre o quattro chilometri di nuoto al giorno non bastano a farti respirare tranquillo. Non sarai mai certo di fare la gara che vuoi, l’imprevisto è dietro l’angolo. O dietro la virata. Mi sono allenato e so io con quanto impegno. So io quanto è difficile la sera lasciare l’ufficio dopo una giornata di lavoro e andare non a casa ma in piscina. Fino al momento più critico, l’ingresso, quando puoi ancora ripensarci, tornare in macchina e fare strada verso il divano. Un paio di volte l’ho fatto. La passione però è sempre la più forte. Varcata la porta a vetri, tutti i pensieri scompaiono e uno solo prende forma: finire l’allenamento.
Dopo tanto studio, arriva l’esame. Credi, a volte più, a volte meno, di essere preparato. Nel giorno del giudizio però ogni certezza vacilla e alla fine si fa strada il solito concetto, quello che in questi casi è diventato una filosofia di vita: come va va.
Ci siamo, chiamano il mio nome. Spero di essere in una corsia centrale, per controllare gli avversari a destra e a sinistra. Intanto li guardo in camera di chiamata. Quello sembra forte, quell’altro non mi darà problemi. Bella cuffia. Quasi mai sono avversari. Spesso si scherza pure in quei frangenti, anche se non ci si conosce. Ci avviciniamo al bordo vasca. Tolgo la maglietta e i pantaloncini, sistemo la cuffia. Gli occhialini non riesco mai a metterli a posto come vorrei. Sono strettissimi, ho gli occhi come i Simpson, forse anche il colorito, ma non devono scivolare né fare entrare una goccia. Il triplice fischio del giudice stoppa pensieri e gesti di routine. Un altro fischio mi dice che posso salire sul blocco di partenza. Gli ultimi velocissimi pensieri si danno il cambio, come in una staffetta, nella mia testa, ancora asciutta e già annacquata. La mano destra, a paletta, non dimenticarlo. La virata, profonda, non uscire troppo presto. Il respiro, mai alla prima bracciata. Sono i miei errori più comuni, per aggiustarli devo ripetermeli all’infinito. Mi piego, vedo solo il blu ad attendermi. Mi ci tuffo. E ogni cosa svanisce.

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202 pensieri riguardo “Nel blu

  1. A me questo post me ne ha fatto venire in mente un altro. In cui parlavi di una gara e di un “avversario” dal costume giallo. Il tempo passa, l’acqua si smuove e si rimescola sulla pelle, ma certe cose non cambiano mai. Le passioni che ci fanno essere noi, è così bello tenerle vive, sempre. Come fai tu.

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    1. Ciao Laura, grazie! Sono le passioni forti che ci permettono di aprirci e il nuoto, al di là di quel poco che ho scritto, mi ha dato veramente tanto.
      Buona serata, a presto.

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  2. Acqua.
    Come per molte altre cose, mi provoca sentimenti contrastanti.
    Io non entro in acqua se non c’è qualcuno di cui mi fido davvero a fianco a me.
    Da ragazzina mi insegnarono a nuotare nel modo peggiore, mi buttarono da uno scoglio nell’acqua alta e via. Imparai. Per forza. Quasi affogai.
    Mi piace l’acqua, lasciarmi andare con il ritmo delle onde.
    Solo con qualcuno a fianco.
    E con qualcuno di cui mi fido diventa meraviglioso.
    Ma a piccole dosi.
    Diciamo che non è il mio sport preferito!
    😉

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  3. Ma che bello questo racconto delle emozioni! Scritto con maestria e sentimento. E poi cosa c’è di più bello di quel blu fonte di vita, di energia, di amore materno? Un pò t’invidio (bonariamente ovvio), perchè io sono una specie di papera, e oltre tutto non posso più tuffarmi e infilare la testa sott’acqua, pazienza.

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    1. Beh, io adoro stare sotto l’acqua ma anche sopra e dentro. Il nuoto credo sia stata una naturale conseguenza di queste mie sensazioni di benessere. Anche sotto la doccia pensa che sono capace di starci un’ora…
      Papera o no, l’importante è che ti piaccia. Non è necessario saper nuotare per stare bene a mollo!

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  4. Scusa, tre-quattro km al giorno?? Ammazza! Bello questo post,emerge tutta la passione che può nascere facendo qualcosa che ci piace! Io adoro nuotare ma la piscina non so perché mi sta “stretta”( o forse non è la piscina è la cuffia!)

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        1. Tutto! Però aspetta prima voglio vederti con i capelli!!! Ma poi ce la faresti a tagliare tutto? È la seconda volta che parliamo dei tuoi capelli secondo me ne vai fiero.

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        2. Mah, dei capelli non mi frega molto. Vado fiero della mia bellezza adamitica e del mio humor inglese. Nonché di tutte le minchiate che dico. Ma posso tagliare anche quelle.

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        3. non è vero, mi mangerebbe e digerirebbe (e mi fermo qui) e forse potrebbe tenere qualche osso per pulirsi i denti.

          Mi faccio adottare da un elefante.

          Ma tu li hai mai visti i leoni in africa?

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        4. Potrebbe essere. Comunque il paracadutismo è un’esperienza che non mi dispiacerebbe provare una volta nella vita (anche perchè non so se atterro viva).

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        5. Peccato che quando avrò 90 anni tu sarai morto di vecchiaia da anni e anni.Come ultima cosa da fare? Ok. Poi se sopravvivo però devo escogitare altro.

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  5. il mio secondo nome è accidia, eppure “incredibilmente”, ho fatto piscina per dieci anni. il nuoto è stato l’unico sport che sono riuscita a praticare, con costanza e passione. quasi sicuramente perchè l’acqua non è uno sport, è un modo di essere, di approcciarsi alla vita, alle cose

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  6. Mi sono sempre chiesta cosa provino i nuotatori prima dei fatici fischi..Sono stata rapita dalle tue parole.”Mi tuffo nel blu e ogni cosa svanisce”…come quando vado in montagna e spalanco le braccia verso l’infinito blu del cielo..e mi sento libera e leggera.Il blu.Nel blu.

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        1. Ma no, anzi potremmo avviare insieme una sana e florida attività. Tu conoscerai sicuramente dei meccanici in zona. Io so dove mettono le chiavi i proprietari delle auto.

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        2. Non eravamo mica sott’acqua la prima volta che ci siamo visti. O sì?

          Comunque, scherzi a parte, volevo dirti che fra tutti gli autori di questo blog tu sei il migliore.

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        3. Non credo perché io sott’acqua non parlo con nessuno.

          Non posso darti torto. Sono autore anche su Ritroviamoci e lì c’è uno migliore di me.

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        4. Sai il detto “acqua in bocca”… era una battuta riferita a quel detto.

          La seconda affermazione era: “il migliore”, per definizione, non può contemplare un altro migliore. Sarebbe una contraddizione in termini.

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  7. Che bella cosa le passioni!Davvero ci si dimentica di tutto.
    Leggendo il titolo del tuo post mi sono ricordata di averne scritti ben due di post ” blu”. Amiamo lo stesso colore, lo stesso elemento. Beh, da buona isolana quale sono potrei non amare il blu?

    Complimenti per il bel post. Scritto col cuore.

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    1. Credo che dovremmo avere tutti almeno una passione diversa da quelle, sacrosante, che possono riservarci gli affetti e i sentimenti. Questa per me è fondamentale, mi aiuta, mi sprona, mi dà forza ed entusiasmo. Soprattutto mi permette di mangiare quello che voglio senza preoccuparmi di ingrassare!
      Grazie come sempre per le belle parole.

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  8. Topper, harahel, ma che gigerrimi che siete?!
    GIGERRISSIMI!
    Dunque, stamane ero al lavoro, con il solito entusiasmo e la solita grande voglia che mi contraddistingue.. Via, mi facevo due palle così, e controllicchiavo ogni tanto wordpress, ma non potevo farlo apertamente perché il super capo supremo mi tallonava.. Ma io ogni tanto mi connettevo lo stesso, così, per spregio e perché mi avete fatto ammazzare dal ridere!
    Belli loro!!

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  9. Ho sempre i soliti problemi a commentare sul tuo blog, solo sul tuo.
    Uf. Comunque, volevo dire che tu e harahel mi avete fatto SFRANTICARE dalle risate stamattina. Vi sbirciavo di nascosto dal capo supremo che secondo me selè pure intagliata Che ho banfato tutta la mattina.. Eh eh!
    GIGERRISSIMI!
    😉

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  10. Beh in realtà ogni piscina ho sempre notato avesse una concentrazione di cloro diversa; in ogni caso a me le gare mettevano sempre estrema ansia, soprattutto quando si andava alla piscina olimpionica che non finiva mai la vasca. Ah, io gli occhialini non li ho mai usati 😀

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