La banconota da un milione di sterline

Altra piccola perla di ABEditore che con Mark Twain combina bene un’edizione sempre meravigliosa e due racconti piacevoli da leggere: il primo, che dà il titolo al libro, ricorda un po’ il film “Una poltrona per due” ma con sviluppi ben diversi; il secondo, “Il mio orologio”, brevissimo, è una simpatica rappresentazione del tempo e della vita. Un libretto che si legge velocemente e che quindi non può mancare nel bagno di casa.

Mark Twain – La banconota da un milione di sterline

L’uomo che conservava il suo denaro in una scatola

Dopo un mese quasi interamente di vacanza in cui ho letto solo menù al ristorante, qualche mail di lavoro e le definizioni dei cruciverba, sono tornato a casa sapendo che avrei ritrovato gli ultimi acquisti di ABEditore, le cui edizioni sono proprio fantastiche. Ho preso questo romanzetto, una storia intrigante ambientata sul lago di Como, che non è male anche se immaginavo non mi avrebbe entusiasmato: racconta delle vicende legate alla ricerca di una scatola in cui una ricca famiglia in viaggio aveva conservato soldi e gioielli e che alla fine viene ritrovata nella stanza di chi, più di ogni altro, si era impegnato per recuperarla. Curiosa ma non sorprendente. I libri di questa collana, Piccoli Mondi, li sto recuperando, tutti a prescindere dal contenuto, che siano soldi, gioielli o parole perché, come in questo caso, la confezione vale più del suo interno.

Anthony Trollope – L’uomo che conservava il suo denaro in una scatola

Nick Cave: mercy on me

Volevo conoscere meglio Nick Cave e il suo genio e, oltre ad ascoltarlo, ho scelto quest’opera da leggere pensando che un fumetto mi avrebbe appassionato più di una biografia. Purtroppo, nonostante i bei disegni, il volume è un mezzo delirio che può piacere solo a chi conosce già molto bene Nick Cave e le sue canzoni. C’è ben poco della sua vita. Ci sono i suoi pezzi, trascritti giustamente tutti in inglese, che canta in continuazione per pagine e pagine ma che è difficile seguire se non se ne conosce la musica. Ci sono le infinite parole che batte a macchina per costruire storie, riportate però un po’ ad minchiam. Soprattutto c’è il confronto, onirico e folle, tra Nick e i suoi personaggi, figure che vivono grazie a lui e che soffrono e muoiono in funzione di un finale da raccontare e che, per questo, si ribellano al loro creatore. Insomma, Nick Cave proprio non riesco ad afferrarlo. Anche al suo ultimo concerto in Italia, sono riuscito solo a vederlo salire sul palco, costretto poi ad andarmene per un imprevisto. Forse sono io stesso un suo personaggio e lui ha voluto così, spero non mi faccia morire male.

Reinhard Kleist – Nick Cave: mercy on me