Una piacevole conversazione

Un’allegra e grigia giornata di pioggia. Ore 18.00 passate da un pezzo ed io, inguaribile stacanovista, ancora mi intrattengo in ufficio, intento a completare una relazione di notevole importanza per la mia carriera ovvero il post che avrei pubblicato da lì a breve. Considerato anche che non sono capace di stare con le mani in mano, soprattutto perché ce ne vorrebbero almeno tre, ne utilizzo una per impugnare la cornetta del telefono e chiacchierare simpaticamente con la persona che, più di tutte, ha cercato di aiutarmi in questo periodo nero. E’ stata fondamentale la ragazza dell’166. Voleva darmi una mano, quel pomeriggio ma non era il caso, avevo da fare.

Zitto zitto arriva il capo. Non sapevo che, quel giorno, quell’individuo avrebbe pronunciato le parole che mi avrebbero cambiato la vita.

– Top, puoi venire nella mia stanza o stai andando via?

– Non c’è problema, arrivo subito.

Mi tolgo la giacca e vado. Nel frattempo penso: “Lo sapevo, lo sapevo… ora non potrò andare in piscina!”. Ho un ottimo rapporto col capo. Mi serve per separare le orecchie e far crescere i capelli e, probabilmente per questo, tutti i giorni me lo porto sulle spalle.
Non mi dilungherò a citare i dettagli, anche perché non ce ne sono stati e passo direttamente al sodo.

La conversazione, per sommi capi (anche se di capo ce n’era uno solo e tutt’altro che sommo), è stata questa:

– Top, vuoi dirmi qualcosa?

– Non so, dimmelo tu.

– So che è difficile parlarne ma provaci.

– E’ difficile parlare di ciò che non si conosce.

– Parliamone.

– Parliamone.

– So cosa stai passando.

– Eh già! Bella la foto di tua moglie con la nuvoletta che dice TI AMO!

– Conosco il tuo problema.

– Belle le foto dei tuoi bambini!

– Capisco benissimo le tue ansie.

– Bello lo sfondo del desktop con tutta la famiglia!

– Cosa posso… scusami, squilla il telefono. E’ mia moglie. Amò, dimmi…

– Bella l’immagine di tua moglie nel cellulare!

– Se hai bisogno la mia porta è sempre aperta.

La chiudo e vado in piscina.

Mentre cammino ripenso a quelle mie risposte. Quanto avrei voluto dargliele veramente!