Discorrendo con dio

Clergyman color latte materno, barba e capelli lunghi, bianchi e perfettamente curati, occhi azzurro cielo del polo nord, profumo Acqua di Giò, ciabatte Dr. Scholl’s, aurora boreale sulle spalle. Dio si presenta da vero signore. Io non posso dire altrettanto: indosso la cravatta ma ho la barba lunga e incolta, i soliti jeans, la solita giacca, le solite Adidas gialle. Ci vediamo al Donegal, il pub in cui il più delle volte incontro Gesù. Gesù in questi giorni sta cercando di liberarci dal male, è in incognito a Roma per far cadere il governo. Proprio per questo non ha potuto vedere su Sky la prima puntata di “The walking dead” e ha chiesto a dio di incontrarmi perché io gli dessi la copia masterizzata in DVD.
Prendiamo qualcosa da bere, io una Guinness, lui un bicchiere divino. Ne approfitto per raccontargli di me, visto che non ci sentiamo dal giorno della mia prima comunione. Dopo undici minuti e sei secondi netti, mi ritrovo a parlargli della morte, dell’amore e di altri demoni. Ma anche di calcio.
Nell’ultimo anno ho pensato spesso alla morte, forse a causa dei miei incidenti. Fortuna che lei non abbia pensato a me. Su questo delicato argomento mi sono sempre sentito vicino al pensiero di Epicuro la cui dottrina, in contrasto con quella di Aristotele, Platone, Socrate, Diogene e Zico, tra le altre cose sosteneva, più o meno, che il problema della morte non è la morte in sé ma la paura di morire. Diceva, nelle sue apparizioni televisive, che la morte non è nulla perché quando ci siamo noi, lei non c’è e, quando arriva lei, noi non siamo più. Il ragionamento non fa un piega. Ma se lo avessi conosciuto avrei detto ad Epicuro che io non temo la mia morte, temo quella dei miei cari e, se le leggi della natura verranno rispettate, suppongo che prima o poi la dovrò affrontare. Non sarò pronto, non potrò mai esserlo. So che non farò in tempo a dire tutto quello che vorrei alle persone che mi hanno messo al mondo, so che tutto l’affetto del mondo non basterà a convincermi di avergli dimostrato ciò che meritano. Eppure non posso farci niente. Nemmeno posso pensare egoisticamente di lavarmene le mani, anche perché l’unico modo possibile sarebbe che la morte raggiunga me prima di loro. Sarebbe un dolore terribile. Non oso immaginarlo. Cioè io ne morirei se non fossi già morto. La morte non è il peggiore dei mali, non la nostra almeno.
A questi pensieri ad alta voce, dio risponde annuendo. Non aggiunge granché alle mie parole ma prende spunto dalla loro profondità per ricordarmi delle mie idee sull’amore e sulle varie forme in cui si manifesta, compresa quella per la squadra del cuore. In tutto questo, temo di aver capito che dio sia interista, non è un caso che il Milan sia di Berlusconi e che il diavolo sia il suo simbolo.
Inizio quindi a parlare d’amore e non posso non fare riferimento a Lei e a lEi, le due donne che a distanza di anni mi hanno fatto rispettivamente scoprire e riscoprire questa cosa con la a minuscola. Di entrambe ho parlato tanto con tutti i metodi di espressione che conosco, silenzio incluso. A lEi, la seconda, oggi voglio un bene enorme, qualcosa di simile ad un amore con la A maiuscola. Per merito e per colpa di questo strano sentimento ho capito che lEi deve restare lì dov’è, com’è e come la vedo io, con la sua vita, il suo destino e me vicino secondo quanto stabilito dal caos, in un equilibrio stabile come (non) lo volevamo e che ora è perfetto. E’ Lei però, la prima persona di cui mi sono innamorato, che da un po’ di tempo a questa parte si è intrufolata nuovamente nella mia mente. Di certo non ne sono più innamorato. Le voglio bene ma non ho bisogno né voglia di vederla, mi ha fatto troppo male. Ora, io non so perché ho ripreso a sognarla tanto spesso ma credo che Freud qualche idea potesse averla. L’ho sognata in tutte le salse nei mesi scorsi: con affetto, con odio, con rabbia, con indifferenza, con un altro. Ho sognato di riconquistarla, di perdonarla, di litigarci, di vendicarmi, di berci una Guinness. Non ho sognato di parlarle, non voglio, non credo che si ricordi di cosa io abbia rappresentato nella sua vita.
– Quindi, dio, sono discorsi che non hanno molto senso. Lo so. Poi sono argomenti complessi, forse i più complessi della storia dell’uomo, insieme a quelli sull’origine del mondo. A proposito, tu c’entri qualcosa?
– …
– E’ che ogni tanto ho questi pensieri e ci rifletto. Ma non si tratta di problemi che vogliono una soluzione e nemmeno hanno un filo logico. Ho capito solo che hanno una cosa in comune.
– …
– Sono incompiuti. L’addio ai miei cari non è un fatto compiuto. La fine del rapporto con Lei e con lEi è rimasta incompiuta. L’amore e la morte, il campionato e questi stessi pensieri sono vaghi e incompiuti. Pure il post che sto scrivendo è incompiuto.
– …
– Sei dio, dimmi qualcosa.
– …
– Beh, continua a restare in silenzio. Sarà per questo che non ti credo.

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71 thoughts on “Discorrendo con dio

  1. il discorso della morte, avrei potuto scriverlo io.
    voglio dire, lo condivido in pieno, non avrei mai saputo scriverlo così bene.

    sto cercando di pensare a qualcosa che sia del tutto compiuta, ma non trovo nulla. 
    forse l'unica cosa che si compie veramente è la nostra morte.

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  2. E per il suo silenzio e per le sue strane e presunte e soprattutTo pseudo manifestazioni, non ci credo nemmeno io.

    E come te ho una fottuta paura di perdere le persone che amo.
    fottutissima paura.
    Da nemmeno commentare.

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  3. post "importante" questo Topper.
    Vita, Morte, Amore, Giunness…capisaldi dell'esistenza…parole incrociate e modellate tra di loro.
    Se ti avesse saputo rispondere saresti diventato l'unico uomo sulla terra che sa il senso di tutto questo…ma poi?
    Tutto avrebbe perso importanza perchè non avresti più pensato e sminuzzato i tuoi pensieri come qui.

    ps. un bicchiere divino…c'ho sorriso  🙂

    pps. hai mai pensato a come le cose che ci rendono "migliori" di quanto noi stesso pensiamo, siamo così tremendamente soggettive?
    Il tuo migliore è il mio peggiore.

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  4. Sì, è risaputo che Dio è un tipo di poche parole. Infatti gli amici lo chiamo "il mafioso", così per ridere. E comunque mi piace sempre tanto il tuo flusso analogico di pensieri però, ecco…. quello non è dio, è il signor Bellazzi, del 9-C. Ha l'Alzheimer e ogni tanto scappa via dalla badante. Quando ha finito di bere riportalo a casa, mi raccomando!

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  5. Non lo so Topper…io è da anni che sono nella fase del Non-Credo, ma ammetto quanto mi piacerebbe esistesse però un'entità del genere che ha un piano per tutti noi.
    Mi piacerebbe si, ma sono anche convinta che il più delle volte ci serva pensarlo quando nn sappiamo darci delle risposte…è più facile dirci "è destino" che ammettere che certe cose succedono e basta.

    Il soggettivo per te è oggettivo in questo caso.
    Ma non sono convinta l'affrontare l'argomento o il "disquisire" con sconosciuti, possa rendermi effettivamente migliore.
    O forse, semplicemente, al momento non ho una gran stima di me e la parola "migliore" la vedo un'utopia associata a qualcosa di mio.

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  6. Nono…SONO A ROMA. Trasferita. Così. Repentinamente. Anzi, direi che ci si dovrà prendere un caffé, appena mi sistemo. E questo silenzio fa rumore, sì. Decisamente.
    Quello di dio invece…boh, è un silenzio che forse ne dimostra l'inesistenza. O parla solo a chi gli sta più simpatico [ma allora che dio è?] o non c'è. O è muto…

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  7. se ci credessi veramente veramente anche io, nonostante faccia yoga e meditazione da anni, ti direi che l'incompiuto  diverrà compiuto in un'altra vita, perchè tutto arriva quando sei pronto, sei consapevole ecc ecc, che ogni cosa che succede ha un senso nell'evoluzione spirituale dell'uomo,e che quest'amore a cui tanto aneliamo è dentro di noi e che quando ci crederemo davvero avremo tutto quello che desideriamo, perchè Dio vuole solo la nostra felicità.affascinante è questo mio periodo, un misto di percorsi spirituali alla ricerca di risposte che già ho,affascinanti le persone che si incontrano e la loro esperienza e le cadute,le salite, le discese,questo continuo comunicare con se stessi per capirsi e capire il mondo fuori di te e poi rendersi conto che siamo tutti uguali, tutti tutti e più si è semplici e più si è felici.io ho sempre "pensato" troppo nonostante la mia vita "tranquilla",credo che sia giunto il momento di vivere semplicemente quello che la vita ci porta,perchè ora vivo, passato, futuro, altre vite,leggi d'attrazione e causa effetto ecc,bene a sapersi ,la conoscenza apre sicuramente nuove prospettive,rende gli orizzonti più ampi,smuove un sentire diverso e allarga la compassione del cuore e dell'anima.si cresce anche con i dubbi,a volte non  si capisce più niente, ci si ferma,non si scrive, si vive, si metabolizza e si prova a digerire,si va avanti, mai indietro per finire un ciclo e ognuno ha il suo più o meno uguale a quello di un altro.eppure Dio lo vedo e lo sento proprio nel silenzio sai, si fa strada nell'uomo spesso in modo silenzioso fino a venir fuori in maniera prepotente d'improvviso nello sciabordio delle onde,in quel fiore sul ciglio di una strada grigia, nel sorriso di un amico, nell'affetto di un genitore, nel gesto gentile e gratutito di uno sconosciuto, nella bellezza dello scritto e del cuorepensiero di un Uomo.
    ciao caro topper
    daphnee

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  8. La morte, come annullamento, come nulla, come supernova, può fare paura quanto può farlo il vuoto. Ma il dolore, l'agonia, ti piomba addosso come un treno e puoi solo sperare di non scoprire mai come sopravviverne. Almeno è ciò che penso.
    Se il dolore esiste ancora ed ogni giorno, non capisco come si possa credere in un dio incapace di evitarlo. Non di curarlo. A quello ci pensa il dio analgesico, alcoolico, oppiaceo. Evitarlo sarebbe il vero miracolo.
    E poi amare è un po' come morire, dovresti saperlo bene.

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  9. E quando mai…

    Ma il Donegal a via Marco Polo??
    I libri me li sono incollati tutti da sola,il giorno dopo 70 kg di letto tra me e papà,4 ore di montaggio e poi mi sono caricata la libreria (precedentemente smontata) e l'ho portata su.
    Poi si è bloccata la schiena.
    E mi sono pure stupita.
    🙂

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  10. Sir Topper, buonasera.
    Mi chiedo, leggendoti, se non sia meglio pregare che non vi siano risposte ad alcune nostre domande. Considera, poi, che siamo in tanto…sai la Babilonia!?:-) 
    Brindo a te… 
    e a questa luce gialla..divina:-)

    Bacino.
    *A*

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  11. Uff, è la terza volta che ricomincio a scrivere questo commento.
    La prima volevo dire che hai scritto un post su due cose che mi ossessionano costantemente. L'amore perché boh, quando c'è, in ogni sua forma, è ossessione, è lì, è presente, sotterraneo a qualsiasi altra cosa si faccia. E la morte perchè non faccio altro che chiedermi (in modo bambinesco e infantile) come si rifletterebbe su altri la mia, di morte. Ho, come te, l'ovvio sacro terrore di perdere chi amo, e non faccio che chiedermi come sarebbe per altri perdere me.
    Infantile, paranoica eccetera, può darsi.
    La seconda volta stavo solo scrivendo che l'amore ha una sua compiutezza quando finisce, e basta.

    Poi mi sono sembrati entrambi commenti banali, ma volevo dire la mia opinione, così li ho buttati giù tralasciando forma e contenuti, perché ho sonno.

    Il tuo blog in rosso su nero mi ammazza gli occhi ;p

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  12. E ci parli pure con uno che a dire di tanti avrebbe stabilito tutto ciò che abbiamo fatto e quello che dobbiamo fare?!
    Non ti credo.
    Sei andato in quel pub e ti sei seduto davanti a uno specchio. A questa storia sì, invece, ci credo. 

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  13. Per una come me che parla di calzino lasso indossato con l'infradito, imbattersi in un colloquio con dio è come per un elefante entrare in una cristalleria. Ma ho anche io affrontato- a modo mio, semplificando, banalizzando, ironizzando-una questione del genere. Non riconosco dio ma è anche vero che non l'ho mai cercato, piuttosto parlo con me stessa e sono arrivata alla conclusione tragica che il mio alter-ego è un parrucchiere. Fa strano lo so. Maggiori info in merito sono nel mio blog.

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  14. Tutti figli di Oblio Immediato e Collaterale, però.
    Comunque se lo incontri un'altra volta chiedigli di spiegarti il perché della pioggia del weekend dopo 5 giorni lavorativi di sole, perché, senza una spiegazione, razionale o irrazionale che sia, continuerò ad invocarlo a gran voce!

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  15. Non mi preoccuperei più di tanto, anche l'amore è una cosa passeggera, come tutte le cose terrene, quello che conta sono i soldi.
    Anche noi qui in convento, grazie alla sacralità del loco lo abbiamo capito, magari troppo tardi

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  16. Eh vabbè, però io stavo qui a scegliere i colori per il nuovo template e a mandare senza senso cuoricini "puffettini e ciccini" su facebook e poi arrivi tu con questa rivelazione tremenda. Mannaggia a te!

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  17. E una conclusione non esiste e forse è questo che ci fa stare male, l'assenza di un bel The End, quello al quale ci hanno abituato nei film…

    p.s. Sì, anch'io conosco una Ruby, ma non è una Ruby rubacuori, i media mi hanno fregato il nome della mia migliore amica nel racconto, maledetto Berlusca…fa veramente di tutto per farsi odiare!!!

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  18. Hai ragione, le cose incompiute ci attraggono sempre di più delle altre.
    Il mio prof di greco diceva che se avessimo tutta Saffo e non qualche frammento, probabilmente ci renderemmo conto che era l'educatrice di un pensionato per signorine benestanti, non la fascinosa seduttrice ambigua che ci è giunta con pochi versi.
    Ciao e auguri per la convalescenza dagli incidenti.

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  19. Forse la sogni perchè anche Lei ti pensa, perchè c'è ancora un legame enorme, nonostante il tuo odio e il tuo rancore. Forse Lei sta in silenzio solamente per rispettare il tuo desiderio di non parlarle o vederla. Forse, a dispetto di quello che pensi, non ha dimenticato quello che hai rappresentato nella sua vita. Forse potresti incontrarla, perdonarla e berci una Guinness insieme. Forse così smetteresti di parlare di morte con Dio.

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  20. la morte dei cari è la cosa + brutta…ti dirò so che ti sembrerà strano avevo un cagnolino fino a un mesetto fa' sapebvo che era vecchio …ma quando è morto sono stata malissima…mamma mia…:(

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  21. Per non far sapere che lavoro faccio. Qui su splinder sapevano tutti che facevo la fotomodella 
    L'ho sempre detto che sei speciale e che hai mille identità, un po' come "Il Santo" anche se sei più bello di Val Kilmer 
    Portati un ombrello. Grande. 

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  22. l'amore non esiste, la felicità non esiste, noi non esistiamo.
    forse solo dio esiste, chi lo sa. dio sole si, ne ho le prove.
    prova ad offrirgli un bicchiere di vino rosso, ti andrà meglio, vedrai

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  23. Sai che ti pensavo l'altro giorno.. a te  e a questo tuo post.. che strano ho pensato.. io con Dio ci parolo sempre.. però non gli chiedo mai.. nessuna domanda.. è un patto tacito.. forse perchè lo so a priori che le risposte le devo cercar da me..

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  24. … ciao top … non sempre le leggi della natura vengono rispettate … e in ogni caso è molto doloroso … e dio zitto come sempre … semmai se la ride sulle nostre paure … sui nostri discorsi incompiuti ma non per questo inutili o non degni di risposta … io non gli credo perchè non beve guinness … baci top

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  25. Mi è piaciuto moltissimo questo post e, la parte sulla morte, la condivido in pieno.
    Anche io non temo la mia morte se non per l'effetto che questa avrebbe sugli altri. Temo la sofferenza che porta a chi resta: questo temo.
    Temo di non fare in tempo a fare tutte le cose che devo/voglio fare.
    Temo di avere dei rimorsi per non aver detto o fatto qualche cosa, perchè è così: nella vita hai mille occasioni che non sfrutti, ma te ne rendi conto solo quando ormai sono passate. Così succede con le persone: è quando le perdi che ti accorgi che avresti potuto…
    Insomma, io non scrivo bene come te, per cui non so se riesco a spiegarmi.
    Per quanto riguarda Dio, io credo che lui non parli semplicemente perchè ha altri obiettivi, che non hanno niente a che vedere con le nostre piccole vite. DIo non è misericordioso: lui è un grande scienziato e noi siamo i suoi topi da laboratorio…

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  26. Hei Topper, non potevo lasciare i commenti col 69, son dovuto intervenire
    con i miei  auguri standard

    A te ed ai tuoi cari, animali inclusi, purchè piccoli e graziosi e
    che il nuovo anno possa veder realizzate tutte le tue speranze,
    meno una.

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