Fare

L’importante è il fare. Lo dico sempre. Le esperienze, anche se negative, insegnano qualcosa. Se non insegnano, arricchiscono. Se non arricchiscono, rapiscono. Nel peggiore dei casi distraggono.
Così continuo a portare avanti con passione tutti i miei hobby. Il lavoro prima di tutto, ma solo perché è il passatempo più remunerativo. Continuo a nuotare e a sguazzare in acqua quasi ogni giorno e a partecipare a qualche gara. “Qualche” forse non è il termine esatto, visto che ho preso parte a tutte le gare del circuito previste a Katmandu. La prossima sarà all’estero, a San Marino. Ai prossimi campionati nazionali, salvo imprevisti (tipo incidente in moto), farò tre gare: 1500, 800 e 400 metri stile libero. Sarebbe un’impresa, decisamente gratificante a prescindere dal risultato. So già che arriverò ultimo infatti. Continuo ad arbitrare pallavolo, sabato ultima giornata a Perugia e fine dei weekend a zonzo. Continuo a leggere (tantissimo in questi giorni) e a scrivere, sul blog forse un po’ meno. Con l’arrivo del caldo, riprenderò a fare immersioni e ad appendermi con le corde. Ho ripreso ad andare in moto, ritrovando i brividi delle passeggiate a 230 km/h. Fino al prossimo incidente che, si sa, non avrà conseguenze. Se non squisitamente economiche. E se mi resteranno soldi in tasca viaggerò. Se non ne avrò, mi ubriacherò e fumerò, viaggiando in altro modo. Nel frattempo ho cantato al concerto dei Litfiba, bellissimo, e ho sudato a quello dei Prodigy, elettrizzante. Sarò all’Heineken Jammin’ Festival a vedere i Pearl Jam (soprattutto), i Green Day, i Massive Attack, i Black Eyed Peas, gli Skunk Anansie, Ben Harper e non ricordo chi altro. La settimana prossima vedrò Fiorello. Da grande appassionato di tennis sono stato agli Internazionali d’Italia a Roma, dove hanno giocato i migliori esponenti di questo sport fatto di racchetta e pallozza gialla.
Esperienze. Sensazioni. Ricordi che si aggiungono a ricordi. Fare, sempre, e farlo al massimo per stare bene. Spero di non fermarmi mai.
Eppure niente di tutto questo è minimamente paragonabile alle emozioni che mi assalgono quando lEi mi regala un semplice sorriso.

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13 pensieri riguardo “Fare

  1. Mmmm…Leggerti mi ha fatto scattare qualcosa…Mi ricordi me qualche annetto fa. Mi chiamavano Duracell. E non fumavo nè bevevo alcool. Avevo un sacco di energia, nonostante l'età…Ce l'ho ancora, ma ora è tristemente repressa. Mi sa che riprendo la mia vecchia vita, tutti i miei interessi…Perchè mi fanno sentire viva. Perchè è meglio, prima che esploda!… E quel sorriso?…Quoto Bar, c'e tutto un mondo da scoprire dietro a un semplice sorriso… Bax, Akai

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  2. Ora, sei l'anti – me. Io mi sento come una che ha fatto troppo ed ora non sa più cos'altro fare per ingannare quest'attesa. O forse è solo stanca. Però, vederti arrivare primo ad una gara allargherebbe anche a me un sorriso. Anche se non sono lEi.

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