Quel secolo, al Bilderberg

Quel secolo, al Bilderberg, c’erano anche loro. Non era mai accaduto ma gli ultimi avvenimenti avevano indotto Ariba Buyer a convocare i compagni di merende per discutere dei destini dei mondi e del pianeta Terra in particolare.
Al tavolo verde c’era Dio, sceneggiatore, produttore e regista del mondo reale. Si presentava nelle sembianze di un uomo anziano in ottima forma fisica, barbuto, in abito bianco Armani. C’era Splinder, ideatore e conduttore del mondo virtuale, con le sembianze di un avatar. C’era la morte, nera, incappucciata e con la falce che non smetteva di agitarsi. C’era Woland, il diavolo, nei panni di uno straniero nella Mosca degli anni ’30. E c’era il solito Andreotti che aveva l’aspetto di Giulio Andreotti quando era giovane, a novantadue anni. Su tutti, chiaramente, dominava la figura incostratata di Ariba Buyer, il burattinaio di tutti loro e dei loro mondi, che aveva scelto di mostrarsi nella forma di un ficus benjamin.
Il tavolo verde era stato allestito per rendere l’evento più informale e permettere ai padroni dell’universo di divertirsi con quell’antico gioco di carte e bluff che era il poker. Ariba si limitava a gestire il mazzo e distribuire full d’assi e scale reali secondo l’ordine da lui prestabilito, quello che alla fine non avrebbe portato ad alcun vincitore. La fine, come al solito, l’avrebbe stabilita lui stesso quando sarebbe giunta l’ora di andare a guardare il Grande Fratello.
Tra una mano e l’altra, ognuno avanzava le proprie proposte.
La morte chiedeva di snellire l’iter burocratico che ogni volta la obbligava a compilare pacchi di moduli da far firmare a Dio per organizzare terremoti, alluvioni, siccità e tutte le catastrofi naturali in genere. Voleva più indipendenza e aveva ragione.
Dio, d’altro canto, si era rotto le palle dell’umanità e meditava un nuovo diluvio universale ma senza arca. Avrebbe risparmiato soltanto le zanzare.
Splinder voleva eliminare Facebook, MySpace e Second Life. Quando parlò, tutti annuirono.
Woland, che era abbastanza modesto, pretendeva soltanto una nuova casa sulla Terra per perpetrare il male: non gli bastava più il Vaticano. Chiedeva un luogo da cui poter ottenere maggiore visibilità e propose Porta a Porta.
Andreotti aveva le idee chiarissime, idee molto spicciole ma praticabili: tra le tante, l’autorizzazione a far ammazzare Roberto Saviano e Gioacchino Genchi, la beatificazione, il passaggio della sua carica da senatore a vita a senatore a vita ultraterrena, l’invasione dell’Italia da parte della Libia e l’indulto per i reati con molto spargimento di sangue. Ariba Buyer agitò le foglie e sottolineò che queste erano tutte faccende che avrebbe potuto sbrigare da solo e senza problemi. Andreotti rispose con la celebre massima: “Non basta avere ragione: bisogna avere qualcuno che te la dia”. Il ficus si incazzò e gli piegò le orecchie.
A questo punto Ariba Buyer, nervoso e perplesso, chiese un attimo di silenzio per riflettere. Dopo diciotto giorni, aprì gli occhi, si traformò in Jude Law, ritirò le carte dal tavolo con una mossa imparata da Silvan e disse la sua. Fece notare che gli intenti manifestati miravano a commettere azioni non propriamente compatibili con il bene del creato. Egli stesso accantonò la sua idea dell’invasione aliena e del Biggest Bang. Ribadì che nel mondo qualcosa di buono accadeva sempre, in ogni istante, e che questo doveva essere tutelato, non ostacolato. Bisognava incoraggiare, a suo dire, gli uomini a far meglio, non distruggerli né portarli all’autodistruzione. Voleva dimostrare a Dio, a Splinder, alla morte, a Woland e ad Andreotti che l’universo si fonda sulle piccole cose. Per far comprendere cosa intendesse, aprì il suo portatile, lanciò Google Earth e scelse a caso un essere umano. Tutti guardavano incuriositi. Ariba Jude Law puntò sul Nepal e con lo zoom inquadrò un tepee in una collinetta alla periferia di Katmandu dove un tizio di nome Topper Harley, proprio in quel momento, stava sorridendo davanti alla foto del suo bimbo adottato a distanza.
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36 pensieri riguardo “Quel secolo, al Bilderberg

  1. Eheheh… come idea non si allontana dalla mia. Ottimistica, fondamentalmente, così ottimistica che basta la presenza di pochi, ma buoni, e di piccoli dettagli, ma positivi, affinchè il mondo non precipiti…
    Molto bello, Topper… conservalo, ci farei un libro su quest’idea, al tuo posto… 😉

    Avrebbe risparmiato soltanto le zanzare
    E i virus.
    Le zanzare e i virus.

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  2. trovo che jude law invecchi male, ma è un gran pezzo di.

    le piccole cose, già

    cerco una cosa che ho letto sugli insetti e te la giro.
    come si sfamano le zanzare da sole?

    e… forse, forse qualcuno lo conosce, chiederò

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    1. Si fiondano tutte a Zanzibar, dove c’è un ricco assortimento di snacks, con Vasco Rossi Sangue che canta “e poi ci troveremo al Zanzi bar, ecc.”.

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  3. ieri raccontavo una storia ad una mia amica bambina (porella c’ha trentunanni, ma è rimasta all’adolescenza) … sta facendosi convertire a dio e al papa e mi sono sentita in dovere di raccontarle la storia del mondo secondo Billa, non mi stupisce che la mia storia anche se diversa assomigli alla tua … sorrido anch’io alla foto del bimbo 🙂

    baci billa

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  4. bere tanta birra e poi andare a letto senza fare sesso ha degli strani effetti su lei (lei inteso tu) – sto cercando di essere professionale e seria anche se faccio fatica a non sorridere dopo la lettura – e mi sono smarrita in quel commento lasciatomi con mentivo o non mentivo e in vino veritas (ma non era birra?) e come al solito meglio passare ad altro post.

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  5. i protagonisti dei miei post? bella domanda.. sono storie raccolte nel percorso della mia vita… lettere di amiche, di amici, lettere inviatemi su internet da perfetti sconosciuti, un mix, un piatto mare e monti, un groviglio, pout pourri… Non sei allegrotto stasera?

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  6. ti lascio libero di scegliere… la cosa importante è che tu non sia serio serioso, meglio allegrotto.. con o senza aiuto alcolico… io cerco rifugio sotto il materasso, ho la palpebra calante… le zie vanno a dormire presto (seguono ancora il detto: il mattino ha l’oro in bocca – ma secondo te si riferisce alla dentiera?)

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  7. il non sonno mi ha messo freddo. di quelli che passano solo con una tazza di latte caldo ed una fiamma vicina. vicina al corpo. alla pelle ghiacciata. alla ghiacciata pelle.
    BuonGiorno Topper. Che sia un giorno buono. di quelli che dici: mmm, buono questo giorno.
    ghgh.
    smuack. kiss. muah.

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  8. fortunatamente per te, per le adozioni a distanza non sono necessari i requisiti della legge 184/1983
    “Gli adottandi devono essere idonei ad educare ed istruire, e in grado di mantenere i minori che intendono adottare”

    ps. alla fine, ho scelto Milano…a Roma ci son stata troppe volte, ma ci vedremo comunque presto, no?!

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  9. io non ho la rete, il mio materasso è soffice e leggero o forse ho le ossa molto robuste, forse. Poi la panzotta tiene sollevato il materasso, per questo posso usufruire di tale privilegio, eh sì, cosa per pochi fu!

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  10. viviamp ogni giorno alla ricerca di chi o cosa, ci arrabbiamo, urliamo, mediatiamo mosse da fare come se conducessimo una partita a scacchi, facciamo di tutto pensando di raggiungere la felicità…e invece basterebbe veramente poco…
    bello, mi è piaciuto veramente!

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