Thriller

Patty e SelmaCerte abitudini sono dure a morire, come Michael Schumacher. Non solo le vecchie ma anche le peggiori abitudini, quelle che vuoi e non puoi, quelle che, se pure riesci a modellare, non diventano mai morbida creta tra le tue mani. Mentre centinaia di editori attendono con ansia la fine, dell’uomo e dell’anno, per mandare in stampa ogni genere di pubblicazione che lo possa riguardare, lui, già ex, lotta tra la vita e l’immortalità: se vince, sarà osannato come un dio indossando, nelle immagini che per giorni saremo costretti a digerire, la tuta rossa da supereroe; se perde, troverà posto, trionfante, nell’Olimpo dei più grandi di tutti i tempi, accanto a Mandela e Lady Oscar, e le pose con la tuta rossa si moltiplicheranno all’infinito, nei secoli dei secoli, amen. Temo già l’ondata di libri che potrebbe travolgere gli scaffali e le mensole del pianeta ed influenzare le scelte dei prossimi volumi da regalare. Il mio personalissimo vantaggio in tal senso è che il Natale è appena passato. E in ogni caso tifo per la vita, sempre e comunque, per chiunque.
Il periodo natalizio puntualmente lo trascorro a casa dei miei. Prendo un aereo qualche giorno prima, arrivo e la sera stessa inizio a mangiare. Così, senza pausa fino alla ripartenza, vale a dire tra poco. Tra un’abbuffata e l’altra, che sia una colazione in solitudine a mezzogiorno o un pranzo pomeridiano in mezzo agli altri, posso solo poltrire e con un grande sforzo di volontà digiunare qualche ora, riprendermi e poi uscire per incontrare gli amici, quelli vecchi come le abitudini. Il problema è che ci sono pure i parenti e a quelli non si sfugge nemmeno se corri più forte di Schumacher o resti nascosto sotto le coperte.
Ho due zie, Patty e Selma. Esatto, proprio quelle, le cognate di Homer. Sono uguali in tutto e per tutto ai due personaggi dei Simpson: peso, volume, permanente, sottile acidità, colorito giallo, tono di voce, prepotenza, teledipendenza e persino il fumo qualche anno fa, prima che smettessero. In merito alla peluria delle gambe non ho elementi per valutare e spero di non averli mai. Una è stata sposata, l’altra c’è andata vicinissima, due volte. E per vicinissima, poverina, intendo proprio all’altare. Nonostante siano molti gli aspetti del loro modo di fare che non condivido, non posso parlarne male. A parte i miei genitori, sono gli unici parenti che si preoccupano di farmi trovare un regalo sotto l’albero. E ogni anno, da almeno dieci, io so bene cosa aspettarmi. Un libro. Ogni volta. Puntuale come la mezzanotte del ventiquattro. Per carità, fa sempre piacere ricevere un regalo di questo tipo. Il punto è che, malgrado cambino le dimensioni, la confezione, il colore della carta, la busta, il titolo e l’autore, non c’è verso, nella maniera più assoluta, di cambiare il genere che è e resterà sempre lo stesso: il thriller. Termine che non può non ricordare un altro Michael defunto.
La zia Patty legge parecchio, nei momenti in cui non guarda tennis e automobilismo in televisione. Sì, tennis e Formula Uno. Federer e Schumacher sono i suoi idoli, forse perché somigliano ai suoi quasi mariti. Legge di tutto e sa che anche io, con l’unica eccezione dei romanzi d’amore e dei miei due libri neri, Infinite Jest e Delitto e castigo, sono capace di leggere qualsiasi cosa. Ha preso l’abitudine di regalarmi i libri che finisce e chissà per quale oscura ragione – probabilmente perché non ho il coraggio di contraddirla – si è convinta che io sia un grande appassionato del genere e di tutte le sue derivazioni, dal thriller fantascientifico a quello politico, da quello giudiziario a quello psicologico. Ogni volta che torno per le vacanze, ne trovo sul comodino una decina, impilati, pronti per essere messi in valigia e portati a casa.
La zia Selma, sorella telepatica della zia Patty, non è da meno. Immagina di aver intuito qual è il genere che preferisco e a Natale non perde occasione per regalarmi anche lei un bel thriller. Lei però, finite le feste, sparisce fino all’anno successivo. Il suo è un thriller simbolico, solo a Natale. Poi diventa giallo, poiché nessuno sa che fine faccia.
Quest’anno non è andata diversamente e così, tra volumi nuovi e usati, andrò via con una serie di perle che vanno da Corpi freddi a Gli occhi del terrore, titoli che già sanno di polvere sulla copertina e che ho appena inserito su Anobii. Mi piace tenerne traccia e in questo modo ho la possibilità di ricordarmi quali libri ho comprato, quali ho letto, quando, quanto li ho apprezzati, quali non ho ancora sfogliato. Ormai però la mia libreria è sporcata da una quantità immane di thriller che, seppur costantemente etichettati come “non iniziato”, mi fanno sembrare un lettore seriale di thriller, un serial thriller insomma.
Ecco, io spero che Schumacher ce la faccia. Spero che ce la facciano tutti quelli che lottano per un domani. Spero che ce la facciano tutte le potenziali vittime dei thriller che non leggerò. Questo 2013 merita di avere un finale tranquillo, senza suspense, senza tensione e senza ulteriori incertezze. Voglio terminare il libro che sto leggendo (La collina dei conigli, tutt’altro che un thriller), prendere l’aereo tra due ore, poi il trenino e la macchina, arrivare a casa, trovare lei, mangiare qualcosa, fare una doccia, telefonare ai miei, disfare la valigia, tirar fuori i thriller per metterli dove troveranno posto, andare a letto, fare l’amore, dormire. E domani ripartire. Raggiungere gli altri, preparare una cena normale, aspettare la mezzanotte, brindare, rispondere a due o tre messaggi, guardare l’alba del nuovo anno e constatare che non è cambiato un cazzo.

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52 thoughts on “Thriller

      1. Uf, non mi arrivano le notifiche dei tuoi commenti..
        Le speranze? Si, lo so, esulano dal calendario, ma dicono sia periodo buono per sperare e ne approfitto ogni volta che riesco.
        Le zie? Beh, quelle le conosco bene allora!
        Ciao!

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        1. Però mi piacerebbe essere fantastico. Come uno dei Fantastici 4. Potrei essere l’uomo di roccia elastica e morbida che diventa invisibile in mezzo agli altri e prende fuoco facilmente.

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      1. Le mie zie, anzi una in particolare mi ha insegnato diverse cose e la semplicità è una di quelle. Con loro tra l’altro non ho mai sbadigliato e anche questa è una bella cosa.
        Grazie.

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    1. Le zie, tra le tante cose, sono lettrici accanite. Regalare un libro – è vero – non è facile ma il regalo è quasi sempre gradito.
      Tanti auguri anche a te! Ancora più in ritardo…

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  1. La collina dei conigli non sono mai riuscita a finirlo. Vero è che riesco a leggere davvero poco ultimamente, come vedo il cuscino svengo. Mi ci vorrebbe un thriller a tenermi sveglia! o forse no…
    Un Natale in famiglia passa come normale e immutabile, quasi noioso.
    Non è così, tutto cambia prima o poi e non ci si rende conto di quanto si è fortunati.
    Buon tutto caro Topper

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    1. Beh, hai ragione. Ero ironico ma non mi sono mai lamentato del Natale in famiglia. Né del Natale né di tutte le altre feste o semplici giorni in compagnia. Soprattutto per i miei genitori che, se potessi, vedrei ogni giorno.
      “La collina dei conigli” tutto sommato mi è piaciuto anche se non credo ne consiglierei la lettura.
      Buon tutto a te!

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  2. Ahahah eccole! Vedi che ce l’hai anche tu i casi umani in famiglia? 😀
    Pure io arrivo in ritardo, ma l’importante è arrivare, come puntualmente arriva l’anno nuovo, che poi è all’inizio ci sembra uguale, ma stai a vedere che invece no 😉
    Auguri e cose belle a manetta!

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      1. Ti basta promettere i prossimi tre o quattro aperitivi pagati a Stefy, e lei ti renderà una ‘persona fantastica’, comunicandolo a tutti con un post. Io così ho fatto, sia per ‘persona bellissima’ che per ‘persona fantastica’, è facile facile.

        P.s. non ho capito a cosa ti riferivi riguardo al raduno di blogger. Sei stato uno dei primi a cui l’ho detto, all’epoca il blog era addirittura ancora in costruzione…

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        1. OK, allora dobbiamo affidarci a Stephy, quella degli aperitivi a scrocco (chissà se le fischiano le orecchie).

          Per il raduno sì, ero registrato ma ho letto una notifica di un post che probabilmente si è autodistrutto e avevo capito che ci fosse un aggiornamento. In realtà non ho trovato nulla.

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        2. Fatto, adesso è tutto più chiaro, spero di ricevere le notifiche. Maggio vedo che il periodo più quotato. Vedo diversa gente che non conosco ma tanta altra sì, se serve una mano per l’organizzazione, batti un colpo.

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  3. “La collina dei conigli”… E’ un libro che mi stanno consigliando, credo lo leggerò.
    Questo 2013 ci vuole privare di persone importanti, non ultimo il cane dei Griffin, che poi, però, è risorto a natale. come Gesù. speriamo finisca sempre così. Speriamo.

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    1. A me è piaciuto quel libro ma non so se lo consiglierei. Dipende dal lettore, credo.
      A qualsiasi cosa ci si possa riferire, io spero comunque che non finisca. E poi Brian non poteva morire!

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  4. ah, ora capisco….ero passata qualche mese fa dalla tua libreria Anobii (senza lasciare traccia, lì entro non spesso ma la prox volta batto un colpo, ok?) e ti credevo accanito lettore di thriller (il che non è male se piace il genere). Sono le zie!!
    Però devo dire che queste tue zie mi fanno tanta simpatia (io sono una zia e tifo per tutte le zie e sono anche una zia lettrice (genere thriller non tanto) che regala tanti BUONI libro, buoni acquisto, però, che le letture di piacere imposte non le ho mai amate.
    Per Schumacher mi spiace tanto, mi spiacerebbe per chiunque avesse un tale incidente, ma Schumy mi/ci ha regalato tantissime emozioni (eh sì, sono anche io una zia che ama la F1 e tifa rosso).

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    1. Ecco, anche tu mi avevi scambiato per un serial thriller. Il genere in effetti una decina di anni fa mi piaceva molto e ora non lo disprezzo ma non riesco a leggerlo spesso. Preferisco variare.
      Quanto alle zie, dicevo che non ne posso parlar male, le ho solo prese un po’ in giro, tra l’altro senza inventare nulla! E poi i libri, di qualsiasi genere, li accetto sempre volentieri.
      Schumacher è un personaggio mondiale, qualsiasi notizia che lo riguardi incuriosisce e anch’io l’ho ammirato tanto. Dico solo che accetterò ciò che il destino gli riserverà senza strapparmi i capelli dalla gioia o dalla disperazione. Io inoltre non credo al destino.

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  5. La collina dei conigli?! 😀 Non sai che ricordi mi fai riaffiorare. L’ho dovuto ricominciare tre volte prima di riuscire a finirlo ma mi è piaciuto molto, sono contenta di essere stata testarda e averlo terminato 🙂

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