C come Lettera

CC’era una volta – ma anche due e potrebbe essere un c’è ancora – un piccolo, riservato, forse superbo uomo che percorreva un’esile fune, in un andirivieni continuo tra la voglia d’innamorarsi e l’ossessione per i propri spazi, come se quel suo sfrontato equilibrio da “single per scelta” mettesse a riparo la fune dall’usura.
C’era una volta – ma anche due e potrebbe essere un c’è ancora – un cinico, incostante, forse ostinato uomo, mosso da un non so quale irrequieto impulso che lo costringeva a viaggiare ogni volta che si fosse presentata la voglia di un qualche contatto. “Prima o poi confonderai la tua ombra e non riuscirà più a seguirti” lo ammoniva qualcuna. “Le insegnerò ad usare il TomTom” sferzava l’uomo. E così continuava ad andare e tornare. Ad andare lontano lontano quando la voglia di un contatto umano richiedeva il suo impegno e a tornare vicino (ma non vicino vicino) quando la voglia di un contatto fisico rendeva tutto più facile.
C’era una volta – ma anche due e potrebbe essere un c’è ancora – un irraggiungibile, ermetico, forse troppo libero uomo che credo fosse tra le persone più sole mai conosciute, ma ormai così corrotto dalla solitudine da doverla, inconsapevolmente, difendere. Credo che, nonostante il desiderio, pensasse di non potersi innamorare e che avesse ormai accettato quella condizione come una realtà indiscutibile.
C’era una volta – ma anche due e potrebbe essere un c’è ancora – un uomo sorprendente, creativo, di sicuro con moltissimo da dare che, una volta catturato da uno sguardo, si accostava ad una finestra per fiatarci su e disegnare la felicità in modo da rendergliela.

Da tempo provo a raccontare questa storia ma non sono mai riuscita ad andare oltre l’inizio, pur cambiando ogni volta prospettiva.
Un motivo ci sarà.

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60 thoughts on “C come Lettera

  1. Ma intanto in qualche modo scrivi giá alla finestra…..anche se al contrario….da fuori si puó leggere….solo che sul fiato le parole scritte svaniscono troppo velocemente

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  2. Caspita, avrei pagato, per ricevere una lettera così. Come possa evolvere non saprei, però ci leggo troppa paura di perdere la propria libertà. E la paura porta sempre all’inazione e al permanere dello status quo. Nello status quo le possibilità di evoluzione sono decisamente minime.

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      1. Boh, inizio o fine, è a lei che piace scrivere. Di sicuro è un fantasy. Nel senso che, come la giri, la storia può avere solo sviluppi improbabili e poco realistici. Il motivo? Nessun uomo potrebbe scrivere una lettera del genere senza paura che gli si secchino per sempre i testicoli.

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        1. I tuoi, sono i peggio di tutti gli impegni, gli alunni, la pioggia, l’etica e la morale messi assieme.
          Forse sei tu a renderli peggiori. Non lo so. Ho ancora troppo sonno adesso. E si vede. Si legge. Si tocca.

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  3. Inizio o fine o quello che è… per andare oltre l’inizio bisognerebbe abbandonarsi alla pura narrazione abbandonando ogni prospettiva di cambiare, maturare, “salvare” e/o “guarire” il soggetto maschile in questione. Trovo che l’istinto della crocerossina sia una delle caratteristiche femminili che più nuocciano alle donne.

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    1. Tutte ‘ste crocerossine non le vedo. Vedo molte mamme, in compenso, di uomini adulti. E padri di donne adulte. Che il decremento demografico abbia sovvertito i ruoli nella coppia?

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      1. le mamme di uomini adulti sono crocerossine mutanti… I padri di donne adulte non li conosco!!! forse sono più rari? eppure donne infantili ne conosco eccome, ma di solito con mariti più infantili di loro, del genere “chi si somiglia si piglia…”

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  4. Premesso che vado meglio sui massimi sistemi, mi pare una situazione parecchio delicata, da una parte un aut-aut e dall’altra un ammonimento a muoversi con grande cautela perché le ferite sono profonde. Un gran casino, in una parola. E mica si capisce come finisce. Non si capisce neanche se continua. Una lettera così merita almeno un mazzo di rose. Solo per il fatto di essere stata scritta.

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    1. Ottima analisi, hai inquadrato bene il contesto. Concordo sul mazzo di rose, simbolico però, perché preferirei altri fiori. E’ vero che non si capisce se e come finisce ma questo soltanto perché ciò che non è indicato è il tempo in cui stata scritta.

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  5. Questa “lei” è decisamente “up” … forse un tantinello risentita, amareggiata e infastidita .. ma decisamente intelligente. Da non perdere 🙂

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