Quella scatoletta blu

Tanti anni fa, in un pomeriggio di un giorno qualunque, quando ero ancora troppo piccolo per immaginare persino chi o cosa sarei potuto diventare da grande e credevo che la mia vita si sarebbe svolta all’interno del triangolo composto dalla mia stanza, il campo di calcio dell’oratorio di fronte casa e la scuola dietro l’angolo, curiosando di nascosto nel comodino del lettone di mamma e papà, ho trovato una misteriosa scatoletta di plastica blu. Conteneva delle bustine argentate, quadrate e sigillate, con una specie di anello dentro che solo una decina di anni dopo avrei iniziato ad usare anche io. Per fare i gavettoni. Era la scatoletta di plastica blu più bella che avessi mai visto, nonché l’unica. Doveva essere mia. A quell’età non potevo rubarla, non ero ancora in grado di commettere reati, il primo crimine lo avrei commesso solo parecchi mesi dopo, mettendo in piedi un traffico di gomme colorate che estorcevo ai compagni di classe e rivendevo in cambio di merendine. Ancora ricordo il cazziatone di mio padre quando mi ha beccato a nascondere la refurtiva.
Per arrivare alla scatoletta di plastica blu avrei dovuto giocare d’astuzia. Il gatto di Shrek a quel tempo non esisteva ancora ma gli occhietti teneri e lucidi io li sapevo mettere benissimo ed ero sicuro che mia madre quella scatoletta me l’avrebbe data su un vassoio d’argento.
Cazzo, mi sbagliavo. Quella brava donna non solo sapeva già che avevo aperto il cassetto e trovato la scatoletta ma aveva già preparato il discorso che prima o poi tutti i genitori devono fare ai figli per spiegargli come nascono i bambini. Discorso che si era dimostrato alquanto breve: dopo un paio di minuti avevo capito soltanto che la scatoletta magica conteneva medicine che impedivano la riproduzione. Nessuna ape sul fiore, niente pisellino e fiorellino, nessun cenno alla manina sul pistolino che qualche anno dopo avrebbe accompagnato i miei atti sessuali con le donne più belle del mondo. Solo nella fantasia purtroppo. Quando poi mia madre ha provato a riprendere il discorso era troppo tardi, avevo già figli sparsi per la penisola. Comunque una promessa ero riuscito a strappargliela. Quando le medicine sarebbero finite, la scatoletta di plastica blu sarebbe diventata mia.
Sono trascorsi secoli da quel giorno e io ancora aspetto la scatoletta. Questo può significare soltanto due cose: uno, i miei genitori non hanno più fatto sesso da allora; due, i miei genitori continuano a fare sesso. In entrambi i casi la cosa è decisamente orripilante. Che se la tengano la fottuta scatoletta di plastica blu.

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21 pensieri riguardo “Quella scatoletta blu

  1. Credo che tutti (purtroppo) prima o poi abbiano trovato la medesima scatoletta nel cassetto dei propri genitori. Quella che ho trovato io non era blu però: era dorata con la scritta "King Size". Ed ero abbastanza grande per capire che non serviva a fare enormi gavettoni, ma abbastanza piccola da restarci traumatizzata a vita.
    Comunque le scatolette blu non sono poi così interessanti. Meglio quelle rosse, quelle arancioni, quelle verdi, quelle coi cuoricini, le palmette tropicali, quelle con coppie anni '80 in atteggiamenti equivoci e quelle con le signorine dal languido aspetto affannato.
    E poi non è strano sapere di essere nati grazie ad un atto ed essere enormemente disgustati al pensiero che quell'atto possa ripetersi?

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  2. az li ho trovati pure io nel cassetto dei miei!!

    ho fatto un cazziatone a mia mamma!! ahahahah!!! poveretta!!!

    L.H.

    (non so tu, ma io finora ho trovato solo lUi taroccati che quasi è meglio lasciar perdere)
     

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  3. Ma che dolce il piccolo Topper…. Se ti può consolare, anni fa io ho trovato solo le bustine, senza scatola, nella cassettiera di un mio capo in ufficio…  Ho cambiato mobile per l'archivio….

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  4. quello che trovai io nel cassetto di papà era un piccolo astuccio di belle, dentro, attaccati uno con l'altro come una sfilza di cerotti, cerano questi rettangoli di plastica contenenti un anello di plastica senza buco….ero perplessa, ma sdrotolandone uno la mia fantasia partorì una tesi molto originale: ci si infilava la lingua! e non chiedermi perchè ma supponevo che fossero per non avere figli..non sapendo che fare di quell'originale proteggi lingua, pensai bene di nasconderlo sotto il letto..sono sempre stata molto astuta, lo ammetto. Ora sinceramente non so se da allora quell'astuccio abbia cambiato cassetto, colore, forma dimensione, e se esista ancora, quello che è sicuro che non l'ho più cercato (nei loro cassetti) e non voglio sapere se c'è!

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  5. L'ho trovata anche io!!!! Era nell'ultimo cassetto del comodino di papà… Non me lo potrò mai dimenticare…. che siccome la sottoscritta è stata sempre un pò furbetta non ha pensato neanche lontanamente che fossero palloncini (fatta la prova per gonfiarli non ci fu corrispondenza morfologica tra i conosciuti palloncini e i "cosi"), pertanto curiosa come una scimmia ho platealmente chiesto direttamente a papà " ma a cosa servono quei cosi che tieni nel comodino che assomigliano ai polloncini?".
    E lì mio padre ha rischiato seriamente l'infarto. 😀

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  6. è esperienza comune, a quanto vedo, frugare nel comodino dei genitori. non essendo mia abitudine ho fatto questa scoperta traumatizzante quando ero già fin troppo cresciuta e volevo solo rubare un paio di calzini per andare a correre. d'istinto ho rubato un preservativo (al mango) credo per far capire che ero passata di lì e avevo visto. anche perchè in quel momento ho avuto la certezza che mio padre stava tradendo mia madre. e son cose. già.

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  7. Io continuo a pensare che i miei siano asessuati.
    Cioè, ci sono io e ho pure un fratello, e loro hanno 50 anni…
    io penso (anzi, ne sono convinta) che a 50 anni scoperò ancora…ma pensare a loro..NO, non ci voglio nemmeno provare.
    Mi illudo che l ultima volta sia stato per procreare me, e da li si siano dati all astinenza 😀
    Se, ad oggi, gli trovassi scatoline del genere…beh, credo non gli rivolgerei la parola per un paio di settimane.

    Un bacio Topper

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  8. Io trovai la scatoletta nella tasca interna di una giacca di mio padre. Perchè?? Perchè non in un cassetto della stanza da letto come da copione?? Il dubbio che non li usasse con mia madre mi ha tormentato per l'intera adolescenza, poi.. Poi il dubbio che li usasse anche con mia madre mi ha tormentato per altri tre o quattro anni.. Poi mi sono ricordata che la giacca l'avevo trovata nell'armadio della stanza da letto, che quindi è un po' come aver trovato la scatola nel cassetto, giusto? Giusto?? Sì?

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