Piccola teoria

Cos’è la felicità? Beh, è una domanda del cavolo, una domanda alla 21 grammi. Come chiedere a Dio dove abita (ok, ad Arcore, ma non intendevo questo). E poi non sono Coelho. Insomma, non so rispondere e in effetti nemmeno mi interessa. L’altra sera però ci riflettevo. L’altra sera ero un po’ ubriaco e si sa che è in queste circostanze che vengono fuori le deduzioni migliori. L’altra sera ho goduto di un pezzo di felicità.
Ci avevano da poco rilasciato e, gironzolando per la città in cerca di alcool, capitiamo più o meno per caso presso una bottega di anticaglie che, secondo qualcuno, la sera fungeva anche da pub. Entriamo dal piccolo ingresso, camminando verso il fondo tra cianfrusaglie e mobili antichi, sguardo a sinistra ed eccoci immersi in uno spazio enorme, con un bancone, tavoli e un palco pronto per uno spettacolo. Dappertutto bicchieri colmi di vino e birra in mano alla gente e piatti di pizza sparsi. Il posto è squallido come piace a me e quella specie di palchetto è davvero incredibile, sembra un dipinto su una parete partorito a quattro mani da Kafka e Lynch. Due amiche chiedono subito da bere due birre alla spina. Prendono i soldi per pagare ma la signora dietro al bancone le blocca dicendo che quella sera era tutto (e quando dico tutto, voglio dire tutto) gratis. Gratis, bella parola. Gratis perché si festeggiava il fondatore di quel posto. Diciamo che si commemorava il fondatore di quel posto, visto che era morto da qualche giorno.
Appresa l’informazione, uscivo dal locale pochi secondi dopo con birra e patatine. Rientravo con i bicchieri vuoti e uscivo di nuovo con vino e salatini. Così per un po’, finché il passo si è fatto barcollante, la risata sciocca e l’animo felice. Perché io, in quel frangente, ero felice. Non solo perché stavo bevendo e ridendo in buona compagnia ma perché tutto ciò era gratis. Felice non lo sarei stato dopo e non lo ero prima: soddisfatto sì, più che soddisfatto, contento e più contento della mia vita pure, ma l’essere felice è una condizione diversa e forse estemporanea. E così, tra un sorso e l’altro, ho realizzato che un individuo (o forse solo io) può essere felice solo in determinati frangenti e che lo scopo di una vita può essere quello di rendere questi frangenti numerosi e lunghi quanto più possibile. Non intendevo rifletterci oltre né scrivere un saggio sulla ricerca della felicità.
Però ho trascorso la settimana successiva a bere ed ubriacarmi, convinto di essere sulla strada per il paese delle meraviglie. Bere con tutte le conseguenze del caso: vomito, mal di testa, figuracce, una mezza rissa, persone che non mi rivolgeranno più la parola. Stamattina, in uno sprazzo di lucidità, leggendo Bufalino, ho capito che quei frangenti di felicità, oltre che essere numerosi e lunghi nel tempo, devono anche avere origini diverse, devono cioè variare. Non si può rinascere tutte le mattine. Quindi va bene ubriacarsi, ma una volta ogni tanto. Va bene viaggiare, se ci si ferma ogni tanto. Va bene concedersi un regalo, ma non qualsiasi cosa. Va bene far l’amore, ma non con la stessa persona. Va bene scrivere, ma non sempre stronzate.

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16 thoughts on “Piccola teoria

  1. la felicità è uno stato che è dentro di noi e che non può dipendere da quante volte ci si ubriaca, da quante donne o uomini si cambiano, da quanto si va lontano.
    Le città te le porti dentro diceva, mi sembra Kafavis… e la felicità o l’infelicità pure.

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  2. Due cose mi hanno colpito
    Primo: la felicità è fatta di frangenti. Il nostro scopo è renderli numerosi. Azzo se hai ragione, non ci avevo mai pensato…
    Secondo: oltre a questo i frangenti devono essere vari: Vero pure questo, sebbene non è sempre così.

    Il tutto coronato dall’ultima frase.
    Coclusione: ammazza come sei saggio!

    (ovviamente l’ultima osservazione è ironica!:) )

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  3. Concordo in pieno..ecco, secondo me, addirittura la felicità non esiste..cioè esiste nel momento in cui appunto è momentanea..la felicità è il picco più alto della serenità, data da un emozione inaspettata o da una tanto attesa eccecce..quella da alcool è illusoria, ma quella da mangiar e bere gratis è una felicità da culo! ahaahah
    ecco, la felicità è un istante di appagamento! ed una vita quotidianamente appagata alla lunga sarebbe noisa, perciò la felicità è momentanea per poterci rendere conto di quegli sprazzi di gioia/appagamento/ e grande ” agio interiore” che è appunto la felicità, e goderne appieno ( se pur per pochi istanti) 🙂

    PS:sembra che ho fatto un tema da terza elementare..ahaha TEMA: “parlami della felicita”

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  4. felicità? fe li ci tà

    la felicità è un’illusione. è per gli ingenui. felicità è non consapevolezza. felicità è libertà. per questo non si può essere felici. (scusami topper, oggi sono così. un pò_tanto_sul depresso)

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  5. menomale che il resto del post t’e’ chiaro 🙂

    ed e’ buffo che possa risponderti sotto questo post. perche’ il mio era la mia felicita’. con la i e a maiuscole, anche se non si vede.

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  6. Cosa di Bufalino?! Dimmi subito cosa:-)
    La felicità forse e’ quella sensazione di pesantemente leggero. Ma senza esagerare. Come tutti gli eccessi puo’ esser dozzinale!

    …. secondo me!

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  7. Cos’è la felicità?!?!
    La felicità è quell’insieme di emozioni e sensazioni del corpo e dell’intelletto che procurano benessere e gioia in un momento più o meno lungo della nostra vita.
    Ma troppo spesso pensiamo che sia un’eventualità del destino… essa non va ricercata nel futuro, ma nel presente… La felicità, sempre rimandata all’indomani, continua a sfuggirci… basterebbe per vivere una vita felice , essere capaci di godere di ciò che già si ha… in ogni momento del nostro presente… Baci ;O)

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  8. …io me la ricordo bene l’ultima volta che sono stata felice… ero cosi’ felice che niente e nessuno avrbbe potutto togliermi quel sorriso idiota dalla faccia!!!!In certi momenti mi venira anche da piangere per quanto ero felice e non mi succedeva da troppo tempo!!mado’ quanto stavo bene quel giorno non riuscivo a tenerlo per me perchè chi mi guardava mi chiedeva che cosa mi fosse successo…che bel giorno è stato quello….almeno fino a quando la paura mi ha assalito…perche’ ero troppo felice e non poteva durare ,ne ero perfettamente cosciente …come hai detto tu la felicita’ esiste a piccoli sprazzi e la mia era esisteva gia’ da un giorno intero…..troppo…..

    ps:ops voleva essere un commento…è diventato un post!:-)

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