Una fotografia

Decidiamo di partecipare alle gare che si disputano dall’altra parte dello stivale, in quel posto famoso attaccato a quell’altro posto ancora più famoso, dove gli alberghi sono più numerosi dei condomìni e dei condòmini e le discoteche più disco che te, dove c’è l’altro mare, dove il sole sorge e non tramonta, dove arriveremo dopo ore di macchina e pullman.
L’evento non è la migliore delle competizioni, non fa parte nemmeno del calendario della stagione, ma è organizzato dal boss della nostra piscina – uno che a più di cinquant’anni mi straccia in tutti gli stili – e così decidiamo di andare in massa per farlo contento. In realtà l’intento comune è quello di trascorrere un weekend al mare, delle gare ce ne frega ben poco. Già a pranzo il menù da atleta va a farsi fottere, sostituito da antipasto a base di insalata di riso e tramezzini, melanzane, speck, spaghetti alle vongole, pesce, ananas, fragole e mousse al cioccolato. Tie’. L’albergo è tutto nostro: ci sono mariti, mogli, compagni, compagne, amanti, genitori e figli, accompagnatrici, ballerine di lap dance, donne cannone, pornostar e poliziotti in divisa e non. Ci sono anche io e ci sono pure le buone probabilità che non possa gareggiare visto che una simpatica distorsione alla caviglia mi impedisce di nuotare. L’allenatore me lo ha sempre detto di non giocare a calcetto la settimana prima delle gare ma io ho sempre pensato che la federazione non dovrebbe organizzare le gare quando io devo giocare a calcetto. Un giorno vincerò le olimpiadi e potremo trovare un compromesso. Il costume comunque me lo sono portato lo stesso e il pomeriggio della gara, cioè dopo il pranzo di cui sopra, provo pure a fare il riscaldamento. Entrando in acqua con un tuffo esplosivo con doppio svitamento in aria, cioè un tuffo a bomba, mi accorgo però che il dolore è ancora incommensurabile. Rinuncio e assumo il doppio ruolo di tifoso e fotografo ufficiale.
La maggior parte delle gare si svolge il sabato. Si vince, si perde, si fa il tifo, si fanno le foto. La sera e la notte si fa baldoria. L’indomani, si dice, tutti al mare. Macché. La domenica mattina il gruppo si divide. Chi ha finito le gare decide di ripartire subito. Chi le deve fare va dritto verso la piscina. Chi ha figli pensa faccia troppo caldo e organizza una passeggiata con gelato incorporato in giro per il centro. Io, smessi i panni del tifoso, mantengo quelli del fotografo e mi ritrovo metaforicamente ad inquadrare e mettere a fuoco un momento che rappresenta la mia vita di questi ultimi anni. Non ho vincoli io, posso scegliere. Potrei andare in piscina o a fare due passi, potrei anche tornare a casa. Ma sono l’unico che può permettersi di andare dove tutti volevano andare, al mare. Il problema, se così si può dire, è che devo andare da solo.
In quella fotografia alla fine si vede, sullo sfondo, uno dei luoghi più belli del mondo; in alto, il cielo chiaro e il sole giallo e irraggiungibile; di lato, un po’ a distanza, l’acqua del mare; intorno, tante cose da fare e da imparare e possibili strade da intraprendere, viaggi di andata e ritorno o percorsi di sola andata, libri da sfogliare e musica da scrivere, punti interrogativi da stirare e trasformare in esclamativi o da lavare e cancellare. In primo piano io e nessun altro intorno.

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14 pensieri riguardo “Una fotografia

  1. Deve essere stata una giornata tutto sommato molto piacevole se ti ha lasciato, senza considerare il piccolo fastidio alla caviglia e quant'altro, questa meravigliosa fotografia di te, solo, in primo piano, il silenzio intorno e gli occhi completamente immersi..solo tu sai dove:-)))

    Un bacio:-)

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  2. Io ho da poco preso un biglietto aereo per l'Irlanda, da sola. Spero quindi che quella solitudine di cui parli sia un qualcosa di positivo perché sennò mi fai venire gli attacchi di panico.
    Non so se lo sai – ma io sono piccola. Tutta sola per l'Irlanda. Io. Piccola.

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  3. a proposito del cammino: sì, l'ho fatto tutto, ma in due "tranche".
    la prima volta, da pamplona a burgos: una decina di giorni, che non avevo molto tempo.
    l'anno dopo burgos-finisterra, me la son presa molto molto comoda, che avevo tempo e non avevo fretta: 29 giorni a camminare e poi tre di ozio totale a finisterra.

    (sto prendendo in considerazione l'ipotesi di fare, quest'estate, un pezzo del cammino del norte)

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  4. Beh… per quanto lì solo in quel momento, con tutti quei punti di domanda da stiracchiare fino a farli diventare punti esclamativi, hai solo l'imbarazzo della scelta…e dal punto di vista del posto più bello del mondo…non puoi che considerarlo un bel punto di partenza! Forza!

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  5. Puoi pur sempre dare delle mazzetta alla federazione….sai….così magari le organizzano in altri momenti! 🙂

    PS: no, non è che mi sono bastati, xo sai, a volte fa bene vedere dei bei ragazzi ben messi 🙂 e poi corro dal milite ignito che….grazie a dio è ben messo anche lui 🙂

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  6. Bella foto… se ti rende felice… bella foto!
    E' da tanto che non provo la sensazione di non avere vincoli, decidere per me e stare un po' da sola…
    sto bene… ma certe volte si sente la mancanza di queste cose…

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