Facebook chiuso?

In principio era Splinder, ora è Facebook. Dall’altro giorno però Facebook è morto, almeno per me. Mentre tutti gli esseri viventi con cui ho a che fare, compreso il mio peyote, si registrano e alimentano la propria rete di amicizie, cause, petizioni, giochi e cazzate varie, io ho disattivato l’account.
Ammiro chi non ha mai utilizzato Facebook e non giudico chi lo utilizza. Ma utilizzarlo o non utilizzarlo sono due posizioni nette, che non accettano compromessi: chi lo usa lo elogia, chi non lo usa lo disprezza. Io, da sempre noto per la mia incoerenza, un account lo avevo creato. Ero arrivato anche ad avere ben trenta amici, un numero impressionante che nemmeno nella vita reale ero riuscito a raggiungere. Nessuno di questi era un compagno di scuola, sono morti tutti. Avevo pubblicato delle foto, scrivevo sulla bacheca, ogni tanto aggiornavo il mio stato: Topper sta lavorando, Topper è in bagno, Topper dorme. Avevo firmato tutte le petizioni che mi erano state proposte: ho anche contribuito a salvare il baco da barbabietola dalla deforestazione in Antartide. Mi piaceva Geo Challenge ma perdevo troppi punti nell’individuare i luoghi famosi del pianeta. Sul profilo poche informazioni. Sesso: maschio. Data di nascita: 29 febbraio. Orientamento religioso: ateo, grazie a dio. Orientamento politico: mai avuto. In compenso, ogni giorno, un numerello rosso fuoco in continua crescita appariva in basso a destra. Ci cliccavo su e via con amicizie, cause, petizioni, giochi e cazzate varie.
Un bel giorno però, mi è apparsa in sogno la fatina dei denti ordinandomi di chiudere Facebook, altrimenti me li avrebbe spezzati tutti, i denti. Terrorizzato, visto che i denti sono assolutamente necessari per usare lo spazzolino, ho iniziato a meditare finché, in data 11 febbraio c.a., ho deciso di disintegrare l’account. Ora non so quanta gente prima di me lo abbia fatto ma mi piace pensare di poter essere un precursore in tal senso, un pioniere della cancellazione della propria identità in Facebook, come quella volta in cui mi sono calato con una corda da un ponte di 180 metri o come quando mi sono fatto il segno della croce in una moschea o come quando fuori piove.
Fatto sta che Facebook non era d’accordo con me. E io lo avevo intuito. Tra un clic e l’altro, fingendo interesse per la bacheca di un amico, mi sono spostato fischiettando con indifferenza sulle impostazioni e ho cliccato, tramite un gesto apparentemente involontario del dito indice, su un innocente link denominato “Disattiva account” pensando che il gioco fosse fatto. Mi sbagliavo, ero ancora lontano dal grande passo eutanasico. Facebook mi presenta una serie di foto simili alle iconette funebri che stanno sulle lapidi, ognuna con l’epitaffio “Tizio sentirà la tua mancanza”, “Caio sentirà la tua mancanza” e così via, per tutti gli amici certificati ma non solo, anche per quelli non certificati e incrociati per sbaglio e per gli amici degli amici, i parenti degli amici, gli animali domestici dei parenti. L’account stava chiaramente agonizzando ma non voleva cedere.
Nella stessa pagina, Facebook mi pone la domanda da un milione di dollari: perché ho deciso di disattivare l’account. E sotto una sbrodolata di risposte multiple:
– Devo sistemare qualcosa nel mio account. (No, no, devo proprio eliminarlo)
– Passo troppo tempo a usare Facebook. (Sì, tredici minuti in una settimana sono troppi)
– Non trovo che Facebook sia utile. (E nemmeno dilettevole)
– Si tratta di uno stato temporaneo. Tornerò. (Sì, sì, aspettatemi amici)
– Ho un altro account Facebook. (Anche due, anche tre)
– Non mi sento al sicuro su Facebook. (E’ lui che non deve sentirsi al sicuro, lo sto eliminando)
– Non capisco come si usa Facebook. (Non si usa infatti, è lui che usa noi)
– Ricevo troppe e-mail, inviti e richieste da Facebook. (Sì, amicizie, cause, petizioni, giochi e cazzate varie)
– Altro.
Con “Altro” Facebook, con l’account in coma, mi sussurra “Per favore spiegati meglio”. Non vuole lasciarmi e sta facendo di tutto per trasmettermi il senso di colpa. Metto un puntino sul campo libero e procedo.
L’account entra in coma irreversibile, cioè mi vuol far credere di essere già morto quando in realtà potrebbe anche avere dei figli, e mi chiede se non voglio ricevere più e-mail. Non voglio.
Arriva il momento di staccare la spina. In fondo alla pagina vedo il tastino blu “Disattiva l’account”. Un clic ed è fatta, penso. Invece no. Un ultimo sputo di neuroni mi obbliga a trascrivere un mix di lettere storte e sovrapposte per confermare l’operazione. Ripeto l’operazione tre volte perché le lettere sono illeggibili, cioè non sono lettere ma geroglifici che interpreto grazie all’aiuto di uno zio geologo.
Clic. Attesa. Altro clic. Facebook è cliccamente morto.
Poi finalmente il silenzio.

Annunci

39 pensieri riguardo “Facebook chiuso?

  1. sei sicuro che sia morto??? Per davvero??? Una volta ho sentito dire che qualsiasi cosa venga messa in rete non potrà più essere eliminata…. un bacio Top, e fammi sapere quando e dove ci saranno i funerali: pubblica l’evento 😉 bacini

    Mi piace

  2. è terribile!!! Siamo schiavi di tante cose,condizionati sin da bambini,poi arriviamo a capirlo ,proviamo a liberarcene e una macchina sembra quasi piangere.Mi fa paura questa cosa, mi fa paura l’uomo che crea questi surrogati di compagnia per riempire la solitudine e vedo che tutto diventa una specie di droga per giovani e meno giovani.Ho voglia di giocare al pallone topper maschi e femmine che ci divertiva e ci si prendeva in giro,ho voglia di sporcarmi di terra e sbucciarmi le ginocchia mentre corro, ho voglia di andare sulla spiaggia e guardare i pescatori ed ascoltare le loro storie. Ho voglia di una primavera per tutti ed un Grande Amore per te, io ce l’ho già :))
    e facebook prima o poi sarà sostituito da qualcos’altro pure lui
    un abbraccio grande a te ed alla fatina

    Mi piace

  3. In un altro momento questo post mi sarebbe piaciuto, forma e contenuto impeccabili, come sempre. Ma ora, vista la vicenda di Eluana Englaro, mi sembra inopportuno e privo di sensibilità.
    Il parallelismo è evidente e ritengo sia una mancanza di rispetto usare quella vicenda sia per la disattivazione dell’account che per la critica sottostante alla società dei bisogni indotti (riprendendo Malensa).
    Non ti sembra che la sua “liberazione” sia già stata strumentalizzata abbastanza in altri ambiti?!
    Qua hai top(per)ato…per quanto mi riguarda.

    Mi piace

  4. Se “disattivato”, mi diaspiace, ma ti devo comunicare che no, non è morto.(se vuoi posso dirti come, forse, embra, si possa uccidere)

    Io sono una di quelle che lo odia, disprezza e lo schifa.
    Il bello è che ci sono.
    Ho reso tutto privato. Se non mi chiedi amicizia non puoi vedere niente, nemmeno l’avatar. E così nessuno, da quel giorno mi ha più contattata per aggiungermi.
    Perchè non lo cancello? Perchè sono contraddittoria e perché lì ci sono persone che mi fanno simpatia e che non hanno blog e via dicendo e ogni tanto ci sentiamo. Un giorno lo cancellerò.

    Il bello è che da un po’ di tempo sono tentata di attivarlo uno come utente “vero”, non con la mia identità virtuale. Colpa delle mie amiche, che si sono iscritte e si ritrovano lì, si passano foto, petizioni della mia città, menifestazioni, ecc. ecc.
    Ecco, ho un motivo in più per odiarlo. ora.

    Mi piace

  5. La strumentalizzazione, e’ qualcosa di più strutturato (appunto) e finalizzato. Non e’ questo post un modo per profanare una vicenda così emblematica e drammatica.
    Io lo leggo, al contrario, come una presa di posizione lucida. Lucidissima.
    E, dichiarare lo stato della propria coscienza di fatti e cose, con coraggio e pubblicamente, forse esalta questo lutto dal quale siamo tutti colpiti.
    Perchè e’ appunto … un no alla clonazione morale e creativa.
    E fino a quando ci saranno in giro questi Facebook in cui rinchiudersi .. beh! Ci saranno infinite Eluane, e Marinelle … e non ci saranno più poeti a raccogliere in un frammento … la loro poesia.

    Mi piace

  6. Io ci sono ancora su fecebook e di certo per motivi effimeri. Perchè per me è solo uno strumento goliardico e leggero. La me più risevata, più intima, più delicata non può essere lì. Quella è una vetrina dove non voglio esporre certe cose. Ma al momento ci passo ancora, ogni tanto. Un pò fa paura anche a me.
    Buona giornata

    Mi piace

  7. In realtà quel tuo profilo esiste ancora mi sa, basta riattivarlo…
    un giorno mi cancellero anch’io. smetto quando voglio. già.
    Comunque non sei il primo, conosco altra gente che ha disattivato l’account…

    Mi piace

  8. Io lo trovo esilarante.
    E mi sa che sono nelle persone che ammiri.
    Mai ceduto a Feisbuc e mai lo farò. non ne vedo il senso e l’utilizzo.
    meno male che ti sei disintossicato in tempo. Poi chissà… magari la gente pensa la stessa cosa di noi bloggher ma ho notato che l’80% delle persone che stanno su Feisbuc manco sanno cos’è un blog.

    Mi piace

  9. =) Topper mi hai fatto morire dal ridere con questo post!!!!
    ..e…ovviamente appartenendo alla categoria del disprezzo del mezzo.. sentitamente partecito al lutto!!!
    Ma sicuro poi di riposare tranquillo???

    Mi piace

  10. In effetti io non l’ho mai avuto.
    E me ne vanto.
    Avevo provato ma sono durata mezz’ora,tutti contro e nessun pro.
    Davvero c’è un parallelismo con Eluana?Devo essere totalmente deficiente perchè non me n’ero accorta.(e comunque non escludo di esserlo)
    🙂

    Mi piace

  11. Ne combinavo anche di peggio da piccola! 🙂 Se scrivo tutto, si allerta anche il WWF e mi arrestano. Scusa se non ti ho risposto al commento del tennis, lo faccio adesso; di solito giochiamo tre set molto intensamente, solo due piccole pause, in un’ora e mezza circa di pausa pranzo…Tu giochi a tennis?

    Mi piace

  12. Io mi ero rifiutata di entrare in fb fino a dicembre scorso…passo già abbastanza tempo al pc con il blog e non mi interessa recuperare persone che non fanno più parte della mia vita… io sono una che ogni tot svuota ripostigli e armadi e si libera di tutto ciò che non è stato usato negli ultimi 12 mesi… mi piace viaggiare leggera, senza zavorre… poi le continue insistenze di un’amica blogger mi hanno convinta: ‘ti prego, dai… al lavoro non posso collegarmi a splinder, però sono su fb tutto il giorno, così possiamo comunicare, etc..’ … così ci sono cascata, sono stata intercettata da qualche compagno di liceo ed università e perfino dalla mia migliore amica delle elementari: sposata, con figli e supercattolica tanto da essere ‘fan’ di vari santi!!!… insomma sono entrata anch’io in questo meccanismo perverso di gruppi, causes, petizioni etc… e la mia amica??? non può più collegarsi a fb dal lavoro… adesso però può collegarsi a splinder…

    Mi piace

  13. io non giudico chi ne parla male perché per molti versi è una rottura di palle assurda; detto questo: mi ci sono iscritta con un nome falso (fulvialeopardi), ho dato meno informazioni possibili sui miei luoghi di lavoro, indirizzi, ed eventuali (leggi: foto).
    Detto questo: di amici facebookiani (gente del blog, gente del forum, gente che mi aggiunge perché “uh, figa la foto di interista diventi pazzo” – dopo i primi due, ho cambiato foto) ce ne sono tanti…di amici veri (anche nella vita) molto, molto pochi (e se anche stanno su facebook, meglio vedermeli al bar)

    Mi piace

  14. ahahah mi piace il “cliccamente morto” comunque attenzione perchè a volte ritornano…io uso facebook ma non è che ci sto appiccicata 24 h su 24…e sinceramente è un pò inutile xò vabbè nessuno è perfetto!!bel blog se ti va passa da me ciauuu ^_^
    *trilly*

    Mi piace

  15. A Malensa.
    Topper, quando scrive, non vuole solo manifestare una sua opinione, ma vuole anche (e soprattutto) stupire, rendendo particolare qualcosa di banale, come la disattivazione di un account.
    L’uso della vicenda di Eluana è finalizzato alla sua voglia di stupire, in questo vedo una strumentalizzazione.
    Per il resto, l’ho detto o lo ripeto, condivido il contenuto del post.

    Mi piace

  16. Mai usato Facebook.
    So più o meno cosa sia, perchè ne parlano anche al tg3 ogni tanto, e mia sorella e i suoi figli lo utilizzano, e ne parlano, e ne parla mia madre parlando di mia sorella e i suoi figli. Elo vedo scritto in giro e leggo di gente che ne parla.
    Ma non l’ho mai usato.

    Però ho il blog…
    Magari sono omologata anche io ma non lo so. Se non è in un modo è in un altro.
    Maledette etichette…
    Maledette levatacce…

    Mi piace

  17. ho fatto la tua stessa operazione molto tempo fa, purtroppo i nostri account non sono cliccamente morti, ma solo sospesi, basta un nuovo clic e tutto torna come l’hai lasciato, non c’è modo di sparire per sempre da facebook 😦

    Mi piace

Commenti?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...