K

Nel cammino di una vita non è improbabile che possano verificarsi eventi capaci di segnarne il percorso, eventi non necessariamente spiacevoli ma nemmeno meritevoli di essere ricordati a lungo. Probabilmente non è questo il caso di cui parlerò, eppure mai e poi mai avrei immaginato che potesse accadere quello che hanno visto i miei occhi. Ancora adesso, smaltito lo shock dopo una nottata insonne che mi porta ad avere ben altri problemi al momento, non riesco a crederci. Eppure è ancora lì, il fatto. Sul mio cellulare.
Continuo a girare e rigirare il telefono sapendo che niente cambierà. Forse è un modo per riflettere, per accettare, per metabolizzare. Lo passo da una mano all’altra, impronte digitali dappertutto, premo involontariamente qualche tasto, il display si illumina e, dopo qualche secondo, si spegne. Tolgo la batteria, si è bloccato. Lo riaccendo, un paio di tasti ed eccolo di nuovo lì, il messaggino incriminato.
Mio padre è sempre stato un appassionato di tecnologia: si interessa a tutto ciò che ha una componente elettronica e se poi questa fa parte di un gadget di dimensioni ridotte, il giocattolo deve diventare suo. Questo spiega la sua passione, vorrei dire innata ma non è così, per i cellulari.
Mio padre non lo vedo da mesi. Per cui è normale che, oltre alle consuete telefonate, con lui scambi qualche sms. Ed è stato appunto uno di questi che mi ha lasciato a bocca aperta. Non tanto per il suo significato (una semplice domanda di un dialogo già avviato), nè per il senso della domanda e nemmeno per il peso delle parole. Forse per la loro grammatica, anzi per la grammatica di una sola parola, per la sintassi di un solo pronome.
Alla soglia dei dodici lustri, mio padre ha scritto: ke.
Non aggiungo altro.

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17 thoughts on “K

  1. Bellissimo!!! ;O)
    Mi fai ripensare alla lotta con mia madre per farle capire come funziona un videoregistratore oppure come mettere a bada il mouse del pc… ma anche lei mi ha stupito… quando è riuscita a mandarmi un mms… alla soglia del paranormale!! Un abbraccio.

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  2. CHE PAURA!!!!!!!
    Ho un’avversione pazzesca per k, xkè, cmq, qlc e affini…
    Credimi, mi è capitato ultimamente di conoscere ragazzi… e al primo k in un messaggio… Ciao! Hanno perso ogni possibilità!!

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  3. io con mia madre sono arrivata alla lezione “lettura di un sms”.
    a scriverli ci pensa ancora mio padre, decisamente più tecnologico… però spiegargli il T9 è stata dura anche con lui!

    ma il Ke no, lo sopporto poco anche io, ma da un genitore no.. non posso accettarlo! 😦

    ps: cazzo, bella la moto!!!

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  4. cioè a cì e ke ci vuoi fare, tuo padre è troppo un giovane!!Quando ti incontra ke ti dice “bella chiiii”!?Vuole esserti fratello e si sforza dai.

    🙂

    scrivi bene,complimenti per il blog, ciao

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  5. wow… troppo avanti, spiegare ai miei come si leggono gli sms è stata dura!

    io non odio le abbreviazioni, è un’evoluzione del nostro italiano
    ed è giusto che ci sia qualche cambiamento 😉

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