Al buio

Tutto rotto ma vivo e, come pensavo, immortale. Al lavoro in verità, ora che conoscono i dettagli dell’incidente, mi chiamano “il miracolato”. Io non credo sia stato un miracolo, soprattutto perché non credo ai miracoli, ma penso che, se miracolo doveva essere, doveva evitare di farmi cadere.
In tutto ciò ancora mica me lo ricordo cosa è successo. Va bene che sono rimasto svenuto per dieci o quindici minuti (a proposito, non ho visto alcun tunnel e alcuna luce in fondo al tunnel né mi è passata tutta la vita davanti ma forse proprio perché, essendo immortale, non stavo morendo) e che non ricordo quei frangenti (ero svenuto, è normale) ma dovrei almeno ricordare il momento prima dell’impatto, dovrei ricordare che ho cercato di non cadere, di tenere in piedi la moto, di evitare il cagnolino che attraversava la strada o la macchina che avevo davanti. Dovrei ricordare i secondi in cui ho cercato di non sfracellarmi. Invece niente. Possibile che mi sia caduto un meteorite sulla testa mentre guidavo – questo giustificherebbe tante cose – ma non è stato trovato alcun meteorite. O meglio, una cosa che assomigliava al meteorite c’era ed era la mia moto, nera, metallica e appallottolata. Adesso veramente sembra un transformer nella versione umanoide. Ma non ne vuol sapere di tornare a fare la moto. E posso capirlo, era meglio combattere contro i cattivi di un altro pianeta che schiantarsi contro un muro a quella velocità. Che poi la velocità è ancora da stabilire ma sembra certo che non stessi andando a trenta chilometri orari. Beh, nemmeno a settanta. Forse ero sopra i cento. Ok, ero sui centotrenta. Comunque entro il limite. Ci tengo a lasciare questo modo in modo legale.

Appurato che ero ancora vivo, una cosa che mi ha fatto riflettere sono stati i messaggi di solidarietà che ho ricevuto da mezzo mondo. Ero solo quando tutto ciò è accaduto e, nello stato confusionale in cui mi trovavo, ho pensato di avvertire solo due persone: il capo e il mio allenatore di nuoto. Giusto per dire a entrambi che avrei avuto qualche difficoltà a mantenere gli impegni degli ultimi giorni. Poi basta, non ho chiamato nessuno, nemmeno papà e mamma che è carino muoiano in altro modo, magari di vecchiaia, e non perché il figlio gli ha dato una cattiva notizia. In poche ore però proprio quella notizia si è diffusa a macchia d’olio. Ho scoperto di avere dei colleghi pronti a farsi in quattro, che però al lavoro si fanno a metà; ho scoperto di avere degli amici, di alcuni dei quali non conosco nemmeno il nome; ho scoperto che qualcuno non avrebbe voluto che me ne andassi. I compagni di squadra sono stati splendidi: pare abbiano già inaugurato un mezzo busto all’ingresso della piscina e so che stanno lavorando ad una manifestazione per il prossimo anno, il memorial Topper Harley. Mi hanno cercato persone di cui ignoravo la presenza sulla Terra, mi hanno chiamato alcune ex e alcuni amici del blog. Una mi ha anche scritto dalla Spagna. Mi ha contattato pure Lei: questa sì che è una notizia ma non sono sicuro che l’abbia fatto perché ha letto dell’incidente, più plausibile che abbia sbagliato numero. Ho ricevuto messaggi di solidarietà pure da Haiti. E Benny, il Papa, pare abbia versato una lacrimuccia domenica scorsa dalla sua finestra sul cortiletto.
Alla fine sono ancora qui. Non proprio in forma ma sono qui. Il problema è capire se “qui” è la vita che avevo prima o se sono ancora svenuto, o morto, e tutto quello che mi sta accadendo dalla settimana scorsa ad ora sia reale. Non vorrei che succeda come in quei film dove, dopo due ore di trama articolatissima, il protagonista si sveglia e si accorge che era tutto finto. Dico questo perché anche oggi ho il vago sospetto che le cose meravigliose che mi accadono da qualche sera a questa parte siano solo frutto delle idee di uno sceneggiatore da Oscar, che ha inventato personaggi unici e una storia davvero incredibile. Se si tratta di un film però il finale non è ancora arrivato. E se tutto questo non è vero, col cazzo che voglio tornare alla realtà, lasciatemi lì sull’asfalto, disteso e sanguinante, a godermi il buio.

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51 pensieri riguardo “Al buio

  1.  … l’ho visto benissimo anch’io benjamin , era una lacrima sola, ma è caduta giù dal balcone e ha inondato la piazza … tirati su dall’asfalto, che è freddo e scomodo

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  2. Spero che ti abbiano almeno montato al giusto
    e che abbiano usato solo pezzi tuoi, o quantomeno ricambi originali.

    Altrimenti quel film poteva essere "la mosca"… e non andava a finire che ti risvegliavi, no…
    (se inizi a risvegliarti appeso al soffitto, nei prossimi giorni, documenta il tutto, che cose così non è che capitino tanto spesso, eh…)

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  3. Mah…
    Sono una di quelle persone che pensa che quasi nulla capiti per caso.
    Allora, goditi il tuo "asfalto" e tutto quello che ti stà capitando.
    Tanto c’è poco da domandare e poco da capire, credo sia sufficente osservare.
    Hola

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  4. Topper ora che tu sospetti che quello che stai vivendo non sia reale, io che sto leggendo comincio a sentirmi un po’ svanire…e se fossimo tutti ma dico tutti tutti, frutto di una tua allucinazione? Altro che immortale…proprio Dio in persona! 😀

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  5. Se solo tu provassi a capire, a guardare indietro di qualche mese, se solo tu ne avessi voglia. Capiresti quanto avrei avuto bisogno di te, quanto avrei voluto che tu mi prendessi la mano, quanto ero felice sapendo che mi lasciavi muovere vicono a te. Se tu avessi voluto guardare un po’ più in la, avresti sentito sulla pelle il mio affetto ogni giorno, e soprattutto non mi saresti mancato quanto mi manchi adesso. Invece tu giudichi, giudichi, giudichi., E ciò che è peggio, tu lo fai in silenzio. Mi manchi.

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  6. Si vede che nello schianto oltre alla moto si è disintegrato pure il muro che ti portavi appresso… vedi di non ricostruirlo e di permettere a chi ti vuol bene, o anche solo a chi ti trova simpatico e piacevole, di starti vicino!
    :-*

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  7. Diamo il via ad una serie limitata (e-meno-male) di frasi scontate :-)) ma dalle quali forse si può trarre qualcosa per se stessi fin tanto che si sente il bisogno di bere alla fonte..
    Forse non tutti i mali vengan per nuocere e nulla accade per caso…non trovi? Chi puo’ sapere a cosa è dovuta questa tua ‘rinascita’? Sentirsi un uomo nuovo, in balìa di nuovi viaggi puo’ portare solo qualcosa di buono…
    Ti conosco da poco ma sento che sei un sognatore e un viaggiatore di mondi…beh, ti auguro di sognare piu’ forte che puoi, senza premere troppo sull’accelleratore pero’ eh:-)))
    Un bacino…

    Angelika

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  8. topper, un giorno ti chiameranno quelli dell’ufficio smistamenti Vitadopo (e’ fittizio, non ho mai creduto nell’aldiqua, figuriamoci nell’aldila’, ma qualcosa devo pur inventare, senno’ mi annoio):

    – Senta signor Topper, la smetta di lamentarsi. Capisce, noi abbiamo un sacco di lavoro e ce la stiamo pure mettendo tutta, ma quel che e’ troppo e’ troppo. Non le va bene mai nulla. Si rende conto dei disagi che provoca? Ci ha mai pensato, no, certo che no, lei si vive la sua vita, ma vede, noi, che dobbiamo far combaciare i tasselli di mille e piu’ mille vite, gli straordinari gratuiti e il capo in botta una sera si e una sera magari anche, vede, noi siamo stanchi.Guardi, faccia un po’ come vuole, si prenda una pausa di riflessione, ma stia zitto. Perche’ tutto questo suo stravolgere pensieri, capisce, arriva fino a noi, e poi, noi e dico noi tutti, mica solo io, pie creature costrette ai lavori forzati, perche’ sa, qui niente sabato e domenica e gita al mare o sotto al mare, no, qui santi tutti, tutti i santi i giorni, ci ammazziamo di lavoro per quelli come lei, che mai bene niente. Ci faccia un favore, guardi. Vede quel tavolo la’? Quello laggiu’ in fondo, si, quello col bicchiere pieno. Ecco, vada li’, li’ si trova il suo puzzle e se lo componga come meglio crede. Poi capira’, che mica puo’ sempre andare tutto come vuole lei. Ecco, ci faccia il piacere. E gia’ che c’e’, svuoti quel bicchiere –

    Scusa. Un raptus. Mi diverto con poco.

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  9. devo deluderti, sono sobria. al massimo ho nel sangue un po’ di adrenalinica felicita’ per i familiari preparativi per carnevale. tra l’altro. ho bisogno di un secchiello verde, ne hai mica uno?

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  10. "Mi ha contattato pure Lei: questa sì che è una notizia ma non sono sicuro che l’abbia fatto perché ha letto dell’incidente, più plausibile che abbia sbagliato numero"


    …bhè attento a non cadere in tentazione…questo tipo di situazioni sono sempre ambigue…."and your mind fly"..!!!!

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  11. O.o
    ho letto questo ed il post precedente.
    oh, cacchio! non sapevo niente, sono arrivata qui tutta trallalero trallalà, pronta a scriverti qualche minchiata delle mie e trovo ‘na puntata di DoctorHouse 🙂  potevi farla a me la chiamata, no? che adesso mi risparmiavo sta figura di merda e mi rivolgevo al miracolato con termini più idonei.
    Scherzi a parte, sono felice di saperti ancora in vita..e ti auguro di rimanere sempre Vivo nella tua vita, che sembrerà un gioco di parole ma tre essere in vita e VIVO, per me, ce ne passa..
    forse, come in tutte l’esperienze analoghe a queste, ora sarai un uomo migliore, apprezzerai di più la vita, la vivrai davvero e bla bla bla…non ci è dato sapere, sei qui fortunatamente, e questa è una figata da non sottovalutare 😉
    Sicuramente la persona a cui avresti voluto ( ma non "potevi") far la chiamata era con te, perciò ti sentivi confuso nel pensare a chi farla, avevi tutto ciò di cui avevi bisogno, chi avresti dovuto chiamare era lì 😉

    Auguri ed evita un pò di voli pindarici quando sei in moto ehehehe
    :***

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  12. considerato l’ultimo commento, non ti propongo di darti due schiaffoni per verificare se ancora sei svenuto o se hai ripreso conoscenza…
    ….però quello che pensavo: se tu sei svenuto e da svenuto immagini di scrivere un post e lo scrivi, come mai io lo leggo? non sarò mica svenuta pure io????!!!!!!

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  13.  Santa polpetta che paura!
    Ma avvisami no? 
    Arrivo qui e leggo che te sei sfracellato.
    Menomale che stai bene..
    E pensa che nonostante il mutuo vado in piscina e mi sono fatta pure un tatuaggio nuovo. Tiè.
    (…..)
    🙂

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  14. Meglio?? Peggio oserei dire….Non ho nemmeno voglia di aprire msn. Ogni tanto lo faccio per accordarmi sui servizi fotografici che ho in sospeso, ma niente di più…Non voglio forzarmi nulla, voglio imparare a stare un pò sola con me stessa, cosa che non conosco e che mi fa enormemente paura. Ma il dolore va superato. E solo vivendolo a fondo lo si supera… non scansandolo purtroppo…

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  15. Ponyo e’ un pesce. No, Ponyo e’ una bambina. Insomma. Ponyo sono io, dicono amici e alunni. Magari io non ci credo molto, perche’ intanto non puzzo di pesce ed e’ da un po’ che non sono piu’ bambina.

    Lei, insomma.

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  16. Non saprei. Quelli di Hayo Miyazaki li ho visti praticamente tutti, ma forse perche’ si addattano al mio modo d’immaginare la realta’. Poi in realta’, sono cresciuta con cosi’ tanti cartoni animati, da una parte tutti gli anime trasmessi dalle tv italiane, dall’altra tutti i cartoni animati della – al tempo – Repubblica Cecoslovacca, che erano favolosi. Alcuni pure in stop-motion. Oggi invece, comunque, facendo la maestra sono convinta di dover essere informata sul mondo dei miei alunni, quindi guardo anche quelli. Anche se non li trovo un granche’, e ogni tanto propino loro quelli con cui sono cresciuta io.

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