Questo lo ignoro

Mellon collie and the infinite sadnessL’ignoranza è una brutta bestia, a tutti i livelli. Che si tratti di un alunno interrogato e impreparato o di un omofobo del cazzo, l’essere ignoranti comporta come minimo un certo disagio. A scuola, all’alunno stesso e a volte anche all’insegnante; nel caso dell’omofobo (xenofobo, razzista e via dicendo), il fastidio è suo, della persona oggetto di quel pensiero deviato e pure di chi lo circonda, sempre che non sia altrettanto ignorante.
Proprio ieri sera ho letto un post di un mio carissimo amico che si lamentava, per così dire, dei “criminali” di colore liberi di circolare e far danni nel nostro paese. Beh, non usava proprio questi termini ma era chiara l’idea e io so bene che quel mio amico, in tal senso, è ignorante. Ci sono rimasto male, eppure non ho esitato a fanculizzarlo.
Ho riportato due esempi, forse estremi, di una piaga sociale che ha innumerevoli sfaccettature. L’impossibilità di capire il dialetto di quel remoto villaggio africano in cui mi troverò fra due settimane mi rende ignorante e mi infastidisce. Non potrò chiaccherare con i bambini. Peggio, non parlo nemmeno il francese – lingua ufficiale in Burkina Faso – e, se anche trovassi lì qualcuno un po’ più colto, non potrei comunque parlargli come vorrei. Poi c’è la loro, di ignoranza, e quella mi fa incazzare ancora di più: spiegargli e inculcargli elementari norme igieniche è un’impresa ardua ogni volta e la formazione non finisce mai. Fa parte del gioco, è dura, me la prendo, mi rattristo, soprattutto quando le conseguenze sono gravi, ma non mi arrendo. E il punto è sempre quello: la mancanza di conoscenza è uno degli elementi principali di tante disgrazie e può uccidere.
Io proprio lo scorso sabato ho pensato al suicidio per colpa dell’ignoranza, la mia.
Da tempo immemore aspettavo il momento in cui avrei potuto sedermi sul divano, chiudere gli occhi e sentire la musica. Una cosa apparentemente normale, se non fosse che io volevo ascoltarla con un giradischi. Era da anni che ne volevo uno ma, tra una spesa e l’altra, non trovavo mai i soldi per comprarlo. Ne avevo persino preso uno in Giappone, usato, peccato che non sia riuscito a farlo funzionare in Italia per tutta una serie di problemi tra i quali il voltaggio e la presa di corrente. Roba da ignorante appunto. Avevo pure due – solo due – vinili favolosi che aspettavano di essere poggiati sul piatto, due dei più bei regali che abbia mai ricevuto. Niente.
Dopo le vacanze, in preda ad un raptus da shopping compulsivo, ho acceso il PC, ho puntato verso Amazon e l’ho comprato. Carta di credito e vaffanculo, poi si vedrà. Il giradischi da solo non serve a niente se non è supportato da due casse e un amplificatore. Presi pure quelli.
Sabato mattina mi ritrovo a casa come un bambino il giorno di Natale. Nemmeno il tempo di lavarmi la faccia ed eccomi per terra, in mezzo agli scatoloni, a pregustare il mio primo giradischi. Scarto, disimballo, apro, cerco, monto, collego. Leggo. Rileggo le istruzioni. Qualcosa non torna. Sarà una sciocchezza, mi dico. Rileggo. Non può essere così. Rileggo ancora. Dopo un’oretta mi arrendo. Ho sbagliato tutto. Sia le casse sia il giradischi non si possono collegare a quell’amplificatore. Cazzo. No, cazzo no, più disperazione direi. Disperazione e ignoranza di fondo. Sarebbe bastato leggere due righe prima di comprare e non mi sarei ritrovato a tentare il suicidio.
Un attimo prima di premere il grilletto però mi si accende la lampadina. Vado a studiare. Mi informo, ascolto, imparo. Divento un po’ meno ignorante. E collego. Collego tutto, cavi, pensieri e istruzioni. Per le casse ho poco da fare, funzionerebbero pure ma sarebbero sprecate, dovrò sostituirle. Il resto però può andare più che bene. Poggio tutto sul tavolo, recupero due casse ridicole da un lettore CD e accendo. Momento di gioia. Prendo il disco uno di Mellon collie and the infinite sadness e, per la prima volta in vita mia, assaporo la sensazione di estasi che milioni di persone prima di me hanno vissuto nel sentire un vinile gracchiare sul piatto.
L’ignoranza uccide ma la cultura ti può salvare la vita.

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73 thoughts on “Questo lo ignoro

  1. Lo dico piano piano, perché poi magari t’incazzi e non vorrei mai..
    Devi sapere che io ho un sacco e una sporta di vecchi vinili.
    The boss, Battiato, Venditti, Tina Turner, Beatles, De Gregori..
    Eppero’ non ho un giradischi..
    Uf, sommo skazzo.

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    1. Sì, infatti mi sono incazzato e per due giorni non ti ho voluto rispondere. Ora però, a mente serena, penso che possiamo trovare un accordo: io ho il giradischi, tu i dischi. Io amo il giradischi e ho penato per averne uno funzionante, tu no. Oltretutto, a parte forse Venditti ma nemmeno tanto, mi piacciono tutti i “musici” che hai citato. Quindi fai un po’ te…

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        1. Dunque vediamo..
          Born in the usa non si tocca, Venditti è prestabile, Guccini chi lo tocca muore.
          Battiato e Finardi molto condivisibili, pure Beatles..
          Mozart e Beethoven, in generale la classica è meravigliosa (lo sarebbe se possedessi un giradischi) da ascoltare così.
          E’ che non mi si staccano dalle mani Topper, s’avvinghiano alla proprietaria..
          Se fai il bravo, ti posto LA FOTO di it’s only rock’n’roll ..
          :-). :-). :-). 🙂

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        2. Ecco, per tornare al post, posso dire che in materia di musica classica sono pressoché ignorante. Ma il giradischi mi aiuterà ad approfondire perché è vero che la classica sul piatto ha tutto un altro fascino.
          La cover di quell’album è bellissima. Mi posso accontentare. Per ora!

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  2. Ho ancora tutti i vinile dei miei e i miei…mai potrei separarmene; il giradischi si è rotto 10 anni fa, ma non ho voglia di ricomprarlo, quello era speciale per affetto e per modello e colore.
    Complimenti per la testardaggine e sopratutto per la cultura, la tua, con questo scritto la dimostri.

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    1. Ti ringrazio ma io, giuro, mi sento quasi sempre in difetto socio-culturale rispetto alle persone con cui vivo e mi confronto, gli amici di tutti i giorni e del blog. Il che credo sia un bene perché mi spinge a imparare, crescere e migliorare. Però, nonostante la mia fame di sapere, a volte è dura non saperne quanto gli altri e me ne accorgo nelle piccole cose, come ad esempio quella del giradischi. Poi sì, su altri argomenti magari sono io a saperne di più ma il rapporto tra conoscere e non conoscere, per come lo vedo io, non mi sembra mai equo.

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  3. Sono molto contenta che alla fine tu non abbia compiuto l’insano gesto, devo dire che per un giradischi l’avrei trovato anche un pelino esagerato.
    Ma lasciami spezzare una lancia in favore dell’ignoranza, che è un’ottima scusa per evitare di fare cose che non ti va di fare, specialmente se puoi sbolognarle a qualcun altro.
    Esempio pratico: ci sono da gestire le manutenzioni, tagliandi, revisioni e non so cos’altro del parco macchine familiare, cose verso cui ho sempre avuto avversione? “Fai tu amore, che io di queste cose non sono pratica”. Comodo no?
    Lui invece sostiene che di bollette, estratti conto, tasse, assicurazioni eccetera non ci capisce niente, e in effetti come potrebbe, visto che non le guarda neanche da lontano? Appioppa il tutto alla sottoscritta, e il problema è risolto.
    A volte l’ignoranza conviene.

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    1. Come darti torto! Il tuo (vostro) è un meccanismo perfetto. Ma voi siete in due. Io il giradischi a chi avrei potuto farlo comprare, collegare, scollegare, ricollegare, riscollegare e tutto il resto? Il massimo che ho ottenuto è stato l’aiuto di un amico per telefono e in effetti è stato utile.
      OK, ho capito. Mi devo sposare.

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  4. si si si e ancora si
    La conosco quella splendida sensazione di appoggiare la puntina sul disco e godere di quella splendida sensazione
    Lho fatto a casa mia, quella appena ristrutturata in centro, lo stereo era il mio, sai com’è, c’ho un’età, con tanto di casse di legno enormi e bellissime , amplificatore e piatto che solo per farlo riparare mi è costato 180 euri!
    L’ho montato io, nel senso che l’ho assemblato con i cavi e sistemato dove avevo sempre immaginato. Ora è casa
    un abbraccio Top

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    1. Se prima ti stimavo, adesso sei il mio mito! Sì, sì, sì e ancora sì. E’ bellissimo quando qualcuno ti capisce e prova le tue stesse sensazioni. Ora dobbiamo solo accordarci sulla musica!

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    1. E tu lo chiedi ad un ignorante? Non ne usciremo mai.
      Da quanto mi dicono altri blogger più colti di me, c’è il “follow” in basso a destra e il “segui” a lato, che poi sono la stessa cosa e che pare tu abbia già utilizzato. Con gli altri funziona e mi fa enorme piacere che tu mi segua.
      Al limite ti scrivo io direttamente ogni volta che pubblico!

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  5. ah, no, eh! No, per carità…perchè se qui tiriamo in ballo la tecnologia che galoppa come un cavallo imbizzarrito (cavetti, spinotti, usb, ubs, bsu, … … ….), io mi posso sotterrare. Diciamo che in questo campo sono incolta tale da non sapere da dove iniziare! e non dirmi che leggendo e studiano i manuali e i foglietti illustrativi mi acculturo e imparo! Arabo. Quel poco che so fare l’ho imparato per (disperati) tentativi ed errori (e che errori…).
    Verissimo che di fronte alla conoscenza e alla cultura ci si sente piccoli piccoli. Il discorso sulle lingue la dice lunga ed è un grandissimo ostacolo di comunicazione, di apprendimento, di contatto.
    La conoscenza è la chiave di tutto. E concordo:l’ignoranza può uccidere.

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    1. Bellissimo commento il tuo, almeno nella seconda parte! Io non è che litigo con la tecnologia, è che non riesco (perché non mi va) a starle dietro. A meno che non mi interessi qualcosa in particolare, come è successo con il giradischi. Che poi la tecnologia dovrebbe essere proprio fatta per noi ignoranti: premi un tasto e via. Altrimenti, se devi collegare, montare, smontare, sudare, cambiare e così via, che tecnologia è? Non è progresso, è solo stress.
      Quando alla cultura, ho buttato lì il mio punto di vista in due parole. Ma il concetto è molto più ampio e profondo e tu lo hai colto. L’esempio delle lingue e della comunicazione in generale credo sia il più pertinente in assoluto.

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  6. Infatti, il detto “beato a te che non capisci un cazzo”, ha un senso per soffrire di meno da vivo, ma, sono d’accordo, l’ignoranza può farti ritrovare morto senza nemmeno accorgertene. Che poi, oh, per come la vedo io, non capire un cazzo, è un po’ come essere morti senza saperlo. Non basta respirare per essere vivi. E tutte le volte che ne abbiamo la facoltà dovremmo cercare di migliorare. E comunque io preferisco capire, sapere, anche se poi sono costretto ai bruciori di stomaco. Non sai quanti errori ho fatto in passato per via della mia ignoranza, quante scelte stupide, quante idee sbagliate. E quanto sbaglierò ancora. Ma, come si dice?, è la consapevolezza e l’impegno che contano, no? (Senti, una seria, secondo te Masini cosa ne pensa di tutta questa storia?).

    Mio padre, quello che ho mandato affanculo di là, ha lasciato a me e ai mie fratelli circa mille vinile (era un folle spendaccione e appassionato di musica). A me la sorte (abbiamo fatto l’estrazione dei bigliettini) ha accordato due mega raccolte: “La storia del rock” e “Il Jazz”, e altri vari sparsi. Per un periodo lo facevo, mi ero ripromesso di ascoltarli tutti, per farmi una cultura, mica per altro, ma poi il tempo e la pigrizia…
    Comunque il vinile, sì, ha un fascino pazzesco.

    P.s. volevo dire un’ultima cosa, Masini: prrrrrrr!

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    1. Come sempre mi offri innumerevoli spunti di riflessione. Questa è una cosa che apprezzo tantissimo in coloro che scrivono come fai tu e rientra proprio nella mia idea di cultura, legata alla crescita, all’imparare e al migliorarsi sempre.
      A me non piace sbagliare. Odio sbagliare. E’ per questo che, prima di inserirmi in un qualsiasi contesto a me ignoto, preferisco informarmi. Cosa che in merito al giradischi non ho fatto. O meglio, avevo fatto se ricordi solo per il giappodischi, quello che ho dovuto mettere da parte. Per quello ho studiato e ho capito che mi conveniva comprarlo nuovo. Per quello nuovo non ho studiato e ho sbagliato e, come dici tu, ho avuto i bruciori di stomaco.
      Peggio è il confronto con gli altri. Lì entrano in gioco altri sentimenti ed emozioni ed è tutto ancora più difficile. Il discorso sulla cultura e l’ignoranza, sulla necessità di conoscere e imparare è davvero ampio e io, non essendo così colto e volenteroso da scriverci un post, ho solo dato il mio punto di vista. Fa piacere poi trovare commenti che rafforzano e arricchiscono la stessa idea.
      Ma secondo te Masini pensa? Lo stiamo prendendo per il culo da mesi perché ha scritto e cantato musica pessima, per i capelli, per la sfiga, per la depressione e per tanto altro. Qualcosa che lui ha fatto è sempre presente in tutto quello che scriviamo. Vuol dire che è avanti. Anni luce. Potremmo dedicare le nostre attenzioni a qualcun altro. Povia per esempio, uno di quelli che spero venga trafitto da un giavellotto mentre dà da mangiare alle colombe.

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  7. Uh, adoro, e su vinile deve essere ancor più uno spettacolo.

    Io comunque sono esattamente il tipo di persona che quando non sa bene cosa fare o cosa dire, non fa un cazzo.
    Non sopporto, in generale, risultare approssimativa, sostenere idee vaghe e generiche, lanciarmi in cose non si sa bene come o perché. E l’ho sempre trovato un mio grosso limite, perché una roba paralizzante.
    Perché gli slanci più generosi sono sempre quelli meno definiti, più acerbi, più a cazzo. E studiare, non sempre si può.
    Anche se mi ha salvato il culo tante volte, continuo a considerarlo un grosso limite.
    E nella mia vita, a volte, gradirei un pizzico di ignoranza che è anche un pizzico di Imprudenza. Chiudere gli occhi e sperare che vada tutto bene, solo perché doveva andare così.

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    1. Credo di essere come te, soprattutto per quel che riguarda il dire: se mi sento a mio agio e ho quindi degli argomenti, anche quando sono da solo, va bene, mi butto in qualsiasi conversazione o approfondimento, fosse anche solo per imparare dagli altri senza sembrare un ebete. Nel caso contrario invece, non dico un cazzo. Ascolto e, peggio, inizio a vagare con la testa. E’ vero, paralizza e proprio per questo apprezzo, pure negli altri, la conoscenza.
      Per il fare invece il discorso cambia un po’ perché spesso mi cimento in compiti di cui ignora praticamente tutto, forte del concetto “sbagliando s’impara”. Però sbaglio pure qui perché, con tutti gli errori che ho fatto, dovrei essere vicino alla perfezione ormai e invece…
      Tutto ciò, il tuo e il mio commento, fosse venuto fuori da un vinile, sarebbe stato un bel dire.

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  8. io riesco, ancora, a sentirmi ignorante praticamente ogni giorno della mia vita.
    e la cosa mi manda totalmente in paranoia.
    poi mi guardo intorno e mi sento meglio.
    allora prendo un libro e tento di allontanarmi da loro ancora di più.

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  9. Era un po’ che non passavo da queste parti, così mi son letta i tuoi ultimi tre post e sono giusto in tempo per augurarti buon viaggio. L’ignoranza è il peggior male del mondo ma mi sembra, ahimè, che non ci sia rimedio. Dovrò comprare sto benedetto “La collina dei conigli”: ultimamente me ne parlan tutti.

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    1. “La collina dei conigli” non lo considero un capolavoro ma mi è piaciuto, sicuramente è originale e coinvolgente.
      Per il resto, grazie. Manca ancora una settimana alla partenza, forse dovrei iniziare ad organizzarmi…

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  10. Caro, non suicidarti, io ho un sacco di vinili e anche un giradischi, dentro ad una casa sul lago. Voglio dire, suicidiamoci insieme ascoltando i Duran Duran dei tempi che furono.
    Io ho anche già scelto il vestito per il mio sucidio, ❤

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    1. Tu soprattutto hai la casa sul lago, il che è un buon motivo per rimandare il suicidio a data da destinarsi. Però quel vestito e quel giradischi possiamo sfruttarlo lo stesso. Attendo invito formale.

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  11. usciti dall’analfabetismo… l’ignoranza è quanto di più relativo possa esistere, mi aggancio al primo passaggio del post, se l’integrazione razziale è un punto di conquista civile siamo su un livello nobile, se l’integrazione razziale è dovuta al bisogno di rafforzare il patrimonio genetico (in progressivo indebolimento) dei caucasici, ci troviamo di fronte ad un disegno diabolico di portata epocale (la più becera forma di razzismo ipotizzabile).

    la cultura non è nozionismo, è capacità di elaborare, vedere oltre, l’ignoranza (intesa come non conoscenza) non inficia l’intelligenza, meglio un ignorante arguto che un “acculturato” ottuso. Ma anche sull’intelligenza ci sarebbe da discutere, ti riporto un passaggio del mio ultimo post: ““l’intelligente è semplicemente un individuo una ‘nticchia meno idiota degli altri”. E’ il cratere che erutta genialità a fare la differenza, cratere allocabile tra le doti innate, inutile scavarselo in proprio.”

    Credo comunque di aver colto il passaggio semi-ironico che chiude il post 😉

    buona domenica

    TADS

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    1. Ti rispondo in ritardo perché sono stato impegnato altrove. Mi piace molto la seconda parte del tuo commento ed è una perfetta integrazione al mio ragionamento, oltretutto scritta ed espressa con parole decisamente migliori delle mie. Anche io, in tal senso, ho tanto da imparare e da fare per ridimensionare ‘nticchia la mia ignoranza.
      Grazie.

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  12. L’ignoranza è grave solo a certi livelli e in certi ambiti, di fatto tutti siamo e saremo sempre ignoranti riguardo a qualcosa e ben venga che sia così perché è uno stimolo per imparare e mettersi in gioco. Quindi si tratta di una situazione ” curabile”, volendo. Quello che mi spaventa di più sono la stupidità e la cattiveria, qui non c’è rimedio. Metti insieme le tre cose e invece di una persona civile avrai una mina vagante.
    Il vinile ha un fascino tutto suo, io vorrei un gramofono!
    Analogico batte digitale 1-0! 😀

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    1. L’ignoranza di cui parlavo può essere letale a qualsiasi livello, anche se uccidesse solo una piccola idea. Ma è vero, alla stupidità e alla cattiveria, che possono essere anche peggiori, è difficile rimediare.

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  13. Io ho un sacco di dischi che i miei genitori hanno collezionato durante la loro gioventù. Tantissimi, e troppo fighi anche. Mio padre è un genio, quando si parla di musica, però che nessuno si permetta di farlo cantare (potrebbero sanguinare le orecchie). L’unico problema è che abbiamo un giradischi vecchio, bellissimo da vedere, ma rotto. Diciamo che sta lì, a fare da arredamento. Un giorno spero che qualcuno si decida a sistemarlo, una volta per tutte! Quei dischi mi fanno tenerezza, stanno lì, tutti impacchettati, a prendere polvere. (I Pink Floyd e la PFM non vorrebbero questo, no no).

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    1. Nooo, non puoi dirmi questo! Hai vinili così che stanno facendo la polvere?! Meglio che io non sia tuo amico e che non sappia dove abiti, sarei già venuto a prenderli “in prestito”…

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        1. E’ già un passo avanti. Anzi due. Non sei nella stessa casa dei vinili e dai già per scontato che me ne approprierò! Benissimo. L’Africa poi è grande.

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        2. Chi se ne frega… ultimamente ho fatto delle maratone qua ma anche in altri blog. E’ divertente anche questo. Ridere e scherzare liberamente. Come un giro in mongolfiera.

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