C’era una volta

C’era una volta una storia, semplice e unica, che non aveva il coraggio di farsi ascoltare, rimanendo ogni volta bloccata in gola senza poter uscire. Restava così a guardare, senza cambiare una virgola né mettere punto, ferma, inquieta, a confondersi tra i pensieri ricorrenti, le scoperte, i sogni e il futuro incerto nella strada di un ragazzo.
C’era una volta un ragazzo, irrequieto e sognante, che non aveva voce per raccontare quella storia, spazio per disegnarla e testa per amarla. Era deciso, fiducioso e paziente. E aspettava. Che il vento soffiasse nella sua direzione. Che il tempo gli venisse incontro. Che le sue parole fossero raccolte da chi avesse occhi per ascoltarle e volontà di ricordarle.
C’era una volta un paio di occhi, occhi chiari e radiosi che non avevano fretta di pensare e verità da scoprire. Non erano in grado di stare in silenzio né di muoversi senza scuotere gli animi ma, nel loro profondo, sapevano dove guardare e come ascoltare.
C’era una volta una storia e c’è ancora, ingenua e breve, tutto sommato contenta di non correre rischi di essere fraintesa. Gelosa del suo significato, non voleva disperderlo ma regalarlo. Era figlia di un sogno e di un’emozione, nella mente di un ragazzo che sapeva di aver qualcosa da dire e di due occhi che potevano ascoltare.
Quella storia vive ancora nascosta, non esce e non cresce. Forse non verrà mai fuori, non griderà mai al mondo la sua singolarità, la sua inquietudine, la sua passione. O forse inizierà a raccontarsi non con il suono della voce ma con la polvere di una matita.
Ecco perché il ragazzo irrequieto e sognante ha iniziato a scriverla.
Ecco perché i due occhi chiari e radiosi hanno iniziato a leggerla.

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