Volo

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Eccolo

CuorePensavo che sarebbe stato difficile, quasi impossibile. Che avrei dovuto rinunciare a qualcosa di importante, con un po’ di dispiacere ma anche con grande convinzione. Che sarei stato costretto a compiere salti mortali per incastrare impegni e orari, doveri e passioni, per godermelo senza neanche la sicurezza di averlo solo per me. Che mi sarebbe servita, comunque trovandola, la forza per scalare montagne, affrontare mostri del passato e del presente, vivere col batticuore, perdere e prendere fiato per l’eccitazione di un momento, correre, dormire poco, mangiare meno, lottare, soffrire. Vincere. Questo credevo. Perché negli ultimi anni così era accaduto, così mi ero abituato, così immaginavo che sarebbe rimasto.
E’ che ormai me n’ero fatto un’idea, diciamo, sbagliata. Mi ero costruito intorno una barriera di interessi ed egocentrismo che manco Berlusconi… Mi spostavo avidamente, con enorme voglia di fare e di finire, senza fermarmi, dalla casa all’ufficio, dalla piscina ai palazzetti e alle palestre, da un sogno ad un desiderio, da una piazza ad un prato, da un libro ad un altro, dal profondo del mare all’alto dei cieli per immergermi e viaggiare, lasciando spazio zero a ciò che non avrebbe riguardato solo me stesso. C’era poco margine per metterci altro e ho provato a sfruttare pure quello, a volte riuscendoci, a volte no. Ho lasciato pezzi per strada prendendone di migliori, ho cambiato abitudini crescendo e andando sempre avanti, spingendomi oltre per vedere se dietro quella linea ci fosse qualcosa ad attendermi. Pensavo di poterlo raggiungere, di averne diritto, di meritarlo. Mi sbagliavo. Non si merita, arriva e basta. Arriva e io mai avrei pensato che sarebbe stato così facile, forte, travolgente. E invece.