Domani si vedrà

Anche oggi mi sono svegliato. Ho gli occhi aperti ma il buio ancora invade la stanza e non mi permette di vedere nulla, nemmeno mio fratello e mia sorella che dovrebbero essere sdraiati qui accanto, sull’altro tappeto. Anzi lo sono sicuramente, sento il loro respiro. Poco più in là, papà sta russando e forse anche mamma, dormono profondamente. Spero che il sole arrivi presto, voglio andare fuori e correre verso la casa grande, quella con la porta verde e i muri che la circondano. Sono troppo alti quei muri ma se riesco di nuovo a salire sul sasso che ho trovato ieri, forse posso affacciarmi e controllare se loro sono ancora lì. Chissà se oggi ci danno il riso. Ah, devo ricordarmi di prendere la ciotola. Non è servito portare quella più grande, il cucchiaio che distribuiscono è sempre lo stesso, uguale per tutti. Ieri però li abbiamo fregati: ci siamo scambiati i vestiti – se vestiti si possono chiamare – e ci siamo mischiati per non farci riconoscere e prendere un’altra razione. Ha funzionato finché Mamma Africa non ci ha scoperti ma forse è giusto così, anche gli altri bambini hanno fame e devono mangiare. Noi siamo persino più fortunati, quelli dall’altra parte del villaggio nemmeno sanno che qui c’è il riso. Tra l’altro a noi regalano anche le caramelle ogni tanto. Non sono tutte buone, quelle bianche hanno un brutto sapore ma mamma ce le fa mangiare lo stesso perché dice che servono a far sgonfiare la pancia. E poi i biscotti, che buoni! Ne hanno sempre tanti. Se solo riuscissi ad andare al pozzo con loro, potrei aiutarli a riempire i bidoni e forse avere qualcosa in cambio. Anche se non mi danno niente, mi piace lo stesso quando giochiamo e cantiamo le canzoni. Ho visto il pallone ma non ce l’hanno dato questa volta, chissà perché lo hanno preso i grandi. Noi però possiamo fare foto: se li chiami e gridi “foto!”, loro vengono con quella cosa nera che fa la luce quando ci mettiamo fermi a sorridere e poi mostra la nostra immagine immobile. Non ho capito perché dobbiamo sorridere ma sembra che foto funziona solo se ridiamo e stiamo fermi. Loro ridono sempre e anche questa è una cosa che non capisco. Forse perché mangiano quando vogliono, anche di nascosto, lo so. Hanno le pentole che mettono sul fuoco per cucinare: è un fuoco diverso da quello nostro, è finto e viene fuori da una scatola piatta colorata ma funziona. Hanno pure la luce, sempre finta. Sono quelle specie di lampade a farla quando si accende la cassa di metallo che fa tanto rumore. La usano solo di notte, la mattina aspettano il sole come me. Eccolo che arriva. Tra poco mi alzo e li raggiungo. Anche oggi mi sono svegliato. Domani si vedrà.
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