Lettera morta

Cara morte,
ti scrivo due righe per riprendere ancora una volta il tuo comportamento. Non ti ho mai giudicato per le tue scorrazzate intorno al mondo e ritengo che tu sia stata cortese a farmi avere tue notizie dopo tanto tempo ma, dico, dovevi scegliere proprio il primo dell’anno? E poi che c’entrava lei? Mi è dispiaciuto. Certo non potevi sapere che avevo in mente di lasciarla, infliggendo un duro colpo al suo già fragile cuore. Tu però l’hai proprio ammazzata.
Non intendo intaccare il tuo lato sensibile con queste mie parole né puntarti il dito contro, anche perché non vorrei che con l’intenzione di chiarire decidessi di farti viva a casa mia. Voglio solo farti riflettere, lo sai, non riesco a stare zitto. Ti conosco poco e quello che so di te l’ho letto o me lo hanno riferito gli altri, sebbene non abbia mai creduto a chi dice di averti visto in faccia. Non sarebbe qui a raccontarlo, non credi? Mi è sempre piaciuto il tuo stile elegante e deciso, la tua cultura immensa, quel tuo saper porti sempre al di sopra delle parti, con l’instabilità che caratterizza le tue decisioni e la fermezza nel metterle in pratica. Ti rispetto, senza dubbio. Ti capisco anche. Ma solo perché sono consapevole che non posso capirti, che non c’è niente da capire e che, qualora ci fosse, lo capirei solo quando deciderai di incontrarmi di persona.
L’altro giorno però mi hai fatto proprio incazzare. Non me n’è mai importato nulla ma era pur sempre capodanno e lei ci teneva. Era un festa a cui non eri invitata. Non venirmi a raccontare che non potevi aspettare: è risaputo che la morte può attendere. Ora lei ricorderà per sempre quel maledetto 1° gennaio 2006. E anche io. Ti sarai divertita con quella storia travestita del soffio al cuore, quasi un pesce d’aprile. Peccato che fossimo a gennaio e che a pescare sia sempre tu.
Che dire? Non ti mando a quel paese perché ho paura di quello che potresti combinare. In ogni caso, adesso preferisco non vederti. Anzi spero di incontrarti il più tardi possibile. Perché non è la speranza l’ultima a morire ma la vita. E persino tu per vivere hai bisogno degli altri.

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P.S.: In confidenza… quella storia del tunnel… la luce… è tutto vero?

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24 thoughts on “Lettera morta

  1. ripassare dopo tanto e trovare cotanto post, un pò mi ha spiazzato..diaciamo che è la data che ,mi ha lasciato un pensiero…proprio il 10 ero impegnata a fare un discorsetto con la morte anch’io…ma questa è un’altra storia…

    buon tutto

    billa

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  2. Non sei mai morto dalla voglia di vivere?
    Mi sembrava di sentire un leggero fiato nauseabondo proprio sul collo… eri tu!
    Ben tornata, ehm tornato, anche se il sesso della morte ai più è sconosciuto… 😉

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  3. sai topperino…in questo periodo sono molto vicina alla “bella signora” signora come la chiamava vecchioni, mi pare…sembra che mi aliti sul collo girando tra le persone che in un certo qual modo amo…ma non gliela do vinta…non otterrà nulla se non ciò che ruba…

    baciotti tanti…

    billa

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