Non era gelosia

Io so cos’è la gelosia, l’ho assaggiata, masticata con forza e ingoiata con sdegno dopo che mi è stata schiacciata in gola come fossi un prigioniero imbavagliato che non si vuol fare gridare. Io gridavo infatti ma nessuno mi sentiva. Masticavo e non riuscivo a sputare. E di quei bavagli bianchi, poi sporcatisi di sangue, ne ho ingoiati parecchi.
Non mi riferisco alla gelosia da ventenne, che ho pure provato, ma che era soprattutto un volersi imporre con un atteggiamento stupido e appunto troppo acerbo per poter rappresentare un vero sentimento. La prima volta la ricordo ancora bene: io a casa a letto e la mia ragazza fuori con un amico di vecchio data. Non credo di averle rovinato la serata ma sono stato pesante. Per me, per Lei, per lui. Quella non era gelosia però mi ha insegnato qualcosa e cioè che non ero geloso, solo un giovane presuntuoso.
La gelosia vera però, quella che mi ha asfaltato senza darmi il tempo di capire che non ero una strada ma un sentiero abbandonato, l’ho conosciuta qualche anno dopo e ancora oggi mi domando se fosse solo gelosia o un misto di rabbia, desiderio di vendetta, incapacità di reagire, mancanza di stima e chissà cos’altro.
Io so cosa significa contare i giorni sperando che finiscano in fretta per arrivare al successivo e sperare che finisca in fretta pure quello. So cosa vuol dire far passare il tempo nei modi più assurdi e disperati come dormire, semplicemente per non dover essere costretto a pensare. So cos’è quel buco nero che viene alla bocca dello stomaco risucchiando energia, fame e sete, colore e buon umore. So quant’è lesivo il confronto con un altro sapendo in partenza di aver già perso per il solo fatto che lui è con la persona che ami e tu no. Ci si sente insignificanti perché il termine di paragone è proprio la persona che ami e che si trova ovunque tranne che accanto a te.
Quando pensavo fossero insieme, contavo le ore soltanto per immaginare con un po’ di sollievo il momento in cui sarebbero si salutati e ognuno avrebbe fatto ritorno a casa propria. Quando sapevo che erano a letto insieme, aspettavo le ore piccole per poter pensare che a un certo punto potevano solo dormire. E quando quella persona mi ha detto che fare l’amore con lui è stato bello, non è rimasto altro da fare che ingoiare il fazzoletto bianco che mi impediva di gridare, sporco del mio sangue e della mia rabbia.
A forza di ingoiare però si cresce. Anche lentamente. In quei frangenti solo una cosa mi aiutava, oltre a quelle che fortunatamente mi sostenevano già, come i genitori, i pochi amici e tutto il resto. Quella cosa era questo cazzo di blog, era scrivere, era scriverci e sfogarsi, era pensare e piano piano imparare a buttar fuori, a sputare, sangue e parole, rosso e nero, su un fazzoletto che non sarebbe stato più un bavaglio per la mia voce ma che sarebbe diventato un foglio di carta, non importa se non più bianco, non importa se inzuppato di plasma, spazi vuoti, globuli e lettere, piastrine e punteggiatura senza significato. Era il mio grido, era il mio sfogo, era il mio pensiero, era me, ero io, sono io.

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13 thoughts on “Non era gelosia

  1. La gelosia logora e uccide lentamente.
    è un sentimento devastante così come .. inutile.
    Forse con questo post hai buttato fuori gli ultimi pezzettini di una vecchia gelosia .. o i ricordi di essa ..

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  2. Sfogarsi fa bene, qui non si tratta di avere un'età giusta per essere gelosi, quando si ama succede anche questo, quindi ogni qualvolta che ne senti il bisogno piangi sfogati

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  3. Non ho mai provato la gelosia pura, non quella di cui parli tu.
    Ma ti posso dire che lo scrivere cura molti mali…..anche i peggiori…..e questo lo so x pura esperienza…..

    Scrivi. Grida. Sfogati. Ridi. 
    Sii te stesso, qui puoi esserlo pienamente

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  4. C'è chi dice che la gelosia fa parte dell'amore e addirittura che chi non è geloso non ama veramente. E' vero a metà secondo me.

    Comunque non è di me che volevo parlare. Da quello che racconti io la tua non la chiamerei gelosia. A nessuno fa piacere sapere di non essere la strada principale ma un sentiero abbandonato. Chiunque si sarebbe logorato pian piano. Addirittura io 😉

    Ora sei tu. Ed è questo quello che conta.

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  5. Beh,essere gelosi di fronte a un dato di fatto, non è esattamente una vera e propria gelosia.O meglio,le si dovrebbe dare un senso diverso.In ogni caso è una gelosia concreta,non certo una semplice paranoia da 20enne,tra l'altro per qualcuno con la sensibilità di un cactus,perchè una che ti viene a dire che scoparsi un altro(sapendo che tu ne soffri) è stato bello,beh,è veramente una merda.Scusa.Di solito non mi pronuncio quando non conosco la persona,ma ecco diciamo che mi metto nei tuoi panni e se un tipo lo avesse fatto con me,lo avrei sfanculato di persona e dentro di me in un nano secondo.Resettato seduta stante.Salut 😉

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