E, punto

Ci siamo. Siamo vicini al punto di non ritorno, quello oltre il quale cambierà ogni cosa, senza più possibilità di fare marcia indietro. Procediamo spediti e nessuno sembra poterci fermare. Gli unici dubbi nascono da noi stessi e da qualche crepa del passato, motivo per cui ogni tanto rallentiamo, facciamo un sospiro, ci scambiamo uno sguardo prendendo fiato sulla panchina che ci portiamo sempre dietro e poi ripartiamo più forte e più forti di prima. Lo vedo quel punto, si avvicina sempre di più, diventa sempre più grande. Tra poco, da punto si trasformerà in cerchio e, man mano che ci avviciniamo, diventerà prima una sfera e poi, una volta raggiunta, si sporcherà di azzurro e marrone per prendere le sembianze della Terra, del mondo, il nostro, illuminato di giallo.
Alle medie la professoressa una volta ci spiegò che un punto è un ente geometrico senza dimensioni e che per due punti può passare una sola linea retta. Io, che questa cosa del punto senza dimensioni non l’ho mai accettata, già allora sfornai la mia teoria: ero sicuro che disegnando i due punti con un pennarello grosso, potevano passarci almeno due rette sottili. Anche adesso sono convinto che dallo stesso punto di partenza si possa arrivare al punto di non ritorno attraverso più strade dritte. Forse il caos ne ha scelta una diversa da quella che mi sarei immaginato, dritta sì, ma tortuosa, piena di ostacoli e di uscite che ci hanno tentato ma che non abbiamo imboccato.
Ora siamo qui e io mi guardo intorno e vedo tutto quello che abbiamo creato e che siamo diventati. Ma mi guardo intorno e vedo anche un sacco di altra gente che in qualche modo mi ha accompagnato in questo cammino e la vedo perchè finalmente, dopo qualche mese di buio, ho ritrovato gli occhi per farlo.
Vedo quelli che non hanno capito un cazzo del post precedente pensando che parlare di Lei in un certo modo e ripensare ad un periodo particolare della mia vita significhi volerci tornare insieme o amarla ancora o non averla mai dimenticata o l’amore disperato o pensavo fosse amore invece era eccetera eccetera. Sono gli stessi che forse non si sono accorti di come si chiama il blog o, più verosimilmente, leggono solo quello che vogliono leggere o, più verosimilmente ancora, non leggono. Spero che quando scriverò del mio cane, che è morto dieci anni fa, non mi si venga a dire che non ho superato il trauma.
Vedo quelli che erano con me l’altra sera a festeggiare un evento speciale al Genesi, una birreria dove sono cresciuto nel vero senso della parola date le volte che ci ho mangiato e bevuto e mi sono ingrossato. Anche quel giorno ci sono cresciuto. C’erano quasi tutti gli amici di prima, oggi fidanzati, sposati o in procinto di, un paio con un rappresentante della nuova generazione in braccio, qualche altro con meno capelli, tutti sempre con la birra in mano come una volta.
Vedo quelli che non vorrei vedere, al lavoro, per strada, dietro casa, sono ovunque. Li vedo ma quando posso li ignoro e, se non posso, faccio finta di ascoltarli e subito cambio canale.
Vedo altri amici, persi e ritrovati in questi mesi o persi e basta che però una spinta me l’hanno sempre data, i primi per andare avanti, gli altri per allontanarmi da loro stessi.
Vedo la gente morta.
Vedo tanto altro ma devo camminare ancora un po’ per poterne parlare. Devo capire quanto è lontano quel punto, parlare a quegli occhi che ho accanto e addosso, ascoltarli e nutrirli affinchè non si spengano. Accetterò il ricatto e continuerò fargli credere di poter sostenere il loro sguardo, in modo da poterli proteggere segretamente. Pagherò il riscatto con un pezzo di Luna e mi riprenderò la libertà di respirare quando li incrocio. Riprenderò a scrivere spesso e parlerò di amore, di more, di ore, di un re e di E.
E di me anche.

Annunci

19 pensieri riguardo “E, punto

  1. Sono qui, sono qui.
    Aspetto il tuo prossimo post come un drogato aspetta la sua prossima dose.
    E poi non è vero che hai superato il trauma della morte del tuo cane altrimenti non ci sarebbe, nell’ingresso della tua casa, quella raffinatissima statua di ceramica lucida, ad altezza naturale, raffigurante un dalmata. L’hai comprata apposta per riempire il vuoto e l’hai posizionata proprio lì, tra il portaombrelli in alabastro e il tavolinetto col centrotavola di vetro di Murano con due cigni.

    Mi piace

  2. Quanta rabbia!
    Non è facile scrivere e più difficile capire chi scrive
    Non è facile seguire una linea retta e chi la segue nn è la perfezione.
    Perfetto è colui che insegue un'idea e durante il cammino devia prima da un lato….poi dall'altro…e ancora cade e quando si rialza anche se gli gira le testa continua nella sua direzione.
    Io ti leggo e nn ti giudico.
    Leggerò di l'Eli , di amore, di more, di ore …e di te.
    Teresa

    Mi piace

  3. e riesci a vedere anche tutte le belle cose che hai dentro di te?
    amore..more…re ed e..eh sì, quello sei TE!
    è sempre bello leggerti.
    Continua a vedere, cosa non importa, con gli occhi chiusi o con gli occhi aperti, te continua a vedere.. 😉
    :*

    Mi piace

Commenti?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...