Sulla spiaggia

La osservo giocare sulla spiaggia mentre ride per gli schizzi dell’acqua fredda che le bagnano il viso. E’ distesa sulla sabbia e sembra non fermarsi un attimo per quanta vitalità ha dentro. So che non è sempre così, che si tratta di un momento di svago, di una vacanza che ha fatto bene a concedersi. Mi guarda come se non ci fossi, immersa in quell’angolo di serenità che si merita. I suoi occhi parlano e solo io posso sentire cosa dicono. Il colore del costume mette in risalto la pelle abbronzata, le spalline abbassate le donano sensualità, la fascia in testa raccoglie capelli che il vento rende ribelli. La cornice intorno è facile da rappresentare anche con i sensi: il profumo di salsedine è leggero, il sole fa il suo dovere con entusiasmo e poca parsimonia, l’aria è calda e invita a fare il bagno, l’acqua è cristallina come dovrebbe essere ovunque, il fondale è chiaro più di una piscina. Quasi non si distingue la linea dell’orizzonte che si crede divida il cielo e il mare quando, invece, li unisce. Io distinguo benissimo lei da tutto il resto. Potrebbero essere un tutt’uno in questo frangente ma non lo sono. Benché siano entrambi due spettacoli della natura, lei è di più. Ci sarà anche gente intorno, tuttavia non la vedo e non la sento. Adesso ho solo quel sorriso davanti a me. Manca solo la musica di contorno, sostituita comunque perfettamente dal rumore delle onde e da quei sorrisi che ascolto dentro di me.
Ma non posso stare qui, devo fare qualcosa. Mi alzo, do un’ultima occhiata, ripongo la foto nel cassetto, spengo la luce e vado a cercarla.
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47 pensieri riguardo “Sulla spiaggia

  1. Molto bello, signor Topper. Sembra tratta da un film anni Sessanta, questa scena. In bianco e nero, mancano i colori. Sarà quest’orgia di nero che li assorbe.

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        1. No, non li posso tagliare. Mi servono. Quando fa freddo li sciolgo e mi copro le spalle. Sono una specie di scialle portatile. Se, invece, non uso il balsamo diventano una stola di visone.

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        2. All’ospizio degli anziani ‘anziosi’ di Anzio? Mammagari avessi i soldi per stare in ospizio. Sarebbe un sogno che diventa realtà. Sono talmente stanca che ho bisogno di riposare in pace per il resto della mia vita. Amen.

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  2. È vero che le foto rubano pezzetti d’anima? O forse solo di cuore. E quelle lacrime sulla carta sono sogni perduti o solo graffi? Il tempo trattiene un ricordo, poi lo disperde nel vento, come una foglia secca che non tornerà più. E quella foto tra le dita è soltanto una carezza sospesa di baci, di vita, di futuro rimasto incastrato in un passato racchiuso in un cassetto dalla serratura inceppata.

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  3. Mi sto chiedendo se lo spettacolo della natura abbia un lieto fine oppure no.
    Mi sto chiedendo se daranno questo spettacolo della natura al cinema. Un cinema porno?
    Mi sto chiedendo se lo show must go on.
    Mi sto chiedendo perché me lo sto chiedendo. Ma alla fine una donna è pur sempre uno spettacolo. Uno schianto precipitato dal cielo? Qualcosa da guardare ma non toccare.
    E chi lo vieta di non toccare, il contatto ci rende vivi.

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