Quella voce

Hai presente la voce più sensuale del pianeta? Quella capace di provocarti un brivido lungo le braccia pronunciando frasi del tipo “ho mangiato un panino al formaggio”? Quella capace di farti svenire dicendo “vorrei che fossi qui”? Quella capace di ucciderti chiedendoti di fare l’amore? Ecco io l’ho presente. Ho perennemente la pelle d’oca e ho perso conoscenza sei o sette volte da quando la conosco. Purtroppo sono ancora vivo.
E’ il prodotto di un incrocio armonioso tra una donna e una bambina, tra una poesia e un romanzo, tra un sogno e un sogno più grande. Niente a che vedere con Sinatra o Bono: qui si parla di una voce femminile, che non canta ma sortisce gli effetti di una musica, che non grida pur provocando uno sconvolgimento dei sensi. Nemmeno il celeberrimo canto dell’usignolo le si avvicina: la sua musicalità è ancora più piacevole, arricchita da una fluidità di suoni incontenibile, da un alternarsi inspiegabile di toni espressivi e da un non so che di erotico, un accento o una cadenza quasi irreali.
Mi chiedo da dove possa provenire questa composizione di elementi. Quando la ammiro estasiato i miei pensieri vagano come note sparse, fantasticano per frequenze sconosciute per poi convogliare irrimediabilmente verso la fonte di tale suono, la bocca. La melodia deve per forza provenire dalla sinergia perfetta di due labbra morbide e delicate, una lingua pura e lievemente vellutata e una dentatura perfetta. Tutto naturalmente coordinato da un cervello non indifferente.
E che viso può avere una creatura del genere? Una splendida bocca non può non far parte di uno splendido viso. Guance rosa e lisce che delimitano un sorriso folgorante. Occhi chiari. Gli occhi devono sicuramente essere chiari, azzurri direi. Non mi dilugherò a paragonarli all’azzurro del cielo sereno o al blu del mare d’estate: l’accostamento è improponibile. Gli occhi hanno qualcosa che il cielo e il mare hanno solo in parte, l’anima, quello strano meccanismo intangibile che trasforma il semplice in speciale.
Non renderei onore a tutta questa bellezza continuando con una descrizione dei particolari che non so manifestare. Non sono bravo in queste cose e oltretutto non posso descrivere ciò che non vedo. Tutto parte parte da quella bocca lontana. E’ quella la causa dei miei sogni onirici. E’ quella la causa della mia inquietudine nell’ascoltare qualcosa che le assomiglia e non le si avvicina. Ed è quella l’unica spiegazione all’ammissione che tutto sommato il telefono è una grande trovata. Ma ancor di più lo è l’aereo perché sarà quest’altra invenzione, forse un giorno, a dare un senso alle mie parole e a quella voce.

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26 pensieri riguardo “Quella voce

  1. E si spero anch’io che te lo ricordi.. Ma prima c’è quello di qualcun altro..

    E per ritornare al post…Tutto quello che non conosciamo ci spaventa,io lo prenderei quell’aereo qualsiasi cosa accada dopo.

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  2. hai presente quando cerchi le chiavi di casa e inizi a tastare ogni tasca che hai addosso????
    ecco..io ballo così la macarena!!!
    mi piace l’idea di averti fatto ridere…dopo che ho saputo che la mia voce ti fa sto effetto!!!
    :-)))))
    AH!AH!AH!AH!

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