Nero d’Avola

C’è differenza tra un vino che scegli, compri e bevi perché ti piace ed uno che, pur piacendoti perché un po’ lo conosci, ti viene proposto. Sul primo hai piena autonomia, l’hai voluto, l’hai pagato e puoi decidere di gustarlo quando e come vuoi. Puoi anche lasciarlo lì per mesi, per anni o non berlo mai perché l’orgoglio, duraturo, del possederlo è superiore al piacere di farlo tuo e, di conseguenza, finirlo. Il secondo non l’hai scelto tu, è capitato per caso e nel contesto generale era adatto all’occasione. Il realtà il caso non esiste: se tu eri là dove era anche il vino, è stato per tua libera scelta. Quel vino ti piace ma non è propriamente quello che compreresti. Sempre che si possa scegliere. Ne prenderesti un altro, probabilmente simile, della stessa azienda o addirittura della stessa uva. Un altro però. Perché non devi mica accontentarti. Il vino che cerchi è lì, non finirà e, quando deciderai di berlo, sfrutta il tempo che ti darà prima di farti ubriacare. Non arrivare al limite, ché poi stai male. I vini si conservano bene, posso restar fermi una vita, hai tutto il tempo che vuoi.
Conservo i tappi di sughero di tutte le bottiglie che apro. Li metto tutti insieme in un contenitore di latta di Jack Daniel’s. Aromi e tempi diversi. Ricordi misti, perduti e ritrovati. Certi vini mi sono rimasti dentro, altri li ho dimenticati. Di tutti conservo comunque il tappo di sughero, bucato o spezzato che sia. Solo due tappi non sono in quel contenitore: sono più grossi, da spumante, di quelli che non entrano interamente nella bottiglia e che al momento opportuno fanno il botto. 
Appartengono a bottiglie che ho aperto in ricorrenze importanti. Il ventitré.
Il vino viene fatto per essere bevuto, le bottiglie per contenerlo, il tappo per non farlo uscire, l’etichetta per valorizzarlo. Ma un incidente al supermercato una volta mi ha insegnato una cosa: se non afferri bene la bottiglia, questa cade e si rompe. E il vino, senza volerlo, si perde.

Roger
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51 thoughts on “Nero d’Avola

  1. Ah, Topper! Ti ho sognato stanotte, incredibile ma vero! Pensavo di accennartelo, ma purtroppo, avendo una cattiva memoria, ho paura che quello che sono convinta fosse il tuo indirizzo email in realtà sia di qualcun altro… Non vorrei fare qualche gaffe e mettermi a raccontare storie strampalate a sconosciuti.. più sconosciuti.

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    1. Guardi che è la norma, quella. Possibile che non se ne sia ancora accorta di raccontare storie strampalate a sconosciuti? Gli racconti stronzate, così non corre rischi. È quello che fanno tutti. Alcuni si abituano pure a crederci, alle cazzate che raccontano. Eh, ci vuole un’altra vita. Inventata, ma altra. Sempre meglio che di merda.

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      1. Ma io non ho nulla in contrario allo raccontare storie strampalate agli sconosciuti e così anche allo raccontare stronzate. In fondo, sia le storie strampalate che le cazzate sono facilmente identificabili come tali, dunque innocue… La vita inventata è solo una illusione. Se qualcuno crede di poterle avere entrambe, forse ha preso un abbaglio.

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  2. Buona Sera,

    non darei per scontato che il vino una volta imbottigliato rimanga sempre intatto o nel tempo migliori la sua qualità.
    può inacidirsi risultando imbevibile,marsalarsi,acquistando più gradi alcolici diventando amarognolo,e può finire,rimanendo chiuso per tempo e per via del contatto,col sapere di tappo.

    Serena Pasqua

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    1. Del tutto vero. Specialmente se viene conservato male. Bisogna saper trattare con cura quello che ha un valore. Se si conserva un vino pregiato alla stregua di una bottiglia di aceto del supermercato, non c’è da meravigliarsi del fatto che, alla lunga, il gusto si somigli.

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      1. Ugo e’ un tizio che apre la bottiglia, beve a canna, appoggia appena il tappo, ripone tutto in frigo.
        Anche lui ha un tappo particolare. Lo ha riposto dentro una teca

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  3. Quando ho letto per la prima volta questo post mi era venuta in mente una canzone che parlava di vino, notti e aceto. Ma vabbè… E poi avevo pensato anche io che un vino con l’andare del tempo potesse guastarsi, ma poi avevo pensato di saperne davvero poco di vini e che quelli buoni non si guastano mai. Mi sbagliavo perché avevo ragione.
    A casa abbiamo una bottiglia che forse non ha nessun valore ma che io ricordo benissimo. Attraversa gli anni e i traslochi, la dimenticanza e la polvere. Poi ogni tanto riappare ed è bello rivederla. Sapere che c’è. Che forse non la aprirò mai ma che c’è. Se si rompesse, sì… proverei rimpianto per non averla mai assaggiata. Ma è probabile che assaggiandola non mi piacerebbe nemmeno. Preferisco conservarne il ricordo. Bellissimo.

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  4. Volevo dire una cosa: non sai cosa è il vino rosso se non provi il Primitivo di Manduria. Però devi stare attento, non devi scegliere quello secco da 14 gradi, devi scegliere quello amabile dolce da 16 gradi. E’ il dio di tutti i vini rossi.

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