Mind your manners

Ricevo questa mail:

18.19 ottobre
Ciao,
Vuoi accompagnarmi a vedere un concerto dei Pearl Jam a Brooklyn questo autunno?
L’invito non comporterebbe per te una contribuzione monetaria e non sarai molestato sessualmente. Se poi invece vuoi molestarmi tu, ne possiamo parlare, ma devo valutare la situazione sul posto. Ora non sono in grado.

Ora io so che questo invito è reale. E serio. Non ho mai conosciuto il mittente ma so chi è, cosa fa, dove e da dove scrive. L’ho visto in foto. E’ una donna. Una bella donna, poco più grande di me, affermata, benestante, single. Niente ex mariti, niente figli, nessuna relazione complicata. E’ libera di fare ciò che vuole e ne ha i mezzi. Certo, fino ad un certo punto.
Mesi fa, almeno quattro, avevamo iniziato a scriverci. Non ci vedevo niente di male, lo faccio con decine di persone mai incontrate, alcune delle quali reputo amiche a tutti gli effetti. Pensavo potesse diventarlo anche lei, senza alcuna necessità di andare oltre una semplice corrispondenza. Poteva essere divertente. Avremmo anche potuto arrivare a confidarci o a sfogarci o a raccontarci ognuno le proprie vicende sentimentali, chissà. Poteva essere tanto, poteva essere niente. Ma non poteva essere tutto. Questo l’ho capito presto. C’era qualcosa nelle sue mail che ogni volta aggiungeva un tassello ad un puzzle nemmeno troppo difficile da completare, il suo profilo.
Anni fa, almeno quattro, mi sarei buttato a capofitto in un’avventura del genere. Era il periodo del chi se ne frega, sono in debito col mondo, tutto mi è concesso. Avrei provato qualsiasi esperienza. Anzi, l’ho fatto. E sono state proprio quelle esperienze che piano piano mi hanno fatto arrivare dove sono. Ne ho combinati di guai. Ho distrutto matrimoni, ne ho costruito altri, ho amato, ho sofferto, ho vomitato. Ho scritto una marea di cazzate proprio su questo blog per lasciare traccia di quello che ero. Coltivavo un ego spropositato e una buona dose di presunzione ma alle spalle – o meglio, dentro – avevo i miei problemini. Sono cambiato, certo non da un giorno all’altro, raggiungendo un equilibrio stabile. Ecco perché non ho più avuto intenzione di trasformare quelle amicizie, che chiunque – sbagliando – definirebbe virtuali, in relazioni fisiche. Non mi precludevo niente ma non era necessario e sicuramente non era un’urgenza.
La persona che mi ha mandato quella mail non sarebbe stata diversa dalle altre. Eppure sembra che abbia fatto di tutto per esserlo. Credo di essere stato chiaro nel dirle che non l’avrei incontrata e che non volevo niente. Non è bastato. Poi è cambiato qualcosa nella mia vita e nemmeno quello è bastato a farla desistere non so nemmeno da cosa, se non da una certa fissazione nei miei confronti, uno sconosciuto tutto sommato. Sono arrivato a dirle che non le avrei più risposto quando ho letto parole intollerabili persino per uno come me, aperto, pacifico e disponibile. D
opo un periodo di calma piatta, ecco tornare le onde. Qualche altra sua mail, nessuna mia risposta. Fino a quest’ultima.
Io amo i Pearl Jam e non conosco Brooklyn, la città delle gomme da masticare. Ma una cosa del genere offende non solo chi mi sta accanto, offende prima di tutto me stesso. Le persone non si possono comprare. I consensi, perlomeno quelli non politici, non si possono comprare. Un rapporto umano, per quanto basato sulle migliori intenzioni, non si può comprare. Forse, se non fosse basato sulle migliori intenzioni, si potrebbe anche comprare ma sarebbe prostituzione. E’ certo che io, con il mio essere e le mie idee, non mi farò mai comprare da nessuno. Mind your manners, sarà un caso, è il nuovo 
singolo dei Pearl Jam, mi sembra un’ottima risposta a quella proposta. Alla fine, se qualcosa in questa storia deve essere comprato, senza bisogno di andare a Brooklyn ma dal tabaccaio sotto casa, sono proprio le gomme da masticare.

Brooklyn

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30 thoughts on “Mind your manners

  1. Caspita, interessante, è avanti anni luce rispetto a me. La prospettiva del confidarsi con gente conosciuta su internet è pura fantascienza, per la sottoscritta. Figuriamoci il resto.

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  2. Anvedi, a me non è (ancora) mai capitato. Nessuna proposta indecente.
    Però non posso garantire che da parte mia un giorno non ti arriverà una mail del tipo “ciao, ti va di accompagnarmi a prendere un gelato?”
    Devo solo ricordarmi di aggiungere “paghi tu” 😉

    Ps. Mind your manners è un’ottima risposta.

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  3. Mizzeca oh.
    Non lo so, a me ha fatto un po’ dispiacere lei. Sì, credo che mi dispiaccia davvero per lei. Forse è meglio se eviti di risponderle e basta. Si metterà l’anima in pace.

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    1. Anche a me dispiace per lei, non è una cattiva persona. E io non merito di certo tanto interesse. E’ questa la cosa strana. Non sono mai stato scortese e non le ho negato mai la possibilità di scriverci, anzi mi poteva fare anche piacere. Ma, ad un certo punto, non ho avuto molte alternative.

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  4. Condivido tutto, virgola dopo virgola. I rapporti non si comprano. Recentemente mi sono trovata in una situazione analoga, in questo caso io avrei ‘indotto’ un uomo a un ruolo non suo. Ovviamente perchè lui non è stato in grado di tirarsi indietro per motivi lunghi che non sto a dire. E’ terribile, davvero terribile..
    Grazie.

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    1. Io non sono di certo la persona adatta a giudicare perché in passato ho fatto cose anche peggiori, se così si può dire. Proprio per questo forse mi rendo conto oggi di quando siano assurdi e presuntuosi, per non dire altro, certi atteggiamenti, certe attenzioni. Lo penso senza cattiveria. Questo a prescindere dal volere “comprare” un rapporto: che mi desse fastidio e fosse da condannare l’ho sempre saputo.

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    1. Non giudico e non condanno perché sono sicuro che quella mail è stata scritta con le migliori intenzioni, senza nemmeno pensare che mi potesse infastidire. Il punto però, proprio come dici tu, è il non capire…

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  5. Sai, forse hai proprio ragione, sono troppo buona. Non ci ho visto un tentativo di acquisto, solo un tentativo reso il più allettante possibile, di vederti.

    Ci sono persone che, quando sentono qualcosa, qualsiasi cosa sia, la perseguono con intensità e determinazione difficilmente comprensibili per gli altri. Forse lei è così ed anche se tu non le hai mai dato spazio per questo, lei sente lo stesso.
    Non è facilissimo da capire, eh…

    Mezzastrega

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    1. E’ verissimo quello che dico e posso condividerlo. Infatti non ho giudicato quella persona né l’ho attaccata. Ho solo commentato il gesto che mi ha dato fastidio, questa email. Non parlerei male di lei. So benissimo che non ha agito con presunzione né con intenzioni diverse da quella di arrivare a me. Quello che non sai e che da qui non si evince, sono i contenuti delle mail precedenti.

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  6. non c’è niente di peggio, che sentire che qualcuno vuole estorcerti qualcosa che non senti.
    è il genere di cose che ti dà la sensazione netta che chi hai davanti non presti il minimo ascolto alle tue parole, e ai tuoi gesti. e sentirsi niente altro che lo specchio in cui qualcuno vuole rimirare il suo narcisismo, è tutto fuorchè allettante.

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    1. E’ vero quello che dici, è proprio ciò che ho sentito. Non voglio essere cattivo e, come ho già scritto, non mi sento di giudicare una persona che tra l’altro non ho mai incontrato. Ho solo parlato del gesto e dell’incapacità di capire se si sta superando un limite o meno. Più che narcisismo, mi sembra una tendenza a credere di poter ottenere tutto ciò che si vuole con ogni mezzo o comunque di provarle tutte prima di poter dire “non mi interessa più”.

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